martedì, febbraio 19, 2019
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APPRENDISTATO E ALTERNANZA- UN PATTO PER RIMETTERE INSIEME LAVORO ISTRUZIONE E FORMAZIONE

apprendistatoTra il 2012 e il 2015 il Piemonte ha avviato al mondo del lavoro 887 apprendisti di 1° livello (apprendistato per l’ottenimento di una qualifica o diploma professionale); 55.182 apprendisti di 2° livello definito professionalizzante o di mestiere (formazione fatta in azienda in una logica di integrazione tra impresa e formazione);  453 apprendisti di 3° livello (alta formazione e ricerca). Di questi ultimi, il 100% é stato confermato e l’89% ha conseguito un titolo di studio.

Questo il quadro emerso dall’incontro “Apprendistato e Alternanza – Un patto per rimettere insieme lavoro istruzione e formazione”, organizzato nell’ambito della terza giornata di Io Lavoro a cui ha partecipato l’assessore all’Istruzione e Formazione Professionale Gianna Pentenero.

L’offerta formativa che la Regione Piemonte renderà disponibile nel 2016, sulla base delle disponibilità finanziarie del POR e delle risorse che lo stato metterà a disposizione dal 2016 al 2020 (per un totale pari a circa 69 milioni di euro) consentirà di avviare circa 2mila apprendisti per il conseguimento della qualifica o diploma professionale e diploma di scuola media superiore; circa 40mila apprendistati professionalizzanti; 2mila apprendisti per il conseguimento di lauree-master e dottorati di ricerca.

Oltre 56mila apprendisti inseriti nel mondo del lavoro fino ad oggi, e altri 44mila saranno avviati entro il 2020. Il Piemonte, in fatto di Alternanza scuola lavoro e Apprendistato, può vantare enormi risultati, a dimostrazione del fatto che abbiamo sempre creduto nell’apprendistato come ad uno strumento efficace per l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro –  ha dichiarato l’assessore regionale all’Istruzione e Formazione Professionale Gianna Pentenero – Sono convinta che le leggi del governo sul Jobs Act e sull’alternanza scuola-lavoro, possano rappresentare un aiuto alle politiche già attivate nella nostra regione  e garantire continuità  e valorizzazione alle esperienze già maturate e condivise. Abbiamo ora bisogno di uno sguardo cooperativo in grado di creare una governance chiara, sta per questo maturando l’ipotesi di creare un manifesto, una carta regionale  sulla quale lavorare, magari condivisa anche dai Ministeri competenti”.

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