Formazione Superiore

ITS/ Presentati i nuovi percorsi in Umbria

24 settembre 2014
by Alessandro Panzarasa

formazione1E’ una scommessa che l’Umbria, con tutte le sue componenti, è riuscita a vincere”, così la vicepresidente della Regione Umbria ed assessore alla formazione Carla Casciari ha introdotto la presentazione dei nuovi percorsi formativi dell’ITS, l’istituto tecnico superiore umbro, avvenuta questa mattina nel salone d’onore di Palazzo Donini a Perugia.

Con l’Istituto tecnico superiore, ha affermato Casciari, la nostra regione è diventato un modello per la nuova formazione in Italia che privilegia e facilita l’occupazione di tecnici altamente qualificati mediante un percorso basato sull’alternanza tra formazione in aula e attività pratica operativa in laboratorio e presso imprese e studi professionali che, oltre ad aprire le proprie sedi ai giovani, mettono a disposizione degli stessi progettisti, docenti e tutor per una effettiva esperienza di studio sul posto di lavoro. L’Its è un piccolo politecnico che propone un’offerta formativa professionalizzante e pratica, finalizzata ad un ingresso immediato e coerente nel mercato del lavoro.Questo significa che all’interno dell’Its, e quindi dei suoi corsi, istituti scolastici, Università ed imprese uniscono le rispettive competenze per creare occupazione giovanile valorizzando le peculiarità del territorio e rispondendo, di conseguenza, alla domanda proveniente dal sistema produttivo.

La Regione, ha sottolineato la vicepresidente, ha investito molto su questo versante ed anche con la prossima programmazione comunitaria, in corso di approvazione, prevede di rifinanziare questa utile esperienza con oltre cinque milioni di euro nel periodo 2014-2020.

Print Friendly

ALTA FORMAZIONE/ Voucher per 2 MLN in Abruzzo

9 settembre 2014
by Alessandro Panzarasa

tirocinantiScadrà il prossimo 20 ottobre il termine ultimo per la partecipazione all’avviso pubblico relativo ai “Voucher per la formazione universitaria e per l’alta formazione”, disponibile da questa mattina sul sito della Regione Abruzzo.

L’intervento, finanziato con due milioni di euro, punta a favorire il diritto all’alta formazione, facilitando le scelte individuali di allievi meritevoli attraverso l’erogazione di voucher finalizzati alla frequenza, in Italia e all’estero, di corsi di studio universitario e post universitario. Rispetto alla precedente edizione – ha dichiarato l’assessore alle Politiche attive del lavoro Marinella Sclocco – allo scopo di ampliare il più possibile la platea dei beneficiari, abbiamo operato una serie di variazioni significative, cercando in questo modo di andare incontro alle esigenze del maggior numero di studenti abruzzesi, mantenendo comunque una serie di indicatori di merito che saranno considerati in sede di valutazione.Abbiamo quindi deciso di abbassare il massimale del contributo individuale riconoscibile, passando da 8mila a 5mila euro per le azioni 1 e 2 e da 12mila a 8mila euro per l’azione 3; inoltre abbiamo scelto di ridurre anche il requisito del limite Isee delle famiglie, portandolo a 25mila euro dai 30mila previsti in passato.

Nel dettaglio, saranno finanziabili voucher riconducibili a tre diverse tipologie di azioni: la prima è rivolta a corsi di laurea specialistica (sono equiparati quelli della laurea magistrale e del vecchio ordinamento) e di laurea triennale, per i quali sono a disposizione 850mila euro; la seconda riguarda corsi post laurea, in particolare master di I e II livello, corsi di specializzazione e dottorati di ricerca senza borsa di studio, ai quali sono destinati 1 milione e 100mila euro; la terza infine prevede percorsi formativi svolti all’estero, come master post laurea e corsi di alta professionalizzazione organizzati da università, accademie o altre istituzioni pubbliche e private di alta formazione, per i quali sono disponibili 50mila euro. L’intervento è rivolto a studenti iscritti ad uno dei percorsi sopra indicati, residenti nella regione Abruzzo da almeno un anno alla data di pubblicazione dell’avviso sul Bura ed appartenenti a famiglie che siano in possesso di un reddito Isee non superiore a 25mila euro, riferito all’anno d’imposta 2013. Ora – ha concluso l’assessore – al rientro dalle vacanze estive, ci aspettiamo una grande risposta da parte degli studenti abruzzesi i quali siamo sicuri non si lasceranno scappare questa importante opportunità per la loro crescita professionale e formativa.

Print Friendly

ERASMUS+/ Finanziamenti a 6 scuole in Trentino

23 luglio 2014
by Alessandro Panzarasa

soldi ueSono 105 le candidature finanziate in Italia dall’Agenzia per l’Azione KA1 – Mobilità dello Staff della Scuola nell’ambito di Erasmus+. Tra le istituzioni scolastiche selezionate vi sono il Liceo Maffei di Riva del Garda, l’Istituto Guetti di Tione, il Liceo Russel di Cles e gli Istituti Comprensivi di Cembra, Trento 7 e Mori. Buona dunque la performance degli istituti scolastici trentini che hanno ottenuto un successo sulla media dei finanziamenti che si attesta intorno al 15% rispetto al 9% della media nazionale.  I progetti finanziati sono finalizzati allo sviluppo professionale del personale della scuola e riguarderanno periodi di insegnamento, osservazione o formazione presso istituti partner di un altro Paese europeo.

In un mondo sempre più globale anche la formazione all’estero per gli insegnanti è diventata un’esperienza di crescita professionale fondamentale per arricchire i metodi di insegnamento. I progetti finanziati per l’Azione KA1 nel contesto di Erasmus+ costituiscono un’ottima opportunità per sviluppare nuove competenze, anche in relazione ai bisogni dell’istituzione di provenienza del personale della scuola in mobilità.

Alla scadenza del bando, nel marzo scorso, sono state 1177 le candidature a livello nazionale pervenute all’Agenzia per l’azione KA1 e di queste solo 105 hanno visto finanziati i propri progetti. Le proposte sono state valutate seguendo i criteri di valutazione formale e qualitativa indicati dalla Commissione Europea per il 2014.

Lusinghieri sono stati pertanto i risultati ottenuti dalle scuole della provincia di Trento, che, anche grazie a progetti come questi, intendono offrire ai propri studenti un livello di insegnamento sempre più qualificato e al passo con i tempi.

