domenica, Settembre 15, 2019
Learning Italy
apprendimento permanente. Foto di una donna vestita da ufficio che salta da una vetta di una montagna ad un'altra vetta più alta, al tramonto.

Tutto quello che riguarda l’apprendimento permanente e le sue linee attuative, è finalmente discusso nel Rapporto del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali che rende operativa la Raccomandazione del Consiglio europeo del 2016.

Il 16 maggio è stato pubblicato il Rapporto Nazionale sull’implementazione in Italia della Raccomandazione del Consiglio. Si tratta di un resoconto, in veste anche attuativo, richiesto a tutti gli stati membri dell’Unione Europea in linea con la RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO del 19 dicembre 2016.

Il documento definisce chiaramente tutto quello che in Italia è già stato pensato e previsto, anche dai governi precedenti, per migliorare la condizione lavorativa dei cittadini. Dal documento si evince che abbiamo già un quadro normativo adeguato, al quale si stanno apportando solo ulteriori integrazioni.

Dopo una premessa che chiarisce il livello del deficit cognitivo del nostro paese, si mette per iscritto quello che ancora bisogna fare, anche in base ai fondi disponibili (nazionali ed europei).
Qui di seguito i punti chiave utili.

  • Migliorare i percorsi di formazione iniziale e costruire un sistema integrato per l’apprendimento permanente è fondamentale. Nel Rapporto del Ministero sono definite tutte le istituzioni e gli attori socio-economici che hanno e avranno un ruolo in materia di innalzamento del livello delle competenze degli adulti.
  • Significativo è il primo punto della Raccomandazione del Consiglio a cui il Rapporto italiano si allinea: “nella società odierna è necessario che ogni persona possieda un ampio corredo di abilità, conoscenze e competenze, compreso un livello sufficiente di competenze alfabetiche, matematiche e digitali per poter realizzare appieno il proprio potenziale e svolgere un ruolo attivo nella società, assolvendo alle proprie responsabilità sociali e civiche. Tali abilità, conoscenze e competenze sono fondamentali anche per inserirsi fruttuosamente nel mercato del lavoro e per accedere all’istruzione e alla formazione terziaria” .
    Alla luce di tutto questo, è positivo pensare che le politiche europee e italiane stanno sempre più discutendo la necessità di garantire l’accesso alle opportunità di apprendimento permanente. Soprattutto se si ha davanti un quadro socioeconomico internazionale che rimane disomogeneo.
  • Il Rapporto italiano definisce per paragrafi quanto compete al MIUR, agli Uffici Scolastici Regionali e ai CPIA (Centro Provinciale per l’Istruzione degli Adulti).
  • L’ultimo capitolo del Rapporto in materia di formazione, validazione e certificazione è dedicato a quanto concerne le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano.


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