Formazione Superiore

estetistaRegione Lombardia sostiene iniziative volte all’acquisizione di nuove competenze, sviluppare l’occupabilità, rafforzare il più possibile la relazione tra mondo della scuola e mondo del lavoro e far sì che questi due mondi non proseguano su percorsi tra loro estranei, come spesso è accaduto e accade, ma convergano attraverso il supporto di strumenti operativi che aiutino i giovani ad entrare nel mondo del lavoro. Lo ha detto l’assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro di Regione Lombardia, aprendo i lavori del convegno ‘Formazione e occupazione nel settore del benessere’, che si è svolto presso Palazzo Stelline a Milano.

Con questa logica sosteniamo e promuoviamo il progetto per lo sviluppo della figura dell’operatore del benessere o For Wellness – ha aggiunto l’assessore regionale – un’iniziativa sperimentale, che intende approfondire il fabbisogno formativo e il potenziale occupazionale nel settore del benessere, un settore in crescita, che ha subito, negli ultimi anni, profondi mutamenti”.

Il nostro obiettivo – ha specificato l’assessore – è, da un lato quello di incentivare l’innovazione e lo spirito di intrapresa, dall’altro di sostenere la formazione di figure professionali in possesso di conoscenze e di abilità che le rendano capaci di confrontarsi con le nuove e mutate esigenze del mercato del lavoro.

Il ruolo della formazione professionale – ha ribadito l’assessore – è fondamentale nel facilitare l’inserimento lavorativo di giovani che sviluppano competenze specifiche maturate in un percorso che coniuga la conoscenza teorica con le abilità pratiche, acquisite attraverso l’alternanza tra formazione in aula e formazione in azienda, per ottimizzare l’incidenza sull’apprendimento individuale. Quindi ben vengano iniziative come questa, che garantiscono la formazione di operatori qualificati, sostenendo l’occupazione nel settore e valorizzando strumenti come l’apprendistato e il tirocinio che rappresentano una carta vincente per supportare l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro.

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competSi è svolta a Roma lo scorso 30 gennaio presso l’Istat una giornata seminariale dedicata alla presentazione delle classificazioni internazionali che operano nel settore dell’istruzione, della formazione e dell’apprendimento. L’incontro è nato nel quadro della costante cooperazione tra Istat e Isfol su questi temi.

Il seminario è stata l’occasione per illustrare le novità legate alla nuova revisione della Classificazione internazionale dell’istruzione “ISCED 2011” (International Standard Classification of Education), che Unesco, Eurostat e Ocse hanno sviluppato per tener conto dei cambiamenti significativi intervenuti dal 1997 in poi nei sistemi educativi in tutto il mondo. Dal 2014 i Paesi dovranno infatti adeguare i propri sistemi di raccolta dati alla nuova Classificazione.

Nel corso del seminario sono stati inoltre esaminati, in ottica comparativa con la ISCED, gli altri strumenti che in Europa consentono oggi di comparare non solo i sistemi educativi formali e i titoli da questi rilasciati, ma anche in senso ampio le qualificazioni e la partecipazione della popolazione adulta alle diverse attività di apprendimento permanente. Si tratta in primo luogo dell’European Qualification Framework (EQF), introdotto nel 2008 e volto ha favorire una migliore comparabilità delle qualificazioni fra i diversi paesi dell’Unione, a supporto della mobilità dei cittadini. L’Italia ha recentemente adottato il Primo Rapporto nazionale di referenziazione dei titoli italiani all’EQF, che colloca i titoli rilasciati dal sistema di istruzione e quelli oggetto di accordo stato-regioni (IeFP e ITS) nell’ambito degli otto livelli previsti dal Quadro Europeo. Si prevede, in una seconda fase, di inserire nel quadro tutte le qualifiche rilasciate dalla formazione professionale e le professioni regolamentate.

Infine, durane l’incontro è stata presentata la Classification of Learning Activities, sviluppata da Eurostat e finalizzata alla raccolta dei dati relativi alla partecipazione degli adulti alle attività di apprendimento permanente. La classificazione affronta la misurazione dei processi di apprendimento dal punto di vista degli individui in un’ottica di lifelong learning ed è stata utilizzata per la realizzazione dell’indagine europea AES (Adult Education Survey), condotta in Italia dall’Istat e dell’indagine INDACO-Adulti (Indagine sui comportamenti formativi degli adulti in Italia) realizzata dall’Isfol.

Considerato l’alto interesse riscontrato dal seminario si prevede la realizzazione di una successiva sessione presso l’Isfol nei prossimi mesi.

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CORSI OSS/ Approvato il bando in Regione Sardegna

14 febbraio 2014
by Chiara Scarpellini

ossAl via il bando per la creazione del catalogo delle agenzie formative per la gestione dei corsi di formazione finalizzati al conseguimento della qualifica di operatore socio sanitario (OSS) di 1000 ore, in regime di autofinanziamento. Lo rende noto l’assessore regionale del lavoro, Mariano Contu. “L’avviso – precisa l’esponente dell’esecutivo -recepisce la delibera approvata, ieri, dalla Giunta che prevede l’abolizione del costo minimo di frequenza, vincolando l’importo massimo a6 euro l’ora per allievo, in modo da tutelare le persone più svantaggiate”.

Le offerte formative presentate dalle agenzie saranno inserite nel catalogo secondo un criterio che premia i prezzi più vantaggiosi per gli utenti e l’attivazione del maggior numero di servizi aggiuntivi. Ogni agenzia potrà realizzare un massimo di otto corsi,e comunque non più di due per ogni provincia. Complessivamente il bandooffre 1000 qualifiche nell’intero territorio regionale, secondo una ripartizione territoriale già stabilità nella precedente delibera di Giunta.

