mercoledì, dicembre 13, 2017
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APPROVATA IN VIA DEFINITIVA LA RIFORMA DELL’ISTRUZIONE PROFESSIONALE

 

Roma, 20 aprile 2017. La riforma dell’istruzione professionale statale e del suo raccordo con l’istruzione e formazione professionale regionale (IeFP) proposta dal Governo, esce notevolmente modificata dopo il passaggio in Conferenza unificata e in Parlamento. Il Decreto di approvazione è stato annunciato il 7 aprile ma ad oggi non è stato ancora pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. In attesa di leggere il testo definitivo rileviamo che il Governo ha esercitato otto delle nove deleghe previste dalla legge di riforma approvata a luglio del 2015. La nona riguardava la revisione del Testo unico sulla scuola per la quale sarà previsto un disegno di legge delega specifico e successivo. I decreti approvati riguardano:

– il sistema di formazione iniziale e di accesso all’insegnamento nella scuola secondaria di I e II grado;

– la promozione dell’inclusione scolastica delle studentesse e degli studenti con disabilità;

– la revisione dei percorsi dell’istruzione professionale;

– l’istituzione del sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita fino a sei anni;

– il diritto allo studio;

– la promozione e la diffusione della cultura umanistica;

– il riordino della normativa in materia di scuole italiane all’estero;

– l’adeguamento della normativa in materia di valutazione e certificazione delle competenze degli studenti e degli Esami di Stato.

In particolare sul tema del raccordo tra istruzione professionale e IeFP occorre sottolineare che il contestatissimo dispositivo che prevedeva la possibilità per gl’Istituti professionali di Stato di istituire dopo un biennio di Istruzione professionale classi “distinte” di  Istruzione e formazione professionale (IeFP) per l’acquisizione della Qualifica è stato eliminato. La contestazione segnalava una discriminazione nei confronti degli alunni che verrebbero “invitati” ad abbandonare il percorso quinquennale di Istruzione professionale (percorso per il quale si erano iscritti all’inizio del primo anno) poiché non sufficientemente dotati per proseguire fino alla quinta classe. Dall’altro lato veniva contestata la forma giuridica che avrebbe permesso tale “ibridazione”: l’appello alle norme sull’autonomia scolastica (DPR 275/2009) che prevedono la possibilità di un ampliamento dell’offerta formativa.

Sia La Conferenza Unificata che la Camera e il Senato sono stati del  parere che l’ampliamento dell’offerta non poteva essere inteso come l’istituzione di una classe terza che fa riferimento ad un ordinamento diverso da quello della Istruzione professionale. Infatti ciò avrebbe rappresentato non un ampliamento ma una surrettizia introduzione di un ordinamento estraneo nell’Istruzione professionale, per giunta con inizio da una terza classe.

Torneremo sull’argomento dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

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