Print Friendly

fseL’Autorità di Gestione del Fondo Sociale Europeo (FSE) dell’Assessorato delle attività produttive, energia e politiche del lavoro comunica, che è aperto l’Invito a regia regionale n. 2014/4 per la presentazione di 5 progetti finanziati attraverso il Piano di Azione e Coesione – Piano Giovani, la cui scadenza è fissata alle 13.00 del giorno 11 agosto 2014.

Questa iniziativa – sottolinea l’Assessore Pierluigi Marquis – è finalizzata a promuovere la formazione e l’inserimento lavorativo dei giovani studenti nell’ambito universitario specifico delle scienze umane e sociali, economiche e politiche.

L’invito finanzia interventi volti a promuovere cinque iniziative: tutoring per gli studenti disabili iscritti all’ateneo, formazione alla ricerca attraverso l’attivazione di borse di ricerca per giovani laureati, tirocini post lauream con borsa al fine di promuovere l’inserimento lavorativo, supporto agli studenti e ai laureati dell’ateneo nelle fasi della transizione dalla scuola superiore all’Università e dall’Università al mondo del lavoro, counseling che dovrà prevedere il consolidamento delle relazioni tra Università, istituzioni e scuole, il contrasto alla dispersione scolastica e formativa e lo sviluppo di competenze trasversali.

L’invito, per il quale è disponibile una dotazione finanziaria complessiva di 620 mila euro di cui 248 mila per l’annualità 2014 e 372 mila per l’annualità 2015, è rivolto all’Università della Valle d’Aosta/Université de la Vallée d’Aoste.

I progetti devono essere redatti su apposito formulario, presente sul sito internet della Regione autonoma Valle d’Aosta, http://www.regione.vda.it/lavoro/fondosocialeeuropeo, nella sezione “Presentare progetti FSE”. La richiesta di ammissione a valutazione e finanziamento va presentata in forma cartacea e in bollo.

Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito internet nella sezione Lavoro e Fondo Sociale Europeo.

Print Friendly

UNIVERSITA’/ In lombardia borse di studio per 42,5 MLN

15 luglio 2014
by Alessandro Panzarasa

laureatiRegione Lombardia intende continuare a investire sulle università e sull’alta formazione, sostenendo e premiando gli studenti che si distinguono per il proprio merito e incrementando le opportunità di legame tra il mondo dell’istruzione e dell’università e quello del lavoro”. Così l’assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro di Regione Lombardia Valentina Aprea ha illustrato la delibera approvata oggi dalla Giunta regionale, che definisce i criteri e le previsioni minime di finanziamento per l’assegnazione delle borse di studio universitarie per l’anno accademico 2014/2015.

La delibera, anticipando la normativa statale, conferma la sperimentazione avviata sin dall’anno accademico 2011/2012 e prevede interventi innovativi relativi alla definizione di nuovi criteri di accesso finalizzati a valorizzazione del merito e al miglioramento della performance degli studenti.

Le risorse messe a disposizione degli enti gestori per l’emanazione dei bandi di concorso per le borse di studio per l’anno accademico 2014/2015 ammontano complessivamente a 42,5 milioni di euro.

La delibera riconosce, inoltre, per l’anno accademico 2014/2015, a favore degli studenti detenuti negli istituti penitenziari lombardi e iscritti a un corso di laurea, un contributo di 350 euro per favorirne il compimento degli studi e lo svolgimento della didattica.

Print Friendly

lavoriLa riorganizzazione del sistema regionale della formazione dovrà tenere conto di due aspetti: un necessario riassetto dei centri per l’impiego, che come noto fanno capo alle Province, e l’esigenza di tenere assieme le esigenze della formazione con la situazione del mercato del lavoro.

Lo ha dichiarato la presidente della Regione Debora Serracchiani, intervenendo questo pomeriggio a Udine, assieme all’assessore Loredana Panariti, a un convegno sulla formazione organizzato a Udine dalla Flc, il sindacato scuola della Cgil.

Per la presidente, infatti, ad esempio sarebbe un controsenso continuare a formare tecnici addetti per le aziende del legno, se questo è uno dei settori che producono più disoccupati.

Ecco dunque che una nuova legge sulla formazione – ha annunciato la presidente rispondendo alle sollecitazioni della Cgil – è un obiettivo nell’agenda della Giunta, e l’assessorato competente sta già predisponendo un articolato.

Nel corso del confronto, l’assessore  Panariti ha analizzato la difficile situazione che attraversa il sistema degli enti di formazione, con 500 addetti sui 700 totali a tempi indeterminato toccati dagli ammortizzatori sociali. “i tratta – ha detto – di una fase di difficoltà dovuta alla transizione tra la programmazione Por-Fesr 2007-2013 e il nuovo settennio 2014-2020.

L’approvazione del nuovo Por, al quale stiamo lavorando, consentirà di immettere nel sistema nuove risorse, che si aggiungeranno a quelle già messe a disposizione con l’avvio di Garanzia Giovani e dei piani di formazione per le aziende. Il volume di finanziamenti a disposizione, in ogni caso, sarà inferiore a quello della precedente programmazione.

Print Friendly

ITS/ 13 percorsi biennali in Emilia Romagna

4 luglio 2014
by Alessandro Panzarasa

formaz profApprovata la nuova offerta formativa degli Istituti tecnici superiori (Its): 13 percorsi per diventare tecnici specializzati in settori strategici per lo sviluppo. Percorsi gratuiti e finanziati con 3 milioni e 700 mila euro. L’assessore Bianchi: “Investiamo per creare profili professionali dotati di competenze operative strategiche per l’innovazione e lo sviluppo”

Bologna – Sono 13 i percorsi biennali che gli Istituti tecnici superiori avvieranno nel prossimo anno formativo 2014-2015 in Emilia-Romagna. Un’offerta realizzata da fondazioni costituite da imprese, università, enti di ricerca, istituti scolastici, enti di formazione professionali e enti locali, che permetterà ad oltre 300 persone di acquisire un’alta specializzazione tecnica.
“L’Emilia-Romagna continua ad investire nella formazione di profili professionali specializzati, dotati di competenze operative, critiche e relazionali funzionali all’innovazione e in grado di contribuire ai processi di crescita di filiere produttive strategiche per lo sviluppo”, sottolinea spiega l’assessore regionale alla Formazione e al Lavoro Patrizio Bianchi. “A questi obiettivi rispondono i percorsi biennali degli Istituti tecnici superiori, realizzati nell’ambito della rete politecnica con una politica di sviluppo che attraverso l’innalzamento e la specializzazione delle competenze delle persone contribuisce al generarsi e consolidarsi di quelle innovazioni sociali ed economiche che costituiscono il vero motore della crescita”.

