Formazione Superiore

trento3Il modello dell’ordinamento formativo, introdotto con la legge provinciale sull’apprendistato nr.12 del 2012 prevede che la formazione in azienda e quella presso la scuola professionale confluiscano in un documento unico. La Giunta provinciale ha aggiornato recentemente l’ordinamento formativo di nove profili professionali.

Gli ordinamenti formativi regolano la formazione degli apprendisti nei due luoghi di apprendimento  – azienda e scuola professionale – e sono considerati piano formativo individuale ai sensi delle disposizioni statali (D.Lgs. 167/2011, Testo unico sull’apprendistato).

Gli ordinamenti formativi comprendono la descrizione del profilo professionale, il titolo conseguibile, la durata dell’apprendistato, il quadro formativo aziendale, la quantità di formazione impartita dalla scuola professionale, il programma quadro didattico e se previsto i corsi extraaziendali obbligatori. Il quadro formativo aziendale contiene le competenze e le conoscenze che in azienda devono essere trasmesse all’apprendista.

Recentemente la Giunta provinciale ha approvato gli ordinamenti formativi di nove profili professionali.

Si tratta nel dettaglio dei profili professioni relativi a: cuoco, cameriere, elettrotecnico, falegname, muratore, tecnico per impianti funiviari e  acconciatore, operatore dell’settore equino e floricoltore e paessagista.

Informazioni dettagliate riguardo agli ordinamenti formativi dei nove profili professionali si possono consultare nel sito Internet: http://www.provincia.bz.it/formazione-professionale-tedesca/apprendistato/1758.asp#anc2004 della Formazione professionale tedesca.

Gli ordinamenti formativi sono stati elaborati sulla base delle indicazioni fornite dagli operatori della formazione professionale  e dai rappresentanti del mondo economico.

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divietoLow qualified workers encounter increasing difficulties to find a job, face lower job stability and are out-competed by medium-skilled workers even in elementary occupations. In contrast, job opportunities are growing in some high-skilled professions.

These are the main findings of the European Vacancy and Recruitment Report 2014.

Read more:

European vacancy and recruitment report 2014

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politiche socialiIn countries where vocational pathways account for a large share of education and training, rates of early school leaving are below the EU target for 2020 (10%). Conversely, in countries where VET lags behind, the dropout rate is higher than 10%; in some cases, significantly so. The findings were discussed at an expert workshop organised by Cedefop in Thessaloniki  on 3rd and 4th of June.

The study also addresses the lack of commonly accepted definition of early leavers from vocational education and training. Data at EU level and in many countries do not accurately track young people as they leave and re-enter learning environments and/or the labour market. The study has found that over 97% of early leavers are dropouts, with the remainder being young people who never start post-compulsory education and training.

It also found that one in five dropouts eventually achieve upper secondary qualifications, with 77% doing so within three years.

Addressing the workshop, Cedefop Director James Calleja pointed out that the problem of early leaving is largely VET’s to solve: early leavers between 16 and 24 who return to education typically choose vocational options. Mr Calleja spoke of early leavers as ‘casualties of the education system’ whom public authorities have a responsibility to support.

Workshop participants agreed that data collection must be improved to provide an accurate overall picture for policy-makers and allow them to implement the right policies. Thanks to such a comprehensive data collection and monitoring system, policy-makers in the Netherlands have solid evidence on which to base policy decisions. As a result, early leaving rates have dropped significantly in the past few years.

In addition, systematic tracking (by means of a personal education number which is linked to a social security number) alerts authorities when learners leave or re-enter education and training at any level and in every kind of learning environment. This system has revealed that the real national rate of early leaving from education and training is lower than previously thought.

Cedefop has launched a three-year project (2014-17) to address the lack of data on early leaving specifically from vocational pathways and to analyse the role VET plays in reducing the dropout rate. Cedefop’s Irene Psifidou, who organised the workshop, said that the ultimate aim of the project is ‘ambitious but necessary to develop tools that will make it possible for countries to monitor individual learning pathways and to evaluate national policies on early leaving.’

Mr Calleja also emphasised this point: ‘As a public agency, Cedefop must ensure that Member States can use our research in order to implement measures that will make a difference. But it is not enough to develop tools. Countries will also need help in implementing them until they become part of the culture of the education and training system.’

In its first year, the project addresses how to measure the magnitude and determine the causes of early leaving from VET, and the ways in which improved data and analysis can feed into targeted policy measures. Workshop discussions will feed into next year’s research, which is to focus on indicators and on evaluating the impact of policy measures in tackling early leaving from education and training though VET.

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 competSi è svolto giovedì 26 giugno all’Isfol, il convegno “Lo sviluppo delle competenze per il lavoro” -  Presentazione delle indagini Isfol sulla Formazione Continua e sulla Formazione e Istruzione Tecnico Superiore. Temi, quelli della formazione, al centro dell’attività dell’Istituto di ricerca, come ha ricordato il presidente Pier Antonio Varesi che ha dato il via ai lavori.

Il quadro dell’attuale situazione è stato descritto attraverso le ultime indagini Isfol, contestualizzate  nel sistema e nei processi economici e occupazionali. In particolare Pierluigi Richini e Davide Premutico hanno illustrato i risultati del XIV Rapporto sulla formazione continua. Tra le parole chiave proposte da Richini, ‘innovazione’ e ‘internazionalizzazione’, poiché come è stato sottolineato più volte durante i lavori, le imprese che fanno innovazione, sia di processo che di prodotto, sono quelle che più investono in capitale umano. C’è bisogno di strumenti di policy e di risorse, ha detto Richini, e proprio su queste si è soffermato Premutico insistendo sull’integrazione delle fonti di finanziamento e sui fondi interprofessionali, visibilmente cresciuti dal 2004 al 2012 e che attualmente interessano 860 mila imprese e 9 milioni di lavoratori.

In 51 di queste imprese sono entrati Gabriella Bettiol e Stefano Miotto di Confindustria Veneto che, insieme ad Isfol hanno condotto un’indagine sulla formazione continua per l’innovazione. Tra gli strumenti migliori individuati dallo studio, nuove metodologie formative, intercettazione della conoscenza, ingresso in azienda a chi possiede competenze, ma soprattutto innovazione sociale e action learning.

Non solo formazione continua in senso stretto. Benedetta Torchia ha illustrato i dati relativi alla formazione tecnica superiore, affrontando il tema della riqualificazione dei lavoratori attraverso i percorsi di IFTS. Quella formazione tecnico professionale da poco oggetto di riforma che, come ha ricordato Varesi in apertura, per molto tempo ha rappresentato una lacuna del sistema formazione che penalizza l’Itlaia rispetto al contesto europeo. Tra le questioni aperte quella dell’offerta formativa. Su questo argomento è intervenuto Roberto Angotti, ripercorrendo i risultato dell’indagine Isfol-FOP e contestualizzando l’offerta tra l’impatto della recessione economica e le strategie di rilancio. L’Italia sconta, ha sottolineato Angotti, una forte frammentazione produttiva e il tema dell’innovazione, dell’internalizzazione dei processi formativi e la capacità di fare rete sono obbiettivi da perseguire anche nella prospettiva dell’offerta.

