martedì, agosto 14, 2018
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Assistente di studio odontoiatrico: accordo tra il Governo e le Regioni.

assistente di studio odontoiatrico

Il 23 novembre è stato sancito un accordo tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano sul profilo professionale dell’assistente di studio odontoiatrico. L’ assistente di studio odontoiatrico può operare solo se è in possesso dell’attestato conseguito dalla frequenza del corso di formazione. La sua attività consiste nell’assistere i professionisti sanitari del settore durante la prestazione clinica, nella preparazione dell’ambiente e degli strumenti, nell’accoglimento dei clienti e nella gestione della segreteria. È assolutamente vietato all’ assistente di studio odontoiatrico intervenire direttamente sul paziente, anche in presenza di personale qualificato.

Le Regioni si occupano della formazione dell’ assistente di studio odontoiatrico  nella programmazione e nella realizzazione dei corsi. Per l’accesso al corso di formazione è necessario avere assolto l’obbligo scolastico; i cittadini stranieri, invece, devono possedere una buona conoscenza della lingua italiana orale e scritta, verificata attraverso un test di ingresso. Il corso ha una durata minima di 700 ore e una durata massima di 12 mesi: sono previste 300 ore di teoria ed esercitazioni e 400 ore di tirocinio. La frequenza del corso è obbligatoria e sono ammesse solo assenze non superiori al 10% delle ore complessive. L’esame finale per assistente di studio odontoiatrico è costituito da una prova teorica e una pratica. Nella commissione d’esame è necessario che sia presente un odontoiatra iscritto all’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri. La qualifica rilasciata è valida in tutto il territorio nazionale. Gli assistenti, anche in seguito alla qualifica, sono obbligati a partecipare a eventi formativi di aggiornamento di almeno 10 ore all’anno.

Sono esenti dall’obbligo di frequenza, dal superamento del corso di formazione e dal conseguimento dell’attestato coloro che possono documentare un’attività lavorativa di non meno trentasei mesi.

NB: articolo aggiornato al 25 maggio 2018 

 

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