La rete delle Fondazioni Its
Il processo di razionalizzazione, rafforzamento e completamento della rete delle Fondazioni Its avviato lo scorso anno ha portato all’attuale disegno regionale che, in coerenza con la strategia di sviluppo intelligente, conta 7 Fondazioni Its in grado di offrire un’offerta di formazione non universitaria connessa e rispondente alle richieste dei sistemi produttivi regionali leader sui mercati nazionali e internazionali e necessaria allo sviluppo di settori ad alto potenziali di crescita.
La rete è costituita dall’Istituto tecnico superiore meccanica, meccatronica, motoristica, packagingcon oltre 70 imprese con sede a Reggio Emilia, Modena e Bologna; l’Istituto tecnico superiore agro-alimentare a Parma con imprese dei diversi comparti di tutto il territorio regionale; l’Istituto tecnico superiore mobilità sostenibile a Piacenza per rispondere alla necessità di migliorare la mobilità delle merci; l’Istituto tecnico superiore territorio,
energia, costruire con sedi a Ferrara e Ravenna, per un’edilizia che guarda al costruire e al restauro in chiave di efficienza energetica e antisismica e a supporto dei processi di produzione dell’energia. Nuovo, inoltre, è l’Istituto tecnico superiore nuove tecnologie della vita a Mirandola, costituito in connessione con il tecnopolo del biomedicale. Per cultura e creatività, coniugati alle nuove tecnologie e al design, per l’innovazione dei servizi e dei settori manifatturiero artigiano e industriale, c’è l’Istituto tecnico superiore industrie creative con sede a Cesena e, infine, per la qualificazione delle strutture e dell’offerta turistica, anche guardando a Expo 2015, l’Istituto tecnico superiore turismo benessere con sede a Rimini.

I percorsi biennali per il 2014-2015
Per quanto riguarda i 13 nuovi percorsi realizzati dalle 7 fondazioni, saranno 4 quelli realizzati aBologna, Modena e Reggio Emilia dall’Its meccanica, meccatronica, motoristica, packaging. L’offerta formativa conferma quanto realizzato negli scorsi anni (con tre percorsi che hanno visto un tasso di occupazione degli ex studenti pari ad oltre l’80%) a cui si affianca anche un nuovo percorso per la progettazione e produzione di motori endotermici, ibridi ed elettrici nato dalla collaborazione, tra le altre, di Ferrari, Lombardini, Maserati, Magneti e Marelli di Bologna, Vm.
Il design, lo sviluppo e la sostenibilità del prodotto ceramico industriale in collaborazione con le maggiori realtà produttive di Sassuolo, Imola e Faenza e le nuove tecnologie per l’informazione e la comunicazione sono al centro dei due percorsi realizzati dall’Its Industrie culturali e creative. Infomobilità e infrastrutture logistiche è la specializzazione che contraddistingue l’Its di Piacenza, e le produzioni e le trasformazioni agrarie, agroalimentari e agro-industriali quello di Parma.
Un’ulteriore conferma, rispetto alla programmazione precedente, è il percorso per diventare tecnico specializzato nel settore dell’approvvigionamento energetico e nella costruzione di impianti che sarà realizzato a Ravenna dall’Its territorio, energia, costruire, che da quest’anno realizza anche un nuovo percorsoimprontato ai temi del risparmio energetico e delle tecnologie antisismiche per l’edilizia sostenibile e per la qualificazione e riqualificazione del patrimonio edilizio a Ferrara. A Mirandola, a conferma delle politiche e dell’impegno per i territori colpiti dal sisma, prenderà il via il percorso per tecnici specializzati nella produzione di apparecchi e dispositivi biomedicali.
Due le specializzazioni realizzate dall’Its turismo e benessere: un percorso per tecnico superiore nella gestione delle strutture turistico-ricettive e uno per formare nuove professionalità specializzate nella promozione e nel marketing delle filiere e delle attività culturali.
I corsi saranno avviati entro il 30 ottobre 2014, le iscrizioni per accedere alle selezioni sono già aperte.

A chi si rivolge l’offerta formativa
L’offerta formativa degli Its, che fa parte della rete politecnica (segmento formativo del Sistema ER educazione e ricerca Emilia-Romagna), si rivolge a giovani e adulti, non occupati o occupati, in possesso del diploma di istruzione secondaria superiore.
I percorsi sono gratuiti, in quanto finanziati con il concorso di risorse comunitarie, nazionali e regionali per 3 milioni e 700 mila euro, e si articolano in quattro semestri.
Istituiti per la prima volta in Emilia-Romagna nell’anno formativo 2011/2012, si tratta di percorsi post-diploma, alternativi all’università ma ad essa strettamente collegati, che affiancano all’attività di aula diverse esperienze di formazione in imprese in Italia e all’estero. La formazione è affidata a esperti provenienti dal mondo del lavoro, oltre che a formatori e docenti della scuola e dell’università.
Al termine del biennio, si ottiene un diploma di tecnico superiore.

Print Friendly

trento3Il modello dell’ordinamento formativo, introdotto con la legge provinciale sull’apprendistato nr.12 del 2012 prevede che la formazione in azienda e quella presso la scuola professionale confluiscano in un documento unico. La Giunta provinciale ha aggiornato recentemente l’ordinamento formativo di nove profili professionali.

Gli ordinamenti formativi regolano la formazione degli apprendisti nei due luoghi di apprendimento  – azienda e scuola professionale – e sono considerati piano formativo individuale ai sensi delle disposizioni statali (D.Lgs. 167/2011, Testo unico sull’apprendistato).

Gli ordinamenti formativi comprendono la descrizione del profilo professionale, il titolo conseguibile, la durata dell’apprendistato, il quadro formativo aziendale, la quantità di formazione impartita dalla scuola professionale, il programma quadro didattico e se previsto i corsi extraaziendali obbligatori. Il quadro formativo aziendale contiene le competenze e le conoscenze che in azienda devono essere trasmesse all’apprendista.

Recentemente la Giunta provinciale ha approvato gli ordinamenti formativi di nove profili professionali.