Il sottosegretario al Lavoro Luigi Bobba ha ripreso i concetti esposti, sottolineando come la formazione continua mantenga un trend positivo nonostante la crisi e dunque una contrazione della disponibilità finanziaria. Bobba ha ripreso il tema dell’innovazione e dell’investimento in capitale umano ricordando l’assonanza di questi fattori con l’obiettivo indicato dall’Europa di un’economia intelligente, sostenibile e sociale.

L’esperienza della Regione Lombardia ha chiuso la prima fase di interventi della mattinata. Massimo Vasarotti ha esposto gli esiti della proficua integrazione tra l’amministrazione regionale e i fondi paritetici in una regione come quella lombarda che, oltre all’avvio di Garanzia giovani si trova ad affrontare lo sforzo e l’opportunità dell’imminente Expo.

L’evento si è chiuso con una tavola rotonda, moderata da Varesi, che ha coinvolto i rappresentanti delle Parti Sociali e delle Regioni sui processi di riforma delle policy e dei modelli di governance per lo sviluppo delle competenze.

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CONVEGNO PIAAC/ Indagine sulle competenze degli adulti

8 maggio 2014
by Chiara Scarpellini

ConferenzaSi apre oggi, 8 maggio, il convegno ‘Competenze e apprendimento permanente: dalla ricerca alle indicazioni di policy. Il contributo dell’indagine nazionale PIAAC’, organizzato dall’Isfol. L’appuntamento è all’Archivio centrale dello Stato (Piazzale degli Archivi, 27 – zona Eur) alle ore 9.00.

Oltre alla diffusione del Rapporto nazionale e del Framework teorico del programma PIAAC l’evento è occasione di confronto sugli esiti dei lavori della Commissione di esperti che, a partire dai risultati dell’indagine, ha elaborato linee di indirizzo e proposte di intervento per migliorare le competenze di base degli adulti. Interverranno al convegno il ministro del Lavoro Giuliano Poletti e il sottosegretario all’Istruzione Roberto Reggi.

Risorsa preziosa per contrastare periodi di crisi, necessarie a fondare economie più solide e sistemi sociali più inclusivi, le competenze degli adulti rappresentano l’oggetto di indagine e valutazione del Programma PIAAC (‘Programme for the International Assessment of Adult Competencies’) promosso dall’OCSE, a cui aderiscono 24 Paesi.

In Italia il Ministero del Lavoro ha incaricato ISFOL di progettare e realizzare l’indagine sul territorio nazionale.

La ricerca affronta temi cruciali del dibattito in atto, che costituiscono altrettanti nodi strategici per le politiche nazionali orientate allo sviluppo di un sistema di apprendimento e formazione lungo tutto l’arco della vita.

I Paesi che hanno partecipato alla prima fase di PIAAC sono: Australia, Austria, Belgio, Canada, Corea del Sud, Danimarca, Estonia, Federazione Russa, Finlandia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Irlanda, Italia, Giappone, Nuova Zelanda, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Repubblica Ceca, Spagna, Svezia e Stati Uniti di America.

Sono già previsti altri due cicli di PIAAC: al secondo, attualmente in corso, stanno partecipando Cile, Grecia, Indonesia, Israele, Lituania, Nuova Zelanda, Singapore, Slovenia e Turchia, un terzo è programmato nel periodo 2014-2018 e attualmente vede l’adesione di Argentina, Colombia, Kazakistan, Scozia e Galles.

Il programma PIAAC sarà ripetuto nel tempo e costituisce, quindi, un impulso di lunga durata per elaborare politiche di ampio respiro sui temi dell’istruzione, della formazione e del mercato del lavoro. In collaborazione con l’OCSE e la Commissione europea l’ISFOL è già impegnato sugli sviluppi del nuovo ciclo.

Per approfondire:

Rapporto nazionale sulle competenze degli adulti

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approvazioneRegione Lombardia ha riconosciuto l’aerospazio come una delle sette aree di sviluppo e innovazione nella sua strategia di specializzazione per la ricerca e l’innovazione di Europa 2020. Lo ha detto l’assessore regionale all’Istruzione, Formazione e Lavoro, in occasione della firma del Documento di intesa del sistema formativo regionale, avvenuta nella sede di Agusta Westland a Vergiate (Varese). Il Protocollo è stato siglato anche dal presidente del Distretto aerospaziale lombardo, dal presidente di Confindustria Lombardia e dal direttore dell’Ufficio scolastico regionale.

Regione Lombardia, inoltre, ha avviato il percorso di riconoscimento formale dei 9 cluster tecnologici lombardi che sarà ultimato a luglio – ha aggiunto l’assessore – e intende promuovere l’ecosistema dell’innovazione, favorendo la creazione e l’implementazione di aggregazioni tra i diversi soggetti attivi nel campo della ricerca e innovazione”. “Con più di 185 imprese, 15.000 addetti, un fatturato di 4 miliardi di euro, di cui 1,7 di export, – ha precisato – il cluster aerospaziale rappresenta una punta d’eccellenza con tutta la catena di fornitura di tecnologie e di competenze del settore.

Alimentare il bacino di competenza tra gli studenti e gli insegnanti e creare un ambiente che sappia mantenere sul territorio i cervelli migliori e le persone con più talento sono gli obiettivi del Documento d’intesa, che punta anche a creare un sistema di relazioni stabili tra scuole, università e imprese della Lombardia, ampliando così una sperimentazione, già avviata negli anni scorsi, nella provincia di Varese.

Sono molto soddisfatta – ha continuato l’assessore – della firma del Protocollo che valorizza le nostre esperienze condivise per la formazione dei giovani in un rapporto sempre più stretto tra tessuto imprenditoriale e sistema educativo”. “Cito – ha proseguito – l’esempio dell’Istituto tecnico superiore per la filiera dei trasporti e della logistica intermodale perché ha la peculiarità di riconoscere la Licenza di manutentore aeronautico, che consente agli allievi, al termine del percorso triennale, di poter conseguire la licenza di manutentore valida in tutto il mondo.

L’Accordo sottoscritto oggi si innesta quindi su queste iniziative – ha spiegato ancora l’esponente della Giunta regionale -, per consentire uno stretto rapporto di collaborazione tra enti di formazione, istituti scolastici, università e imprese, finalizzato a potenziare la formazione tecnica e professionale nel settore aerospaziale, per accrescere la competitività delle imprese grazie all’investimento sulle giovani generazioni e quindi favorire anche la migliore occupazione dei giovani”. Gli Its danno risvolti occupazionali dell’80 per cento e in alcuni casi sfiorano il 100 per cento.

