giovedì, Ottobre 22, 2020
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Bridge to Jobs: un ponte verso il lavoro

Ridurre la disoccupazione giovanile: ecco l’obiettivo che la Commissione Europea intende perseguire con la nuova Garanzia Giovani. Rinominata Bridge to Jobs, questo pacchetto di incentivi all’occupazione degli under 30 varrà almeno 22 miliardi di euro sul bilancio 2021-2027 e sarà utilizzabile dal 2021.

Considerato come il pacchetto più ampio costituito per il lavoro giovanile, il Bridge to Jobs rappresenta un’estrema necessità visto l’incremento del tasso di disoccupazione giovanile europeo, il quale nell’aprile del 2020 ha raggiunto un valore pari al 15,4%.

Bridge to Jobs: necessità e obiettivi

La nuova proposta di aiuti all’occupazione giovanile promossa da Bruxelles definisce una serie di misure che rafforzano il programma Garanzia Giovani, creato nel 2013 dalla Commissione Europea al fine di agevolare l’integrazione degli under 30 nel mercato del lavoro stesso.

Al termine del periodo di adozione, tuttavia, i dati registrati non hanno soddisfatto affatto gli obiettivi per cui la Youth Guarantee è stata promossa dalla Commissione UE. Infatti, seppur sono stati registrati circa 1,5 milioni di iscritti, solo il 17,5 % è riuscito ad ottenere un impiego o un percorso formativo grazie alla Garanzia Giovani. Considerata quest’insoddisfazione e l’aumento del tasso di disoccupazione nell’Eurozona a seguito dei vari lockdown che hanno coinvolto i Paesi UE, la Commissione Europea ha deliberato il Bridge to Jobs.

Il Bridge to Jobs intende migliorare il coinvolgimento di giovani, di età compresa tra 15 e 29 anni, nel mercato del lavoro in Paesi in cui il tasso di disoccupazione è superiore al 25%. In particolar modo, questo pacchetto andrà a concentrarsi su gruppi vulnerabili, cioè giovani appartenenti a minoranze razziali ed etniche, con disabilità o che vivono in aree svantaggiate, con l’obiettivo di fornire loro specifiche competenze.

Il possesso delle maggiori competenze richieste dalle aziende, infatti, consentirà agli under 30 di approcciarsi più agevolmente al mercato del lavoro, per tale ragione la Commissione UE ha deciso di supportare la loro acquisizione attraverso quattro tipologie di interventi.

Interventi del Bridge to Jobs

Considerati i risultati ottenuti dalla Garanzia Giovani nel periodo 2013-2020 e gli obiettivi che si intendono raggiungere con il Bridge to Jobs, la Commissione Europea ha individuato quattro aree di intervento in cui potranno essere impiegati i 22 miliardi resi disponibili per il contrasto alla disoccupazione giovanile.

Prospettive del Bridge to Jobs

Considerati gli interventi del Bridge to Jobs appare evidente che la Commissione Europea, con questo ingente pacchetto di risorse finanziarie, non intende solo combattere la disoccupazione giovanile europea, ma mira a fornire anche una spinta più green e digital all’intero sistema formativo, in modo tale da promuovere l’acquisizione delle nuove competenze e lo sviluppo di maggior collaborazione nel mercato competitivo. Infatti, il nuovo programma di Garanzia Giovani destinerà le proprie risorse anche:

  • potenziamento dell’apprendistato, in modo da riuscire a coinvolgere le PMI;
  • avviamento di start-up.

Gli obiettivi per cui la Commissione Europea ha definito il più ingente pacchetto di aiuti all’occupazione giovanile, risultano essere molto ambizioni osservando le prospettive di disoccupazione degli under 30 e i risultati del precedente periodo. Dunque, affinché questi possano essere largamente raggiunti, risulta fondamentale che i Paesi membri rispondano positivamente alla spinta fornita dall’UE attuando riforme idonee a facilitare ed incentivare l’accesso dei giovani, appartenenti a categorie vulnerabili e non, nel mondo del lavoro, combattendo la disoccupazione e modernizzando la propria formazione.

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