Si tratta nel dettaglio dei profili professioni relativi a: cuoco, cameriere, elettrotecnico, falegname, muratore, tecnico per impianti funiviari e  acconciatore, operatore dell’settore equino e floricoltore e paessagista.

Informazioni dettagliate riguardo agli ordinamenti formativi dei nove profili professionali si possono consultare nel sito Internet: http://www.provincia.bz.it/formazione-professionale-tedesca/apprendistato/1758.asp#anc2004 della Formazione professionale tedesca.

Gli ordinamenti formativi sono stati elaborati sulla base delle indicazioni fornite dagli operatori della formazione professionale  e dai rappresentanti del mondo economico.

Print Friendly

SKILLS&EMPLOYMENT/ Low skilled workers face more difficulties

30 giugno 2014
by Alessandro Panzarasa

divietoLow qualified workers encounter increasing difficulties to find a job, face lower job stability and are out-competed by medium-skilled workers even in elementary occupations. In contrast, job opportunities are growing in some high-skilled professions.

These are the main findings of the European Vacancy and Recruitment Report 2014.

Read more:

European vacancy and recruitment report 2014

Print Friendly

politiche socialiIn countries where vocational pathways account for a large share of education and training, rates of early school leaving are below the EU target for 2020 (10%). Conversely, in countries where VET lags behind, the dropout rate is higher than 10%; in some cases, significantly so. The findings were discussed at an expert workshop organised by Cedefop in Thessaloniki  on 3rd and 4th of June.

The study also addresses the lack of commonly accepted definition of early leavers from vocational education and training. Data at EU level and in many countries do not accurately track young people as they leave and re-enter learning environments and/or the labour market. The study has found that over 97% of early leavers are dropouts, with the remainder being young people who never start post-compulsory education and training.

It also found that one in five dropouts eventually achieve upper secondary qualifications, with 77% doing so within three years.

Addressing the workshop, Cedefop Director James Calleja pointed out that the problem of early leaving is largely VET’s to solve: early leavers between 16 and 24 who return to education typically choose vocational options. Mr Calleja spoke of early leavers as ‘casualties of the education system’ whom public authorities have a responsibility to support.

Workshop participants agreed that data collection must be improved to provide an accurate overall picture for policy-makers and allow them to implement the right policies. Thanks to such a comprehensive data collection and monitoring system, policy-makers in the Netherlands have solid evidence on which to base policy decisions. As a result, early leaving rates have dropped significantly in the past few years.

In addition, systematic tracking (by means of a personal education number which is linked to a social security number) alerts authorities when learners leave or re-enter education and training at any level and in every kind of learning environment. This system has revealed that the real national rate of early leaving from education and training is lower than previously thought.

Cedefop has launched a three-year project (2014-17) to address the lack of data on early leaving specifically from vocational pathways and to analyse the role VET plays in reducing the dropout rate. Cedefop’s Irene Psifidou, who organised the workshop, said that the ultimate aim of the project is ‘ambitious but necessary to develop tools that will make it possible for countries to monitor individual learning pathways and to evaluate national policies on early leaving.’

Mr Calleja also emphasised this point: ‘As a public agency, Cedefop must ensure that Member States can use our research in order to implement measures that will make a difference. But it is not enough to develop tools. Countries will also need help in implementing them until they become part of the culture of the education and training system.’

In its first year, the project addresses how to measure the magnitude and determine the causes of early leaving from VET, and the ways in which improved data and analysis can feed into targeted policy measures. Workshop discussions will feed into next year’s research, which is to focus on indicators and on evaluating the impact of policy measures in tackling early leaving from education and training though VET.

Print Friendly

ISFOL/ Convegno sullo sviluppo delle competenze per il lavoro

27 giugno 2014
by Alessandro Panzarasa

 competSi è svolto giovedì 26 giugno all’Isfol, il convegno “Lo sviluppo delle competenze per il lavoro” –  Presentazione delle indagini Isfol sulla Formazione Continua e sulla Formazione e Istruzione Tecnico Superiore. Temi, quelli della formazione, al centro dell’attività dell’Istituto di ricerca, come ha ricordato il presidente Pier Antonio Varesi che ha dato il via ai lavori.

Il quadro dell’attuale situazione è stato descritto attraverso le ultime indagini Isfol, contestualizzate  nel sistema e nei processi economici e occupazionali. In particolare Pierluigi Richini e Davide Premutico hanno illustrato i risultati del XIV Rapporto sulla formazione continua. Tra le parole chiave proposte da Richini, ‘innovazione’ e ‘internazionalizzazione’, poiché come è stato sottolineato più volte durante i lavori, le imprese che fanno innovazione, sia di processo che di prodotto, sono quelle che più investono in capitale umano. C’è bisogno di strumenti di policy e di risorse, ha detto Richini, e proprio su queste si è soffermato Premutico insistendo sull’integrazione delle fonti di finanziamento e sui fondi interprofessionali, visibilmente cresciuti dal 2004 al 2012 e che attualmente interessano 860 mila imprese e 9 milioni di lavoratori.

In 51 di queste imprese sono entrati Gabriella Bettiol e Stefano Miotto di Confindustria Veneto che, insieme ad Isfol hanno condotto un’indagine sulla formazione continua per l’innovazione. Tra gli strumenti migliori individuati dallo studio, nuove metodologie formative, intercettazione della conoscenza, ingresso in azienda a chi possiede competenze, ma soprattutto innovazione sociale e action learning.

Non solo formazione continua in senso stretto. Benedetta Torchia ha illustrato i dati relativi alla formazione tecnica superiore, affrontando il tema della riqualificazione dei lavoratori attraverso i percorsi di IFTS. Quella formazione tecnico professionale da poco oggetto di riforma che, come ha ricordato Varesi in apertura, per molto tempo ha rappresentato una lacuna del sistema formazione che penalizza l’Itlaia rispetto al contesto europeo. Tra le questioni aperte quella dell’offerta formativa. Su questo argomento è intervenuto Roberto Angotti, ripercorrendo i risultato dell’indagine Isfol-FOP e contestualizzando l’offerta tra l’impatto della recessione economica e le strategie di rilancio. L’Italia sconta, ha sottolineato Angotti, una forte frammentazione produttiva e il tema dell’innovazione, dell’internalizzazione dei processi formativi e la capacità di fare rete sono obbiettivi da perseguire anche nella prospettiva dell’offerta.