A un grande impegno – ha concluso l’assessore – sono chiamati anche le aziende e il sistema imprenditoriale, per dare spazio ai giovani nei tirocini e nelle esperienze di lavoro. Non c’è che una soluzione per uscire dalla crisi: investire in ricerca, innovazione e tecnologia.

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estetistaRegione Lombardia sostiene iniziative volte all’acquisizione di nuove competenze, sviluppare l’occupabilità, rafforzare il più possibile la relazione tra mondo della scuola e mondo del lavoro e far sì che questi due mondi non proseguano su percorsi tra loro estranei, come spesso è accaduto e accade, ma convergano attraverso il supporto di strumenti operativi che aiutino i giovani ad entrare nel mondo del lavoro. Lo ha detto l’assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro di Regione Lombardia, aprendo i lavori del convegno ‘Formazione e occupazione nel settore del benessere’, che si è svolto presso Palazzo Stelline a Milano.

Con questa logica sosteniamo e promuoviamo il progetto per lo sviluppo della figura dell’operatore del benessere o For Wellness – ha aggiunto l’assessore regionale – un’iniziativa sperimentale, che intende approfondire il fabbisogno formativo e il potenziale occupazionale nel settore del benessere, un settore in crescita, che ha subito, negli ultimi anni, profondi mutamenti”.

Il nostro obiettivo – ha specificato l’assessore – è, da un lato quello di incentivare l’innovazione e lo spirito di intrapresa, dall’altro di sostenere la formazione di figure professionali in possesso di conoscenze e di abilità che le rendano capaci di confrontarsi con le nuove e mutate esigenze del mercato del lavoro.

Il ruolo della formazione professionale – ha ribadito l’assessore – è fondamentale nel facilitare l’inserimento lavorativo di giovani che sviluppano competenze specifiche maturate in un percorso che coniuga la conoscenza teorica con le abilità pratiche, acquisite attraverso l’alternanza tra formazione in aula e formazione in azienda, per ottimizzare l’incidenza sull’apprendimento individuale. Quindi ben vengano iniziative come questa, che garantiscono la formazione di operatori qualificati, sostenendo l’occupazione nel settore e valorizzando strumenti come l’apprendistato e il tirocinio che rappresentano una carta vincente per supportare l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro.

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competSi è svolta a Roma lo scorso 30 gennaio presso l’Istat una giornata seminariale dedicata alla presentazione delle classificazioni internazionali che operano nel settore dell’istruzione, della formazione e dell’apprendimento. L’incontro è nato nel quadro della costante cooperazione tra Istat e Isfol su questi temi.

Il seminario è stata l’occasione per illustrare le novità legate alla nuova revisione della Classificazione internazionale dell’istruzione “ISCED 2011” (International Standard Classification of Education), che Unesco, Eurostat e Ocse hanno sviluppato per tener conto dei cambiamenti significativi intervenuti dal 1997 in poi nei sistemi educativi in tutto il mondo. Dal 2014 i Paesi dovranno infatti adeguare i propri sistemi di raccolta dati alla nuova Classificazione.

Nel corso del seminario sono stati inoltre esaminati, in ottica comparativa con la ISCED, gli altri strumenti che in Europa consentono oggi di comparare non solo i sistemi educativi formali e i titoli da questi rilasciati, ma anche in senso ampio le qualificazioni e la partecipazione della popolazione adulta alle diverse attività di apprendimento permanente. Si tratta in primo luogo dell’European Qualification Framework (EQF), introdotto nel 2008 e volto ha favorire una migliore comparabilità delle qualificazioni fra i diversi paesi dell’Unione, a supporto della mobilità dei cittadini. L’Italia ha recentemente adottato il Primo Rapporto nazionale di referenziazione dei titoli italiani all’EQF, che colloca i titoli rilasciati dal sistema di istruzione e quelli oggetto di accordo stato-regioni (IeFP e ITS) nell’ambito degli otto livelli previsti dal Quadro Europeo. Si prevede, in una seconda fase, di inserire nel quadro tutte le qualifiche rilasciate dalla formazione professionale e le professioni regolamentate.

Infine, durane l’incontro è stata presentata la Classification of Learning Activities, sviluppata da Eurostat e finalizzata alla raccolta dei dati relativi alla partecipazione degli adulti alle attività di apprendimento permanente. La classificazione affronta la misurazione dei processi di apprendimento dal punto di vista degli individui in un’ottica di lifelong learning ed è stata utilizzata per la realizzazione dell’indagine europea AES (Adult Education Survey), condotta in Italia dall’Istat e dell’indagine INDACO-Adulti (Indagine sui comportamenti formativi degli adulti in Italia) realizzata dall’Isfol.

Considerato l’alto interesse riscontrato dal seminario si prevede la realizzazione di una successiva sessione presso l’Isfol nei prossimi mesi.

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CORSI OSS/ Approvato il bando in Regione Sardegna

14 febbraio 2014
by Chiara Scarpellini

ossAl via il bando per la creazione del catalogo delle agenzie formative per la gestione dei corsi di formazione finalizzati al conseguimento della qualifica di operatore socio sanitario (OSS) di 1000 ore, in regime di autofinanziamento. Lo rende noto l’assessore regionale del lavoro, Mariano Contu. “L’avviso – precisa l’esponente dell’esecutivo -recepisce la delibera approvata, ieri, dalla Giunta che prevede l’abolizione del costo minimo di frequenza, vincolando l’importo massimo a6 euro l’ora per allievo, in modo da tutelare le persone più svantaggiate”.

Le offerte formative presentate dalle agenzie saranno inserite nel catalogo secondo un criterio che premia i prezzi più vantaggiosi per gli utenti e l’attivazione del maggior numero di servizi aggiuntivi. Ogni agenzia potrà realizzare un massimo di otto corsi,e comunque non più di due per ogni provincia. Complessivamente il bandooffre 1000 qualifiche nell’intero territorio regionale, secondo una ripartizione territoriale già stabilità nella precedente delibera di Giunta.

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lim e tabletLa Giunta regionale ha deciso di integrare i fondi a disposizione per Generazione Web, portandoli da 7,7 a 15 milioni di euro per l’anno scolastico 2013-2014″. Lo ha reso noto l’assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro della Regione Lombardia Valentina Aprea, intervenendo all’incontro ‘A scuola di futuro – Il futuro della scuola: strategie e ambienti digitali di apprendimento’, che si è svolto all’Auditorium Testori di Palazzo Lombardia. L’iniziativa – finanziata da Regione Lombardia inizialmente nell’anno scolastico 2012/13 con 7,7 milioni di euro cui si erano aggiunti 4 milioni da parte dello Stato (non confermati per quest’anno) – è rivolta a scuole statali, paritarie e centri di formazione professionale, per le classi del secondo ciclo.

