sabato, dicembre 15, 2018
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APPRENDISTATO: PROTOCOLLO TRA REGIONE, SCUOLA E PARTI SOCIALI

venetoLa Regione Veneto investe nell’apprendistato, mettendo in dialogo diretto scuola e aziende. Lo fa sottoscrivendo due protocolli che interfacciano e corresponsabilizzano istituzioni scolastiche (università comprese), sindacati e categorie economiche. “Con il duplice protocollo che regola i percorsi di apprendistato di ‘primo livello’ (rivolti ai ragazzi tra i 15 e i 25 anni, iscritti alle scuole professionali) e quelli di ‘alta formazione’ (rivolti a giovani diplomati, laureandi e laureati), la Regione intende rilanciare un istituto cardine del sistema duale, sinora poco utilizzato”, evidenzia l’assessore regionale all’Istruzione, formazione e lavoro, Elena Donazzan, che insieme alla titolare dell’Ufficio scolastico regionale e ai rappresentanti di sindacati, associazioni di categoria e atenei ha siglato nella sede di Veneto Lavoro i due provvedimenti d’intesa.

“Il numero dei contratti di apprendistato negli ultimi anni è in flessione, in Veneto come nel resto d’Italia – prosegue – non tanto per scarsa convenienza economica dell’istituto contrattuale o per scarsa convinzione da parte delle imprese, quanto piuttosto per l’eccesso di ostacoli burocratici che scoraggiano scuole e aziende. Intendiamo agevolare e rilanciare il ricorso all’apprendistato, che deve diventare la via maestra per l’accesso al mondo del lavoro. Insieme al governo condividiamo la medesima esigenza di rendere più efficace questa formula contrattuale, perché affina il percorso formativo dei giovani e consente alle aziende di costruirsi profili ad alto contenuto di professionalizzazione. Investire nell’apprendistato significa investire nel nostro tessuto economico ed imprenditoriale e nella capacità di dialogo diretto e reciproco tra mondo della scuola e mondo del lavoro. I dati dell’osservatorio di Veneto Lavoro confermano che, in media, un contratto di apprendistato su 3 si trasforma in assunzione a tempo indeterminato”.

Con il primo protocollo Regione, Ufficio scolastico regionale, sindacati e categorie economiche definiscono la ‘cornice quadro’ del sistema duale regolando standard e percorsi – per i centri di formazione professionale, per le scuole secondarie e per le imprese partners – per avviare i ragazzi all’apprendistato ‘di primo livello’. Per la prima volta si introduce il contratto di apprendistato nei percorsi quinquennali di istruzione, consentendo così agli studenti delle scuole secondarie superiori di conseguire la maturità quinquennale attraverso un percorso duale (tra scuola e azienda). ‘Chiave’ di volta del contratto di apprendistato – che è un vero e proprio contratto di lavoro – è il piano formativo individuale che deve ripartire i compiti tra scuola e azienda e definire competenze, abilità e certificazioni professionalizzanti per gli studenti, consentendo loro di raggiungere – grazie al mix tra occupazione e formazione interna ed esterna all’azienda – la qualifica o il diploma professionale o il diploma di istruzione secondaria superiore, a seconda del percorso formativo intrapreso.

Il piano formativo individuale è la ‘chiave di volta’ anche del secondo protocollo, dedicato a definire ‘regole’ e standard per l’apprendistato nei percorsi di alta formazione: università, master, ricerca e – per la prima volta – anche il praticantato per l’accesso alle professioni. A sottoscrivere l’intesa sono, oltre a Regione Veneto, Ufficio scolastico regionale, sindacati e categorie economiche, i quattro atenei veneti e Confprofessioni. Università e istituti tecnici superiori sono, infatti, i ‘registi’ dei nuovi percorsi di apprendistato di alta formazione, rivolti ai giovani tra i 18 e i 29 anni, e finalizzati al conseguimento dei titoli ‘alti’: diploma di istruzione tecnica superiore, laurea triennale e magistrale, master, dottorato di ricerca, o praticantato per l’accesso alle professioni ordinistiche.

Per agevolare l’applicazione dei contratti di apprendistato Regione Veneto, scuole, università e parti sociali potranno attingere alle risorse previste per il sistema duale e per il praticantato di alta formazione previste dal Jobs Act e dai relativi provvedimenti attuativi.

 

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