Il sottosegretario al Lavoro Luigi Bobba ha ripreso i concetti esposti, sottolineando come la formazione continua mantenga un trend positivo nonostante la crisi e dunque una contrazione della disponibilità finanziaria. Bobba ha ripreso il tema dell’innovazione e dell’investimento in capitale umano ricordando l’assonanza di questi fattori con l’obiettivo indicato dall’Europa di un’economia intelligente, sostenibile e sociale.

L’esperienza della Regione Lombardia ha chiuso la prima fase di interventi della mattinata. Massimo Vasarotti ha esposto gli esiti della proficua integrazione tra l’amministrazione regionale e i fondi paritetici in una regione come quella lombarda che, oltre all’avvio di Garanzia giovani si trova ad affrontare lo sforzo e l’opportunità dell’imminente Expo.

L’evento si è chiuso con una tavola rotonda, moderata da Varesi, che ha coinvolto i rappresentanti delle Parti Sociali e delle Regioni sui processi di riforma delle policy e dei modelli di governance per lo sviluppo delle competenze.

Print Friendly

CONVEGNO PIAAC/ Indagine sulle competenze degli adulti

8 maggio 2014
by Alessandro Panzarasa

ConferenzaSi apre oggi, 8 maggio, il convegno ‘Competenze e apprendimento permanente: dalla ricerca alle indicazioni di policy. Il contributo dell’indagine nazionale PIAAC’, organizzato dall’Isfol. L’appuntamento è all’Archivio centrale dello Stato (Piazzale degli Archivi, 27 – zona Eur) alle ore 9.00.

Oltre alla diffusione del Rapporto nazionale e del Framework teorico del programma PIAAC l’evento è occasione di confronto sugli esiti dei lavori della Commissione di esperti che, a partire dai risultati dell’indagine, ha elaborato linee di indirizzo e proposte di intervento per migliorare le competenze di base degli adulti. Interverranno al convegno il ministro del Lavoro Giuliano Poletti e il sottosegretario all’Istruzione Roberto Reggi.

Risorsa preziosa per contrastare periodi di crisi, necessarie a fondare economie più solide e sistemi sociali più inclusivi, le competenze degli adulti rappresentano l’oggetto di indagine e valutazione del Programma PIAAC (‘Programme for the International Assessment of Adult Competencies’) promosso dall’OCSE, a cui aderiscono 24 Paesi.

In Italia il Ministero del Lavoro ha incaricato ISFOL di progettare e realizzare l’indagine sul territorio nazionale.

La ricerca affronta temi cruciali del dibattito in atto, che costituiscono altrettanti nodi strategici per le politiche nazionali orientate allo sviluppo di un sistema di apprendimento e formazione lungo tutto l’arco della vita.

I Paesi che hanno partecipato alla prima fase di PIAAC sono: Australia, Austria, Belgio, Canada, Corea del Sud, Danimarca, Estonia, Federazione Russa, Finlandia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Irlanda, Italia, Giappone, Nuova Zelanda, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Repubblica Ceca, Spagna, Svezia e Stati Uniti di America.

Sono già previsti altri due cicli di PIAAC: al secondo, attualmente in corso, stanno partecipando Cile, Grecia, Indonesia, Israele, Lituania, Nuova Zelanda, Singapore, Slovenia e Turchia, un terzo è programmato nel periodo 2014-2018 e attualmente vede l’adesione di Argentina, Colombia, Kazakistan, Scozia e Galles.

Il programma PIAAC sarà ripetuto nel tempo e costituisce, quindi, un impulso di lunga durata per elaborare politiche di ampio respiro sui temi dell’istruzione, della formazione e del mercato del lavoro. In collaborazione con l’OCSE e la Commissione europea l’ISFOL è già impegnato sugli sviluppi del nuovo ciclo.

Per approfondire:

Rapporto nazionale sulle competenze degli adulti

Print Friendly

LOMBARDIA & AEROSPAZIO/ Firmata l’intesa sulla formazione

23 aprile 2014
by Alessandro Panzarasa

approvazioneRegione Lombardia ha riconosciuto l’aerospazio come una delle sette aree di sviluppo e innovazione nella sua strategia di specializzazione per la ricerca e l’innovazione di Europa 2020. Lo ha detto l’assessore regionale all’Istruzione, Formazione e Lavoro, in occasione della firma del Documento di intesa del sistema formativo regionale, avvenuta nella sede di Agusta Westland a Vergiate (Varese). Il Protocollo è stato siglato anche dal presidente del Distretto aerospaziale lombardo, dal presidente di Confindustria Lombardia e dal direttore dell’Ufficio scolastico regionale.

Regione Lombardia, inoltre, ha avviato il percorso di riconoscimento formale dei 9 cluster tecnologici lombardi che sarà ultimato a luglio – ha aggiunto l’assessore – e intende promuovere l’ecosistema dell’innovazione, favorendo la creazione e l’implementazione di aggregazioni tra i diversi soggetti attivi nel campo della ricerca e innovazione”. “Con più di 185 imprese, 15.000 addetti, un fatturato di 4 miliardi di euro, di cui 1,7 di export, – ha precisato – il cluster aerospaziale rappresenta una punta d’eccellenza con tutta la catena di fornitura di tecnologie e di competenze del settore.

Alimentare il bacino di competenza tra gli studenti e gli insegnanti e creare un ambiente che sappia mantenere sul territorio i cervelli migliori e le persone con più talento sono gli obiettivi del Documento d’intesa, che punta anche a creare un sistema di relazioni stabili tra scuole, università e imprese della Lombardia, ampliando così una sperimentazione, già avviata negli anni scorsi, nella provincia di Varese.

Sono molto soddisfatta – ha continuato l’assessore – della firma del Protocollo che valorizza le nostre esperienze condivise per la formazione dei giovani in un rapporto sempre più stretto tra tessuto imprenditoriale e sistema educativo”. “Cito – ha proseguito – l’esempio dell’Istituto tecnico superiore per la filiera dei trasporti e della logistica intermodale perché ha la peculiarità di riconoscere la Licenza di manutentore aeronautico, che consente agli allievi, al termine del percorso triennale, di poter conseguire la licenza di manutentore valida in tutto il mondo.

L’Accordo sottoscritto oggi si innesta quindi su queste iniziative – ha spiegato ancora l’esponente della Giunta regionale -, per consentire uno stretto rapporto di collaborazione tra enti di formazione, istituti scolastici, università e imprese, finalizzato a potenziare la formazione tecnica e professionale nel settore aerospaziale, per accrescere la competitività delle imprese grazie all’investimento sulle giovani generazioni e quindi favorire anche la migliore occupazione dei giovani”. Gli Its danno risvolti occupazionali dell’80 per cento e in alcuni casi sfiorano il 100 per cento.