Con i contributi regionali 331 scuole lombarde, pari al 52% del totale – ha detto l’assessore Aprea – hanno potuto acquistare e installare dispositivi hardware e software di uso collettivo (LIM, WI-FI) e individuale (tablet, e-book reader, pc). Sono state coinvolte 1.400 classi e 32.325 studenti.

Il nostro obiettivo – ha spiegato l’assessore regionale – è consolidare la leadership acquisita dalla Lombardia nell’introduzione della didattica digitale nelle scuole, favorendo il cambiamento degli ambienti di apprendimento con adeguate dotazioni tecnologiche, intervenendo sulla formazione dei docenti, anche con le premialità per chi dimostra di aver saputo utilizzare al meglio l’innovazione tecnologica e realizza buone pratiche condivisibili da altri Istituti. L’interesse per queste nuove modalità con cui il mondo della scuola lombarda si propone ai suoi studenti è testimoniato dal fatto che il nuovo bando di finanziamento per Generazione Web è andato esaurito dopo sole cinque ore dalla sua apertura. Di qui la decisione della Giunta regionale, a fronte di 501 domane pervenute, di raddoppiare il finanziamento portando la somma a disposizione per quest’anno a 15 milioni di euro.

Stiamo studiando un portale dedicato alle scuole di Generazione Web – ha aggiunto l’assessore Aprea – per una migliore condivisione delle buone pratiche e puntiamo alla creazione di reti di scuole che possono scambiarsi esperienze nel campo della formazione, di laboratori di innovazione e di produzione di materiali didattici. Vogliamo scatenare le intelligenze dei nostri studenti e abituarli a progettare il futuro, proprio come ha invitato a fare il presidente Obama rivolgendosi, nei giorni scorsi, agli studenti americani”. Ecco le sue parole: “non comprate un nuovo videogame: fatene uno; non scaricate l’ultima app: disegnatela; non usate semplicemente il vostro telefono: programmatelo”. “E’ questo – ha ribadito l’assessore Aprea – che ci aspettiamo anche noi dai nostri studenti delle scuole superiori.

I 12 progetti più meritevoli legati a ‘Generazione Web’ nell’anno scolastico 2012-2013 sono stati premiati con un contributo economico. Hanno ricevuto 50.000 euro l’associazione CNOS-FAP (Centro nazionale opere salesiane scuola – Formazione aggiornamento professionale) di Arese (Milano), la Fondazione Ikaros di Bergamo, l’Itcg (Istituto tecnico commerciale per geometri) Luca Pacioli di Crema (Cremona), Essence Academy di Monza, l’associazione formazione professionale del Patronato di San Vincenzo di Bergamo, il Liceo Camillo Golgi di Breno (Brescia), la Scuola d’Arte applicata Fantoni di Bergamo, la Scuola Bottega Artigiani di San Polo (Brescia). All’IIS (Istituto di Istruzione Superiore) Janello Torriani di Cremona sono andati 38.000 euro, alla comasca Fondazione Castellini – Scuola di Arti e Mestieri 25.000 euro e a Starting Work Impresa sociale 24.000 euro. Infine, all’Agenzia per la formazione e l’orientamento ed il lavoro del Sud Milano di Rozzano (Milano) 13.000 euro.

Hanno partecipato ai lavori, con relazioni e suggestioni documentate: Francesco de Sanctis, direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia; Giuseppe Bertagna, Università degli Studi di Bergamo; Nadia Cattaneo, dirigente ITC ‘E. Tosi’ di Busto Arsizio (Varese); Luca Caputo, Associazione CNOS-FAP – Salesiani – sede di Sesto S. Giovanni; Claudia Moneta, dirigente Sistema educativo e diritto allo studio – Direzione generale Istruzione, Formazione e Lavoro Regione Lombardia. Ha coordinato i lavori Giovanni Bocchieri, direttore generale Istruzione, Formazione e Lavoro.

In particolare, il direttore Francesco de Sanctis ha illustrato le linee operative dell’USR soprattutto in riferimento alla formazione specifica dei docenti e alla promozione e al sostegno di nuove reti di scuole digitali, richiamando nel contempo l’attenzione sulla necessità di un ‘umanesimo digitale’ capace di curvare le tecnologie anche verso l’educazione degli studenti alla cittadinanza attiva e responsabile. Gli ha fatto eco il prof. Bertagna, sottolineando il valore di un percorso ragionato e consapevole di valutazione del processo di ricerca e di produzione di materiali digitali orientati alla crescita culturale complessiva dei soggetti in apprendimento. Da questo punto di vista, molto interessanti sono state le relazioni presentate dalla dirigente dell’ITC ‘Tosi’ e dal rappresentante dell’Associazione CNOS-FAP – Salesiani, sulle potenzialità della didattica e della ricerca fondate sul digitale, non solo per gli studenti, ma anche per i docenti e per le famiglie.

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ERASMUS+/ Online il sito italiano

7 febbraio 2014
by Chiara Scarpellini

EUUn nuovo sito per promuovere progetti a favore dell’istruzione, della formazione, dei giovani e dello sport. È disponibile online, all’indirizzo www.erasmusplus.it, il portale italiano di Erasmus+, il Programma europeo che a partire da quest’anno integra i sette programmi finora esistenti: Lifelong Learning Programme (Comenius, Erasmus, Leonardo da Vinci, Grundtvig), Gioventù in Azione, Erasmus Mundus, Tempus, Alfa, Edulink e la cooperazione bilaterale con i paesi industrializzati.

L’architettura del sito è strutturata in modo da rendere agevole la navigazione degli utenti e fornire tutte le informazioni necessarie per le organizzazioni che sono interessate a partecipare alle diverse iniziative. Il sito, curato dalle tre Agenzie Nazionali (Indire per l’istruzione, l’alta formazione e l’educazione degli adulti; Isfol per la formazione professionale e ANG per la goiventù) che gestiscono il Programma in Italia, nel corso del 2014 verrà implementato per garantire ulteriori servizi agli utenti.

Nella home page viene fornita una panoramica a livello generale del programma, dell’organizzazione delle varie attività declinata nelle tre azioni chiave, mobilità individuale, cooperazione per l’innovazione e riforme delle politiche, con un accenno anche i cambiamenti avvenuti tra la nuova e la precedente programmazione.

Nelle altre voci del menù si possono trovare informazioni su come presentare una candidatura, le scadenze, organizzate secondo ciascuna azione chiave, i link utili e la documentazione ufficiale, oltre a una sezione dedicata alle news riguardanti le tematiche del Programma. Con pochi clik sarà dunque possibile partecipare ai bandi, utilizzando gli strumenti opportunamente messi a disposizione dalle tre Agenzie. Le candidature online sono aperte già dalla fine del mese di gennaio. È utile ricordare che le persone fisiche non possono presentare direttamente una domanda di sovvenzione; sono le loro università, le scuole, gli enti di formazione professionale ed organismi di vario genere, che effettueranno la domanda per ottenere un finanziamento in Erasmus+.

