domenica, Giugno 16, 2019
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Autonomia regionale: punto della situazione fornito dal Senato

Italia - autonomia regionale

Il 19 febbraio 2019, il Servizio Studi del Senato ha pubblicato un dossier relativo all’autonomia regionale intitolato «processo di attuazione del regionalismo differenziato». Si tratta di un utile guida sul tema che fornisce anche chiarimenti e spunti di riflessione.

Di seguito il punto della situazione su ciascuna regione:

  • Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna hanno già definito alcuni accordi preliminari con il governo riguardo all’attribuzione dell’autonomia differenziata.
  • Campania, Liguria, Lazio, Marche, Piemonte, Toscana e Umbria hanno formalmente conferito al Presidente l’incarico di chiedere al Governo l’avvio delle trattative per ottenere forme e condizioni particolari di autonomia regionale.
  • Basilicata, Calabria e Puglia hanno assunto iniziative preliminari senza tuttavia giungere ad una formale approvazione di un mandato.
  • Abruzzo e Molise non risultano ad oggi aver intrapreso iniziative formali per l’avvio della procedura finalizzata all’autonomia regionale.

Il dossier prima di tutto chiarisce la differenza tra il recente processo di attuazione del regionalismo differenziato e quello che ha portato alle Regioni a Statuto Speciale. Queste ultime hanno fonte di rango costituzionale (lo Statuto Speciale, appunto) mentre il recente processo di autonomia porterebbe a una legge che andrebbe inserita nelle leggi ordinarie, di fonte primaria.

Queste regioni potranno godere di maggiore autonomia in tutte le materie di legislazione concorrente (rapporti internazionali e con l’Unione europea delle regioni; commercio con l’estero tutela e sicurezza del lavoro; istruzione, salva l’autonomia delle istituzioni scolastiche e con esclusione della istruzione e della formazione professionale; professioni; ricerca scientifica e tecnologica e sostegno all’innovazione per i settori produttivi; tutela della salute; alimentazione; ordinamento sportivo; protezione civile; governo del territorio; porti e aeroporti civili; grandi reti di trasporto e di navigazione; ordinamento della comunicazione; produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell’energia; previdenza complementare e integrativa; coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario; valorizzazione dei beni culturali e ambientali e promozione e organizzazione di attività culturali; casse di risparmio, casse rurali, aziende di credito a carattere regionale; enti di credito fondiario e agrario a carattere regionale) e in limitate materie di legislazione esclusiva dello Stato (organizzazione della giustizia di pace, norme generali sull’istruzione, tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e dei beni culturali).

Negli Accordi preliminari con le regioni Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto si stabilisce che l’approvazione della legge debba avvenire sulla base di un’intesa fra Stato e regione e su proposta del Governo. Tutte e tre le regioni si riservano la possibilità di estendere il negoziato ad altre materie in un momento successivo. La legge dovrà essere approvata a maggioranza assoluta dai membri di ciascuna Camera. Si tratta, pertanto, di una legge rinforzata.

La durata è fissata a 10 anni. Allo scadere l’intesa può essere rinnovata o rinegoziata. Non sono concesse modifiche in via unilaterale. Una commissione, formata per il 50% da rappresentanti delle regioni e per il 50% da rappresentanti statali, deciderà le risorse finanziarie da assegnare alle regioni.

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