A un grande impegno – ha concluso l’assessore – sono chiamati anche le aziende e il sistema imprenditoriale, per dare spazio ai giovani nei tirocini e nelle esperienze di lavoro. Non c’è che una soluzione per uscire dalla crisi: investire in ricerca, innovazione e tecnologia.

Print Friendly

SETTORE BENESSERE/ Nuovo percorso “Addetto for wellness”

11 aprile 2014
by Alessandro Panzarasa

estetistaRegione Lombardia sostiene iniziative volte all’acquisizione di nuove competenze, sviluppare l’occupabilità, rafforzare il più possibile la relazione tra mondo della scuola e mondo del lavoro e far sì che questi due mondi non proseguano su percorsi tra loro estranei, come spesso è accaduto e accade, ma convergano attraverso il supporto di strumenti operativi che aiutino i giovani ad entrare nel mondo del lavoro. Lo ha detto l’assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro di Regione Lombardia, aprendo i lavori del convegno ‘Formazione e occupazione nel settore del benessere’, che si è svolto presso Palazzo Stelline a Milano.

Con questa logica sosteniamo e promuoviamo il progetto per lo sviluppo della figura dell’operatore del benessere o For Wellness – ha aggiunto l’assessore regionale – un’iniziativa sperimentale, che intende approfondire il fabbisogno formativo e il potenziale occupazionale nel settore del benessere, un settore in crescita, che ha subito, negli ultimi anni, profondi mutamenti”.

Il nostro obiettivo – ha specificato l’assessore – è, da un lato quello di incentivare l’innovazione e lo spirito di intrapresa, dall’altro di sostenere la formazione di figure professionali in possesso di conoscenze e di abilità che le rendano capaci di confrontarsi con le nuove e mutate esigenze del mercato del lavoro.

Il ruolo della formazione professionale – ha ribadito l’assessore – è fondamentale nel facilitare l’inserimento lavorativo di giovani che sviluppano competenze specifiche maturate in un percorso che coniuga la conoscenza teorica con le abilità pratiche, acquisite attraverso l’alternanza tra formazione in aula e formazione in azienda, per ottimizzare l’incidenza sull’apprendimento individuale. Quindi ben vengano iniziative come questa, che garantiscono la formazione di operatori qualificati, sostenendo l’occupazione nel settore e valorizzando strumenti come l’apprendistato e il tirocinio che rappresentano una carta vincente per supportare l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro.

Print Friendly

competSi è svolta a Roma lo scorso 30 gennaio presso l’Istat una giornata seminariale dedicata alla presentazione delle classificazioni internazionali che operano nel settore dell’istruzione, della formazione e dell’apprendimento. L’incontro è nato nel quadro della costante cooperazione tra Istat e Isfol su questi temi.

Il seminario è stata l’occasione per illustrare le novità legate alla nuova revisione della Classificazione internazionale dell’istruzione “ISCED 2011” (International Standard Classification of Education), che Unesco, Eurostat e Ocse hanno sviluppato per tener conto dei cambiamenti significativi intervenuti dal 1997 in poi nei sistemi educativi in tutto il mondo. Dal 2014 i Paesi dovranno infatti adeguare i propri sistemi di raccolta dati alla nuova Classificazione.

Nel corso del seminario sono stati inoltre esaminati, in ottica comparativa con la ISCED, gli altri strumenti che in Europa consentono oggi di comparare non solo i sistemi educativi formali e i titoli da questi rilasciati, ma anche in senso ampio le qualificazioni e la partecipazione della popolazione adulta alle diverse attività di apprendimento permanente. Si tratta in primo luogo dell’European Qualification Framework (EQF), introdotto nel 2008 e volto ha favorire una migliore comparabilità delle qualificazioni fra i diversi paesi dell’Unione, a supporto della mobilità dei cittadini. L’Italia ha recentemente adottato il Primo Rapporto nazionale di referenziazione dei titoli italiani all’EQF, che colloca i titoli rilasciati dal sistema di istruzione e quelli oggetto di accordo stato-regioni (IeFP e ITS) nell’ambito degli otto livelli previsti dal Quadro Europeo. Si prevede, in una seconda fase, di inserire nel quadro tutte le qualifiche rilasciate dalla formazione professionale e le professioni regolamentate.

Infine, durane l’incontro è stata presentata la Classification of Learning Activities, sviluppata da Eurostat e finalizzata alla raccolta dei dati relativi alla partecipazione degli adulti alle attività di apprendimento permanente. La classificazione affronta la misurazione dei processi di apprendimento dal punto di vista degli individui in un’ottica di lifelong learning ed è stata utilizzata per la realizzazione dell’indagine europea AES (Adult Education Survey), condotta in Italia dall’Istat e dell’indagine INDACO-Adulti (Indagine sui comportamenti formativi degli adulti in Italia) realizzata dall’Isfol.

Considerato l’alto interesse riscontrato dal seminario si prevede la realizzazione di una successiva sessione presso l’Isfol nei prossimi mesi.

Print Friendly

CORSI OSS/ Approvato il bando in Regione Sardegna

14 febbraio 2014
by Alessandro Panzarasa

ossAl via il bando per la creazione del catalogo delle agenzie formative per la gestione dei corsi di formazione finalizzati al conseguimento della qualifica di operatore socio sanitario (OSS) di 1000 ore, in regime di autofinanziamento. Lo rende noto l’assessore regionale del lavoro, Mariano Contu. “L’avviso – precisa l’esponente dell’esecutivo -recepisce la delibera approvata, ieri, dalla Giunta che prevede l’abolizione del costo minimo di frequenza, vincolando l’importo massimo a6 euro l’ora per allievo, in modo da tutelare le persone più svantaggiate”.

Le offerte formative presentate dalle agenzie saranno inserite nel catalogo secondo un criterio che premia i prezzi più vantaggiosi per gli utenti e l’attivazione del maggior numero di servizi aggiuntivi. Ogni agenzia potrà realizzare un massimo di otto corsi,e comunque non più di due per ogni provincia. Complessivamente il bandooffre 1000 qualifiche nell’intero territorio regionale, secondo una ripartizione territoriale già stabilità nella precedente delibera di Giunta.