Più in generale, il programma è aperto ad organizzazioni che operano nel settore dell’istruzione, della formazione, dei giovani o dello sport. Una grande occasione, dunque, alla luce del fatto che solo nel 2014 Erasmus+ disporrà di 1 miliardo e 800 milioni di euro per finanziare progetti di mobilità per studenti, tirocinanti, docenti, giovani e volontari, per creare e migliorare partenariati tra istituzioni e organizzazioni nei settori dell’istruzione, della formazione e dei giovani e il mondo del lavoro, oltre che per sostenere il dialogo e supportare concretamente la riforma dei sistemi di istruzione, formazione e assistenza ai giovani.

Il lancio del nuovo sito di Erasmus+ è anche l’occasione per l’Agenzia nazionale in capo all’Isfol per presentare due video tematici relativi al Festival d’Europa di Firenze 2013. I video si riferiscono alla conferenza di valorizzazione congiunta delle Agenzie Nazionali LLP Italia, dal titolo “Il contributo del Programma LLP alla costruzione della cittadinanza europea”, e al seminario di monitoraggio delle Agenzie LLP Italia “Le competenze strategiche per i cittadini di oggi e di domani”.

Esperienze che tracciano una linea di continuità nel lavoro svolto dalle Agenzie Nazionali, dalla precedente programmazione, impegnata con il LifelongLearning Programme, alla nuova, nel segno di Erasmus+, che punterà a sviluppare e migliorare le competenze nel quadro della strategia Europa 2020, per una crescita intelligente, sostenibile ed inclusiva.

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altaformazioneIl piano di master e di alta formazione 2014 è stato approvato, oggi, nella sede dell’assessorato del Lavoro, dal Comitato di Gestione per l’alta formazione. Al centro delle priorità i corsi considerati strategici per le loro finalità e coerenti con le linee di sviluppo dettate dalla Giunta regionale. In base alle risorse disponibili i percorsi di specializzazione saranno attivati secondo un determinato ordine: Sistemi turistici per lo sviluppo sostenibile (UNISS), Economia, energia e sostenibilità ambientale (UNISS), Benessere animale (UNISS), Progettazione e turismo ambientale (UNISS), Alta formazione per la crescita culturale e la promozione del territorio (UNISS, UNI Vicenza Los Milagros), Bioinformativa (UNICA), Emergency housing (Università di Vienna), Psicologia dell’anziano (UNICA), Politiche pubbliche integrate (UNICA), Five Stars Hotel Management (UNISS, Forte Village, Luiss), Studi euro-latinoamericani, (UNISS), In/tra Design between innovation and tradition, (UNISS), Disaster mitigation for urban cultural heritage, (UNISS), Chimica verde (UNISS), Materiali e processi innovativi per energia da fonti rinnovabili (UNISS), Piros, pianificazione e lotta gli incendi boschivi (UNISS), Tecniche emetodologiche per la progettazione dello sviluppo rurale (UNISS), Medicina rigenerativa (UNISS), Wine comunication & marketing (UNISS), Management of agro-factory landscape in the mediterranean islands (UNISS), Esperto in Consueling per la promozione del benessere comunitario e ambientale (UNISS), Metodi e strumenti per l’innovazione digitale (UNISS), Progettazione europea (UNISS), Biotecnologie applicate al settore biomedico e agroalimentare (UNISS).

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LICEI SPORTIVI/ 12 nuove classi in Lombardia

14 gennaio 2014
by Chiara Scarpellini

sportE’ con molta soddisfazione che annuncio la nascita in Lombardia di dodici classi di licei sportivi per l’anno scolastico 2014-2015. Lo ha detto Valentina Aprea, assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro di Regione Lombardia. Regione – ha affermato Aprea – ha appena emanato il decreto dell’offerta formativa per tutte le scuole regionali con questa importante novità, poiché rappresenta un’ulteriore opportunità per gli studenti che si dedicano con assiduità e spesso a livello agonistico allo sport.

Il Liceo sportivo – ha proseguito l’assessore – è un indirizzo del Liceo scientifico. Prevede lo stesso monte ore complessivo, ma con una riduzione delle ore di filosofia e la sostituzione di latino e di storia dell’arte con le discipline di scienze motorie, diritto ed economia dello sport, scienze naturali.

I 12 licei sportivi in Lombardia si collocano in diverse province lombarde:

- Bergamo, Istituto Amaldi di Alzano Lombardo;

- Brescia, Liceo Meneghini di Edolo;

- Como, Istituto Sant’Elia di Cantù;

- Cremona, Istituto Pacioli di Crema;

- Lecco, Liceo Bachelet di Oggiono;

- Monza e Brianza, Liceo Leonardo da Vinci di Carate Brianza;

- Mantova, Liceo Belfiore;

- Pavia, Liceo Galilei di Voghera;

- Sondrio, Liceo Donegani

- Varese, Liceo Stein.

La provincia di Milano avrà due licei sportivi, presso i Licei Cardano e Torricelli.

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APPRENDISTATO ALL’ESTERO/ Apprendisti lombardi oltralpe

3 gennaio 2014
by Chiara Scarpellini

francia-bandieraRegione Lombardia ha stanziato 146.351 euro per sostenere percorsi di mobilità transazionale di apprendisti lombardi da realizzarsi presso aziende francesi. Si tratta di un progetto che coinvolge due persone in formazione iniziale (Ivt), che trascorreranno un periodo di 2-3 settimane presso imprese o Enti formativi della Regione francese di Rhône-Alpes. Lo ha annunciato Valentina Aprea, assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro di Regione Lombardia, spiegando che la Regione aderisce al Progetto ‘E-Mapp European Mobility for Apprenticeship’, nell’ambito del Programma ‘Leonardo da Vinci Mobilità’, che prevede questi scambi.

I giovani apprendisti lombardi – ha spiegato l’assessore – avranno l’occasione di sperimentare sul campo le conoscenze acquisite nei percorsi formativi e sui banchi di scuola, di potenziare le competenze linguistiche in una lingua comunitaria, relazionarsi e operare in un nuovo contesto culturale e aziendale, acquisire abilità e conoscenze relative al proprio profilo professionale in un nuovo contesto.

Un’opportunità che servirà – ha continuato Aprea – a sviluppare, quindi, un’identità europea, che oggi risulta fondamentale per il futuro dei giovani, sia sul versante dell’inclusione sociale sia per affrontare il mercato del lavoro, sempre più competitivo, complesso e globale. Le attività progettuali avranno avvio a gennaio 2014 e dovranno concludersi entro aprile 2015.

Regione Lombardia, coerentemente con gli obiettivi della ‘Strategia Europa 2020′ – ha affermato ancora l’assessore – è molto attenta e impegnata sul fronte della cooperazione transazionale orientata alla promozione dell’apprendimento permanente e della mobilità, al miglioramento della qualità e dell’efficacia dell’istruzione e della formazione”. “Aprirsi a una dimensione europea e transnazionale – ha concluso Aprea – costituisce uno strumento essenziale di crescita e miglioramento per i giovani del nostro territorio.

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ERASMUS+/ prende il via il nuovo programma

24 dicembre 2013
by Chiara Scarpellini

europeUn nuovo Programma Europeo per l’educazione, la formazione, i giovani e lo sport. Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Regolamento avranno formalmente inizio, a partire dal  22 dicembre, le attività di Erasmus +, il nuovo Programma integrato che riunirà i sette strumenti comunitari attualmente esistenti (LLP Erasmus, Leonardo da Vinci, Comenius, Grundtvig, Gioventù in azione, Erasmus Mundus, Tempus, Alfa, Edulink e il programma di cooperazione bilaterale con i paesi industrializzati).

L’Agenzia Nazionale LLP Leonardo da Vinci, attiva presso Isfol dal 1995, agirà nell’ambito dell’istruzione e formazione professionale, in continuità con quanto fatto nelle ultime tre programmazioni europee.

“È un risultato che premia il lavoro svolto in questi anni dall’Agenzia – ha commentato Sveva Balduini, Direttore dell’Agenzia – e un primo passo da parte dell’Isfol verso la nuova programmazione 2014-2020”.

Due, al momento, le azioni su cui l’Agenzia nazionale è coinvolta. In primo luogo, la mobilità individuale, che favorirà l’apprendimento di studenti, tirocinanti, docenti, formatori, apprendisti e operatori nel campo del volontariato. Obiettivo dell’azione, oltre a migliorare le competenze attraverso la mobilità dei discenti, è quello di rafforzare la qualità dell’insegnamento, ampliare le conoscenze e la comprensione delle politiche nazionali e promuovere una maggiore internazionalizzare delle istituzioni educative e formative. La seconda azione riguarda invece i partenariati strategici e, più in particolare, quelle iniziative volte a favorire la cooperazione tra gli istituti, le pubbliche amministrazioni e le parti sociali che si occupano di  istruzione e formazione professionale. Ciò attraverso i finanziamenti a quei progetti che prevedono, ad esempio, la costituzione di reti tra organismi e, più in generale, che intendono sviluppare e trasferire pratiche innovative a livello locale, regionale, nazionale ed europeo.

Dal 2014, dunque, gli attuali Programmi esistenti saranno riuniti in un unico Programma Integrato che, come ha ricordato anche il Commissario europeo all’Istruzione, Androulla Vassiliou, avrà tra gli obiettivi principali proprio quello di “migliorare le competenze, lo sviluppo personale e l’occupabilità delle persone. Un legame sempre più forte, dunque, tra il nuovo programma e le politiche comunitarie”. In tal senso Erasmus +, con un budget previsto di 14 miliardi di euro per i prossimi sette anni, fornirà il proprio contributo alla strategia di Europa 2020, offrendo ai cittadini la possibilità di acquisire migliori qualifiche con esperienze di studio e di formazione all’estero. A ciò si aggiungono i finanziamenti a quei progetti finalizzati a sviluppare competenze altamente specializzate per incentivare innovazione e spirito imprenditoriale. Già dal 17 marzo 2014 sarà possibile presentare le prime domande per progetti di mobilità individuale di apprendimento, mentre il 30 aprile segna la scadenza per la presentazione di domande per attività di cooperazione per favorire l’innovazione e le buone pratiche.

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ITS/ Approvati i percorsi per il biennio 2013/2015

19 dicembre 2013
by Chiara Scarpellini

ricercaSono state approvate ( Decreto 7442 del 02/08/2013) le progettazioni esecutive presentate a valere sull’Avviso approvato con Decr. 5970 del 2 luglio 2013 da parte della 7 Fondazioni ITS già riconosciute in Regione Lombardia

I percorsi complessivamente approvati, per il triennio 2013/2015 sono 26 di cui le prime 13 edizioni prenderanno avvio entro il 31/10/2013.

Grazie all’offerta ITS i giovani lombardi possono accedere a una specializzazione tecnica di alto livello, progettata e realizzata in collaborazione con imprese, università, sistema scolastico e formativo.

Il diploma di Tecnico Superiore che si ottiene ha valore sull’intero territorio nazionale.

Per approfondire:

Decreto 7442 approvazione ITS

Allegato A – Prosecuzione progetti 2013.2015

Allegato B Progetti nuovi 2013_2015 (1)

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FORMAZIONE IN LOMBARDIA/ Qualità sopra la media OCSE

6 dicembre 2013
by Chiara Scarpellini

formazione1Sono stati resi pubblici i risultati di PISA 2012, la rilevazione internazionale a cadenza triennale, promossa dall’Ocse per accertare le competenze chiave degli studenti quindicenni nelle aree di lettura, scienze e matematica, ambito di indagine privilegiato per questa edizione. Sessantacinque i Paesi partecipanti, tra cui anche l’Italia, che ha sottoposto ai test oltre al campione nazionale, studenti di 11 regioni e due province autonome, per un totale di 31.073 studenti di 1.194 scuole, di cui rispettivamente 1.523 studenti e 56 scuole in Lombardia.

La Lombardia, collocata nella macroarea del Nord-Ovest, ottiene insieme al Nord-Est e alle Province di Trento e Bolzano risultati complessivamente superiori alla media OCSE e migliori di molti altri territori nazionali (macroraree e regioni), a conferma di un trend ormai stabile nel tempo. I dati attestano dunque che la Lombardia è al di sopra della media Ocse in tutte le aree di indagine e, se paragonati con quelli della precedente rilevazione del 2009, gli esiti segnalano una sostanziale conferma delle competenze degli studenti, con un lieve incremento in matematica e scienze (rispettivamente 517 e 529 nel 2012 contro 526 e 515 del 2009) e una conferma dei dati precedenti in lettura (521 rispetto a 522). Rispetto al focus di indagine, per quanto concerne la matematica la Lombardia si discosta di poco dalle medie degli altri paesi europei in prima fascia quali ad esempio la Svizzera (531), l’Estonia (521), la Finlandia (519), i Paesi Bassi (523), il Belgio (515).

Il successo lombardo è ancor più significativo, rispetto ai dati regionali italiani, se si tiene conto che la scuola lombarda gode di finanziamenti più o meno in linea con le altre regioni, all’interno del sistema nazionale di governo della scuola italiana. Analogamente a quelli nazionali, anche i dati lombardi di PISA 2012 necessitano di analisi statistiche più approfondite e di accurate riflessioni.