Print Friendly

lim e tabletLa Giunta regionale ha deciso di integrare i fondi a disposizione per Generazione Web, portandoli da 7,7 a 15 milioni di euro per l’anno scolastico 2013-2014″. Lo ha reso noto l’assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro della Regione Lombardia Valentina Aprea, intervenendo all’incontro ‘A scuola di futuro – Il futuro della scuola: strategie e ambienti digitali di apprendimento’, che si è svolto all’Auditorium Testori di Palazzo Lombardia. L’iniziativa – finanziata da Regione Lombardia inizialmente nell’anno scolastico 2012/13 con 7,7 milioni di euro cui si erano aggiunti 4 milioni da parte dello Stato (non confermati per quest’anno) – è rivolta a scuole statali, paritarie e centri di formazione professionale, per le classi del secondo ciclo.

Con i contributi regionali 331 scuole lombarde, pari al 52% del totale – ha detto l’assessore Aprea – hanno potuto acquistare e installare dispositivi hardware e software di uso collettivo (LIM, WI-FI) e individuale (tablet, e-book reader, pc). Sono state coinvolte 1.400 classi e 32.325 studenti.

Il nostro obiettivo – ha spiegato l’assessore regionale – è consolidare la leadership acquisita dalla Lombardia nell’introduzione della didattica digitale nelle scuole, favorendo il cambiamento degli ambienti di apprendimento con adeguate dotazioni tecnologiche, intervenendo sulla formazione dei docenti, anche con le premialità per chi dimostra di aver saputo utilizzare al meglio l’innovazione tecnologica e realizza buone pratiche condivisibili da altri Istituti. L’interesse per queste nuove modalità con cui il mondo della scuola lombarda si propone ai suoi studenti è testimoniato dal fatto che il nuovo bando di finanziamento per Generazione Web è andato esaurito dopo sole cinque ore dalla sua apertura. Di qui la decisione della Giunta regionale, a fronte di 501 domane pervenute, di raddoppiare il finanziamento portando la somma a disposizione per quest’anno a 15 milioni di euro.

Stiamo studiando un portale dedicato alle scuole di Generazione Web – ha aggiunto l’assessore Aprea – per una migliore condivisione delle buone pratiche e puntiamo alla creazione di reti di scuole che possono scambiarsi esperienze nel campo della formazione, di laboratori di innovazione e di produzione di materiali didattici. Vogliamo scatenare le intelligenze dei nostri studenti e abituarli a progettare il futuro, proprio come ha invitato a fare il presidente Obama rivolgendosi, nei giorni scorsi, agli studenti americani”. Ecco le sue parole: “non comprate un nuovo videogame: fatene uno; non scaricate l’ultima app: disegnatela; non usate semplicemente il vostro telefono: programmatelo”. “E’ questo – ha ribadito l’assessore Aprea – che ci aspettiamo anche noi dai nostri studenti delle scuole superiori.

I 12 progetti più meritevoli legati a ‘Generazione Web’ nell’anno scolastico 2012-2013 sono stati premiati con un contributo economico. Hanno ricevuto 50.000 euro l’associazione CNOS-FAP (Centro nazionale opere salesiane scuola – Formazione aggiornamento professionale) di Arese (Milano), la Fondazione Ikaros di Bergamo, l’Itcg (Istituto tecnico commerciale per geometri) Luca Pacioli di Crema (Cremona), Essence Academy di Monza, l’associazione formazione professionale del Patronato di San Vincenzo di Bergamo, il Liceo Camillo Golgi di Breno (Brescia), la Scuola d’Arte applicata Fantoni di Bergamo, la Scuola Bottega Artigiani di San Polo (Brescia). All’IIS (Istituto di Istruzione Superiore) Janello Torriani di Cremona sono andati 38.000 euro, alla comasca Fondazione Castellini – Scuola di Arti e Mestieri 25.000 euro e a Starting Work Impresa sociale 24.000 euro. Infine, all’Agenzia per la formazione e l’orientamento ed il lavoro del Sud Milano di Rozzano (Milano) 13.000 euro.

Hanno partecipato ai lavori, con relazioni e suggestioni documentate: Francesco de Sanctis, direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia; Giuseppe Bertagna, Università degli Studi di Bergamo; Nadia Cattaneo, dirigente ITC ‘E. Tosi’ di Busto Arsizio (Varese); Luca Caputo, Associazione CNOS-FAP – Salesiani – sede di Sesto S. Giovanni; Claudia Moneta, dirigente Sistema educativo e diritto allo studio – Direzione generale Istruzione, Formazione e Lavoro Regione Lombardia. Ha coordinato i lavori Giovanni Bocchieri, direttore generale Istruzione, Formazione e Lavoro.

In particolare, il direttore Francesco de Sanctis ha illustrato le linee operative dell’USR soprattutto in riferimento alla formazione specifica dei docenti e alla promozione e al sostegno di nuove reti di scuole digitali, richiamando nel contempo l’attenzione sulla necessità di un ‘umanesimo digitale’ capace di curvare le tecnologie anche verso l’educazione degli studenti alla cittadinanza attiva e responsabile. Gli ha fatto eco il prof. Bertagna, sottolineando il valore di un percorso ragionato e consapevole di valutazione del processo di ricerca e di produzione di materiali digitali orientati alla crescita culturale complessiva dei soggetti in apprendimento. Da questo punto di vista, molto interessanti sono state le relazioni presentate dalla dirigente dell’ITC ‘Tosi’ e dal rappresentante dell’Associazione CNOS-FAP – Salesiani, sulle potenzialità della didattica e della ricerca fondate sul digitale, non solo per gli studenti, ma anche per i docenti e per le famiglie.

Print Friendly

ERASMUS+/ Online il sito italiano

7 febbraio 2014
by Alessandro Panzarasa

EUUn nuovo sito per promuovere progetti a favore dell’istruzione, della formazione, dei giovani e dello sport. È disponibile online, all’indirizzo www.erasmusplus.it, il portale italiano di Erasmus+, il Programma europeo che a partire da quest’anno integra i sette programmi finora esistenti: Lifelong Learning Programme (Comenius, Erasmus, Leonardo da Vinci, Grundtvig), Gioventù in Azione, Erasmus Mundus, Tempus, Alfa, Edulink e la cooperazione bilaterale con i paesi industrializzati.

L’architettura del sito è strutturata in modo da rendere agevole la navigazione degli utenti e fornire tutte le informazioni necessarie per le organizzazioni che sono interessate a partecipare alle diverse iniziative. Il sito, curato dalle tre Agenzie Nazionali (Indire per l’istruzione, l’alta formazione e l’educazione degli adulti; Isfol per la formazione professionale e ANG per la goiventù) che gestiscono il Programma in Italia, nel corso del 2014 verrà implementato per garantire ulteriori servizi agli utenti.

Nella home page viene fornita una panoramica a livello generale del programma, dell’organizzazione delle varie attività declinata nelle tre azioni chiave, mobilità individuale, cooperazione per l’innovazione e riforme delle politiche, con un accenno anche i cambiamenti avvenuti tra la nuova e la precedente programmazione.

Nelle altre voci del menù si possono trovare informazioni su come presentare una candidatura, le scadenze, organizzate secondo ciascuna azione chiave, i link utili e la documentazione ufficiale, oltre a una sezione dedicata alle news riguardanti le tematiche del Programma. Con pochi clik sarà dunque possibile partecipare ai bandi, utilizzando gli strumenti opportunamente messi a disposizione dalle tre Agenzie. Le candidature online sono aperte già dalla fine del mese di gennaio. È utile ricordare che le persone fisiche non possono presentare direttamente una domanda di sovvenzione; sono le loro università, le scuole, gli enti di formazione professionale ed organismi di vario genere, che effettueranno la domanda per ottenere un finanziamento in Erasmus+.

Più in generale, il programma è aperto ad organizzazioni che operano nel settore dell’istruzione, della formazione, dei giovani o dello sport. Una grande occasione, dunque, alla luce del fatto che solo nel 2014 Erasmus+ disporrà di 1 miliardo e 800 milioni di euro per finanziare progetti di mobilità per studenti, tirocinanti, docenti, giovani e volontari, per creare e migliorare partenariati tra istituzioni e organizzazioni nei settori dell’istruzione, della formazione e dei giovani e il mondo del lavoro, oltre che per sostenere il dialogo e supportare concretamente la riforma dei sistemi di istruzione, formazione e assistenza ai giovani.

Il lancio del nuovo sito di Erasmus+ è anche l’occasione per l’Agenzia nazionale in capo all’Isfol per presentare due video tematici relativi al Festival d’Europa di Firenze 2013. I video si riferiscono alla conferenza di valorizzazione congiunta delle Agenzie Nazionali LLP Italia, dal titolo “Il contributo del Programma LLP alla costruzione della cittadinanza europea”, e al seminario di monitoraggio delle Agenzie LLP Italia “Le competenze strategiche per i cittadini di oggi e di domani”.

Esperienze che tracciano una linea di continuità nel lavoro svolto dalle Agenzie Nazionali, dalla precedente programmazione, impegnata con il LifelongLearning Programme, alla nuova, nel segno di Erasmus+, che punterà a sviluppare e migliorare le competenze nel quadro della strategia Europa 2020, per una crescita intelligente, sostenibile ed inclusiva.

Print Friendly

altaformazioneIl piano di master e di alta formazione 2014 è stato approvato, oggi, nella sede dell’assessorato del Lavoro, dal Comitato di Gestione per l’alta formazione. Al centro delle priorità i corsi considerati strategici per le loro finalità e coerenti con le linee di sviluppo dettate dalla Giunta regionale. In base alle risorse disponibili i percorsi di specializzazione saranno attivati secondo un determinato ordine: Sistemi turistici per lo sviluppo sostenibile (UNISS), Economia, energia e sostenibilità ambientale (UNISS), Benessere animale (UNISS), Progettazione e turismo ambientale (UNISS), Alta formazione per la crescita culturale e la promozione del territorio (UNISS, UNI Vicenza Los Milagros), Bioinformativa (UNICA), Emergency housing (Università di Vienna), Psicologia dell’anziano (UNICA), Politiche pubbliche integrate (UNICA), Five Stars Hotel Management (UNISS, Forte Village, Luiss), Studi euro-latinoamericani, (UNISS), In/tra Design between innovation and tradition, (UNISS), Disaster mitigation for urban cultural heritage, (UNISS), Chimica verde (UNISS), Materiali e processi innovativi per energia da fonti rinnovabili (UNISS), Piros, pianificazione e lotta gli incendi boschivi (UNISS), Tecniche emetodologiche per la progettazione dello sviluppo rurale (UNISS), Medicina rigenerativa (UNISS), Wine comunication & marketing (UNISS), Management of agro-factory landscape in the mediterranean islands (UNISS), Esperto in Consueling per la promozione del benessere comunitario e ambientale (UNISS), Metodi e strumenti per l’innovazione digitale (UNISS), Progettazione europea (UNISS), Biotecnologie applicate al settore biomedico e agroalimentare (UNISS).

Print Friendly

LICEI SPORTIVI/ 12 nuove classi in Lombardia

14 gennaio 2014
by Alessandro Panzarasa

sportE’ con molta soddisfazione che annuncio la nascita in Lombardia di dodici classi di licei sportivi per l’anno scolastico 2014-2015. Lo ha detto Valentina Aprea, assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro di Regione Lombardia. Regione – ha affermato Aprea – ha appena emanato il decreto dell’offerta formativa per tutte le scuole regionali con questa importante novità, poiché rappresenta un’ulteriore opportunità per gli studenti che si dedicano con assiduità e spesso a livello agonistico allo sport.

Il Liceo sportivo – ha proseguito l’assessore – è un indirizzo del Liceo scientifico. Prevede lo stesso monte ore complessivo, ma con una riduzione delle ore di filosofia e la sostituzione di latino e di storia dell’arte con le discipline di scienze motorie, diritto ed economia dello sport, scienze naturali.

I 12 licei sportivi in Lombardia si collocano in diverse province lombarde:

– Bergamo, Istituto Amaldi di Alzano Lombardo;

– Brescia, Liceo Meneghini di Edolo;

– Como, Istituto Sant’Elia di Cantù;

– Cremona, Istituto Pacioli di Crema;

– Lecco, Liceo Bachelet di Oggiono;

– Monza e Brianza, Liceo Leonardo da Vinci di Carate Brianza;

– Mantova, Liceo Belfiore;

– Pavia, Liceo Galilei di Voghera;

– Sondrio, Liceo Donegani

– Varese, Liceo Stein.

La provincia di Milano avrà due licei sportivi, presso i Licei Cardano e Torricelli.

Print Friendly