A tale scopo è stato costituito un Gruppo di lavoro formato da esperti dell’Ufficio Scolastico Regionale, di Regione Lombardia, di Éupolis e dell’Università degli studi Milano-Bicocca con il compito di approfondire l’analisi dei dati e di fornire un commento ragionato che permetta di orientare con accresciuta consapevolezza le future politiche scolastiche e di progettare interventi migliorativi, anche in prospettiva della rilevazione del 2015. La Direzione Generale e Regione Lombardia ringraziano quindi tutti coloro – personale dirigente, docente e non docente, studenti e famiglie – che hanno lavorato in questi anni per un costante miglioramento del nostro sistema scolastico ed educativo.

E’ una grande soddisfazione vedere come i risultati di Ocse Pisa sulle competenze degli studenti quindicenni confermino la bontà degli interventi della Regione Lombardia sul sistema scolastico”. Lo ha detto l’assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro di Regione Lombardia, Valentina Aprea.

Gli ottimi risultati della Lombardia, insieme a quelli della provincia di Trento, del Friuli Venezia Giulia e del Veneto – ha aggiunto l’assessore – dimostrano anche quanto diciamo da tempo, che i risultati giungono da una maggiore attenzione alla qualità e dagli investimenti oculati nell’innovazione, non dalla spesa pura e semplice. in questi territori – ha spiegato Aprea – il sistema scolastico raggiunge risultati migliori a fronte di un costo inferiore rispetto alla media nazionale. Una maggiore efficienza data da un minore rapporto dirigenti scolastici e docenti per studenti, grazie ad interventi di razionalizzazione delle scuole, ma soprattutto da una costante attenzione al miglioramento continuo.

Risultati che si raggiungono – ha continuato l’assessore Aprea – dando alle scuole opportunità e valutando puntualmente i risultati raggiunti, premiando le migliori esperienze e favorendone la diffusione. All’interno di una continua e proficua collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale abbiamo lavorato molto per consentire ad ogni studente di raggiungere il suo proprio successo formativo.

L’evoluzione dell’insegnamento attraverso la digitalizzazione delle scuole – ha ricordato Aprea – insieme all’avvicinamento tra il sistema educativo e il sistema impresa con il potenziamento dell’alternanza scuola lavoro, all’attivazione dei Poli tecnico professionali, alle reti stabili tra scuole e imprese, ha portato gli studenti e le scuole ad una didattica per competenze più coerente con la realtà viva.

Ciò che conta non è la quantità della spesa – ha poi aggiunto Aprea – ma la sua qualità e la valutazione degli esiti degli investimenti. Grazie al potenziamento dell’Invalsi che fece Mariastella Gelmini da Ministro dell’Istruzione oggi abbiamo anche in Italia un sistema di valutazione degli apprendimenti e l’avvio di un sistema di valutazione di tutte le scuole. Dobbiamo continuare su questa strada e raggiungere anche in Italia una cultura che chieda a tutti gli attori di rendere conto del proprio operato e dei propri risultati. I risultati della valutazione sono importanti anche per orientare le scelte di evoluzione del sistema scolastico. Il Rapporto Ocse Pisa – ha concluso l’assessore Aprea – ci mostra come i migliori Paesi abbiano sviluppato un forte sistema di formazione professionale accanto all’istruzione e abbiano dato maggiore autonomia alle scuole, anche nella scelta degli insegnanti e nella possibilità di spesa.

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ITS/ Crescono queste realtà in Lombardia

26 novembre 2013
by Chiara Scarpellini

ricercaIl sistema scolastico italiano non è più autoreferenziale, esistono reti orizzontali come i Poli tecnico-professionali, l’alternanza scuola-lavoro, i tirocini, l’apprendistato e le azioni di placement, che accompagnano gli studenti nella delicata fase di transizione tra il termine di un ciclo di studi e il successivo, indispensabili per un corretto orientamento post diploma. A questo sistema si aggiungono le filiere verticali rappresentate dagli Istituti Tecnici Superiori e dagli Ifts.

Lo ha detto l’assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro di Regione Lombardia Valentina Aprea, intervenendo oggi all’assemblea plenaria dedicata agli Its, organizzata nell’ambito delle iniziative che si svolgono a ‘Job&Orienta’, mostra-convegno nazionale su orientamento, scuola, formazione e lavoro.

Ai lavori era presente anche Gabriele Toccafondi, sottosegretario di Stato del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, che ha sottolineato la straordinaria capacità degli Its di interpretare al meglio le esigenze delle aziende, che spesso sono coinvolte nelle Fondazioni che gestiscono questi percorsi formativi, in quanto costruiscono profili professionali specifici e di immediato assorbimento da parte del mercato del lavoro.

Molti giovani, dopo il diploma presso gli Its, trovano con facilità contratti a tempo indeterminato presso quelle stesse imprese che li hanno ospitati come studenti e stagisti. Ci vogliono passione e coraggio – ha detto Toccafondi – per uscire da questa situazione di crisi che, per i giovani, ha assunto dimensioni preoccupanti: disoccupazione oltre il 40 per cento, a fronte del fatto che, secondo i dati Unioncamere, ci sono in Italia 135.000 aziende che non riescono a trovare personale con qualifiche e requisiti adeguati.

A nome delle Regioni, l’assessore Aprea ha rivolto un invito al sottosegretario, chiedendo Una semplificazione della governance: ci vogliono strutture leggere, più agili, pronte a rispondere alle esigenze delle aziende. So che il Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca sta riflettendo su questa esigenza.

Miur, Regioni e aziende sono presenti nelle Fondazioni che gestiscono gli Its che hanno il pregio di “Avvicinare il mondo della scuola al mercato del lavoro ma anche – ha spiegato l’assessore Aprea – la straordinaria capacità di creare una nuova classe dirigente composta da giovani formati ‘on the job’.

Tra gli Istituti lombardi citati come best practice nel corso del convegno, l’Its Lombardo Mobilità Sostenibile di Somma Lombardo (Varese), che offre diploma di Tecnico superiore per la manutenzione degli aeromobili e di Tecnico superiore per la progettazione ed il montaggio nelle costruzioni aeronautiche.

Presso lo stand di Regione Lombardia il sottosegretario Toccafondi ha potuto constatare la qualità delle proposte formative presenti a Verona. Tra le eccellenze, anche la sfilata di moda classica realizzata dagli studenti dell’Accademia del Teatro alla Scala, oggi strutturato in 4 dipartimenti,  Musica, Danza, Palcoscenico-Laboratori, Management, che coprono tutti i profili professionali legati al teatro musicale, con un’ampia offerta didattica, articolata in corsi di formazione, specializzazione e workshop.

In scena una rivisitazione di due personaggi pucciniani; la Manon Lescaut, nobildonna di fine ’700 con abiti dai tessuti ricchi abbondanti di decorazioni e una giovane Tosca, personaggio che fu interpretato anche da Maria Callas, affiancata da Giuseppe Di Stefano e Tito Gobbi, che consegnò alla storia un’interpretazione mai più eguagliata e con la quale diede l’addio alle scene a soli 42 anni, dopo 25 anni di carriera.

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ifpIn Regione Lombardia abbiamo avuto una forte evoluzione della IeFP e oggi possiamo dire che abbiamo un sistema compiuto, innovativo, efficace ed efficiente. Siamo partiti con 600 iscritti nell’anno formativo 2002/03 e arrivati agli attuali 61.500 allievi. Lo ha ricordato  l’assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro Valentina Aprea intervenendo all’incontro organizzato per promuovere l’iniziativa nazionale perché nessuno si perda proposta da Acli, Compagnia delle Opere e dai Salesiani a sostegno della formazione professionale.

L’appello per sostenere il futuro dei giovani nel nostro Paese, sottoscritto dall’assessore Aprea, insieme ai dieci punti del programma è disponibile sul sito www.formazioneprofessionalelombardia.it. Il documento considera l’istruzione e formazione professionale (IeFP) risorsa strategica per combattere gli abbandoni scolastici e aiutare i giovani a entrare nel mondo del lavoro.

L’assessore regionale ha assicurato il massimo impegno personale e della Giunta guidata dal presidente Maroni per sostenere i percorsi formativi professionalizzanti post terza media e post diploma superiore.

Nel bilancio di Regione Lombardia di quest’anno – ha dichiarato Aprea – sono garantiti i finanziamenti, per il 2015-2016 arriveranno i fondi dell’Unione Europea. Devo però lamentare che nel riparto nazionale stabilito dal Ministero del Lavoro per la formazione professionale delle Regioni la Lombardia, insieme a Veneto e a Friuli Venezia, è rimasta penalizzata in quanto le risorse assegnate non premiano gli sforzi che stiamo sostenendo per questi percorsi.

Dal 2009 – ha sottolineato Aprea – abbiamo attivato anche il quarto anno per il diploma professionale, a cui ormai si iscrive più del 50% dei qualificati. Dal 2010 è attivo il corso annuale per l’accesso all’esame di Stato, ma anche la possibilità di raggiungere la qualifica di IeFP attraverso l’apprendistato, secondo quel modello duale tedesco che tutti guardano come alla base del successo della Germania”. Ogni anno in Lombardia si iscrive alla IeFP ben il 18% dei ragazzi che escono dalla scuola media inferiore e, insieme alle competenze chiave di cittadinanza, apprendono quei mestieri portanti per la nostra economia: la ristorazione, l’elettronica, la meccanica, i servizi per la persona, la grafica, la moda e l’abbigliamento, la trasformazione agroalimentare, la chimica.

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FONDI UE/ Regione Toscana pensa alla programmazione 2014-2020

13 novembre 2013
by Chiara Scarpellini

EuropL’attività di formazione è cruciale per lo sviluppo della Toscana e per questo la Regione vi dedica particolare attenzione. Lo ha detto l’assessore alle attività produttive, lavoro e formazione Gianfranco Simoncini nel suo intervento al convegno promosso da Anci Toscana “Il futuro in gioco”. In particolare, l’assessore è intervenuto sul tema delle politiche formative nella nuova programmazione dei fondi 2014-2010. Il Fondo sociale europeo – ha detto l’assessore – è stato e continuerà ad essere lo strumento principale per quanto riguarda l’investimento sul capitale umano e quindi per le politiche formative, che costituiscono una parte importante delle attività finaziate dal programma operativo regionale del fondo. Non solo. In questi anni di crisi l’Fse è stato lo strumento principale che ha permesso la tenuta sociale, con gli interventi sulla cassa integrazione in deroga e per l’orientamento dei lavoratori e delle lavoratrici espulse dal mercato del lavoro. E’ uno strumento di cui non potremo fare a meno, nemmeno in futuro e per questo stiamo lavorando, sia nei confronti del governo nazionale che della commissione europea, per riuscire a determinare quanto prima i contenuti del nuovo programma regionale. L’assessore ha sottolineato il fatto che, nonostante le performance della formazione professionale in Toscana siano migliori rispetto a quelli di altre regioni, la Regione ha deciso comunque di mettere mano ad una profonda riforma del sistema, con l’obiettivo di renderla più adeguata alle esigenze di competitività ed innovazione del sistema produttivo e più legata al fabbisogno dei territori.

I dati sulla formazione in Toscana – ha spiegato Simoncini – mettono in luce che la partecipazione e i risultati occupazionali sono migliori rispetto alla media nazionale. Ma la necessità di rendere la nostra economia più competitiva e reattiva rispetto alla crisi in atto ci ha spinto ad una riflessione che ha coinvolto tutti i soggetti del settore, con l’obiettivo di far fare al sistema della formazione professionale un salto di qualità ulteriore, legandolo sempre di più alle esigenze del sistema produttivo toscano. Dopo che il Consiglio Regionale avrà discusso il documento approvato qualche settimana fa dalla giunta, si aprirà il confronto con le parti sociali e con gli enti locali per arrivare alla definizione puntuale della proposta di legge. Saranno i poli formativi territoriali il fulcro attorno al quale ruoterà il nuovo sistema toscano della formazione professionale. Questi centri di formazione regionale tematici, dovranno essere al centro di una rete che veda la sinergia fra istruzione tecnica e professionale, organismi di formazione, università e centri di ricerca ed innovazione, imprese e sindacati. I centri formativi, su base territoriale – ha proseguito – saranno il punto di riferimento per un’offerta formativa stabile, in un’ottica di medio lungo periodo e su ambiti di intervento definiti in forte integrazione con le necessità del sistema economico toscano nelle sue diverse specializzazioni. A questo, che sarà il canale principale, si affianca un secondo canale, più legato alle esigenze del breve periodo, costituito dalla messa a bando delle attività di volta in volta necessarie a completare l’attività formativa dei poli. Un terzo canale, sarà, infine, quello dell’offerta da catalogo, riservata alla domanda individuale di crescita professionale dei singoli cittadini. I tre canali saranno parte integrante di un’unica offerta formativa pubblica, riconoscibile e trasparente, basata su una valutazione seria di fabbisogni e risultati. Saranno quindi rivisti sia il sistema di governance della formazione pubblica, con l’obiettivo di affidare alla Regione la determinazione delle scelte programmatiche fondamentali attraverso una lettura dei fabbisogni espressi dai territori, sia le modalità di accreditamento degli organismi formativi, snellendo il carico burocratico ma accrescendo le garanzie per gli utenti e semplificando i controlli. A questi due temi, si aggiunge quello della certificazione delle competenze, che sarà sviluppato anche in sintonia con il sistema nazionale.

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