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lim e tabletLa Giunta regionale ha deciso di integrare i fondi a disposizione per Generazione Web, portandoli da 7,7 a 15 milioni di euro per l’anno scolastico 2013-2014″. Lo ha reso noto l’assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro della Regione Lombardia Valentina Aprea, intervenendo all’incontro ‘A scuola di futuro – Il futuro della scuola: strategie e ambienti digitali di apprendimento’, che si è svolto all’Auditorium Testori di Palazzo Lombardia. L’iniziativa – finanziata da Regione Lombardia inizialmente nell’anno scolastico 2012/13 con 7,7 milioni di euro cui si erano aggiunti 4 milioni da parte dello Stato (non confermati per quest’anno) – è rivolta a scuole statali, paritarie e centri di formazione professionale, per le classi del secondo ciclo.

Con i contributi regionali 331 scuole lombarde, pari al 52% del totale – ha detto l’assessore Aprea – hanno potuto acquistare e installare dispositivi hardware e software di uso collettivo (LIM, WI-FI) e individuale (tablet, e-book reader, pc). Sono state coinvolte 1.400 classi e 32.325 studenti.

Il nostro obiettivo – ha spiegato l’assessore regionale – è consolidare la leadership acquisita dalla Lombardia nell’introduzione della didattica digitale nelle scuole, favorendo il cambiamento degli ambienti di apprendimento con adeguate dotazioni tecnologiche, intervenendo sulla formazione dei docenti, anche con le premialità per chi dimostra di aver saputo utilizzare al meglio l’innovazione tecnologica e realizza buone pratiche condivisibili da altri Istituti. L’interesse per queste nuove modalità con cui il mondo della scuola lombarda si propone ai suoi studenti è testimoniato dal fatto che il nuovo bando di finanziamento per Generazione Web è andato esaurito dopo sole cinque ore dalla sua apertura. Di qui la decisione della Giunta regionale, a fronte di 501 domane pervenute, di raddoppiare il finanziamento portando la somma a disposizione per quest’anno a 15 milioni di euro.

Stiamo studiando un portale dedicato alle scuole di Generazione Web – ha aggiunto l’assessore Aprea – per una migliore condivisione delle buone pratiche e puntiamo alla creazione di reti di scuole che possono scambiarsi esperienze nel campo della formazione, di laboratori di innovazione e di produzione di materiali didattici. Vogliamo scatenare le intelligenze dei nostri studenti e abituarli a progettare il futuro, proprio come ha invitato a fare il presidente Obama rivolgendosi, nei giorni scorsi, agli studenti americani”. Ecco le sue parole: “non comprate un nuovo videogame: fatene uno; non scaricate l’ultima app: disegnatela; non usate semplicemente il vostro telefono: programmatelo”. “E’ questo – ha ribadito l’assessore Aprea – che ci aspettiamo anche noi dai nostri studenti delle scuole superiori.

I 12 progetti più meritevoli legati a ‘Generazione Web’ nell’anno scolastico 2012-2013 sono stati premiati con un contributo economico. Hanno ricevuto 50.000 euro l’associazione CNOS-FAP (Centro nazionale opere salesiane scuola – Formazione aggiornamento professionale) di Arese (Milano), la Fondazione Ikaros di Bergamo, l’Itcg (Istituto tecnico commerciale per geometri) Luca Pacioli di Crema (Cremona), Essence Academy di Monza, l’associazione formazione professionale del Patronato di San Vincenzo di Bergamo, il Liceo Camillo Golgi di Breno (Brescia), la Scuola d’Arte applicata Fantoni di Bergamo, la Scuola Bottega Artigiani di San Polo (Brescia). All’IIS (Istituto di Istruzione Superiore) Janello Torriani di Cremona sono andati 38.000 euro, alla comasca Fondazione Castellini – Scuola di Arti e Mestieri 25.000 euro e a Starting Work Impresa sociale 24.000 euro. Infine, all’Agenzia per la formazione e l’orientamento ed il lavoro del Sud Milano di Rozzano (Milano) 13.000 euro.

Hanno partecipato ai lavori, con relazioni e suggestioni documentate: Francesco de Sanctis, direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia; Giuseppe Bertagna, Università degli Studi di Bergamo; Nadia Cattaneo, dirigente ITC ‘E. Tosi’ di Busto Arsizio (Varese); Luca Caputo, Associazione CNOS-FAP – Salesiani – sede di Sesto S. Giovanni; Claudia Moneta, dirigente Sistema educativo e diritto allo studio – Direzione generale Istruzione, Formazione e Lavoro Regione Lombardia. Ha coordinato i lavori Giovanni Bocchieri, direttore generale Istruzione, Formazione e Lavoro.

In particolare, il direttore Francesco de Sanctis ha illustrato le linee operative dell’USR soprattutto in riferimento alla formazione specifica dei docenti e alla promozione e al sostegno di nuove reti di scuole digitali, richiamando nel contempo l’attenzione sulla necessità di un ‘umanesimo digitale’ capace di curvare le tecnologie anche verso l’educazione degli studenti alla cittadinanza attiva e responsabile. Gli ha fatto eco il prof. Bertagna, sottolineando il valore di un percorso ragionato e consapevole di valutazione del processo di ricerca e di produzione di materiali digitali orientati alla crescita culturale complessiva dei soggetti in apprendimento. Da questo punto di vista, molto interessanti sono state le relazioni presentate dalla dirigente dell’ITC ‘Tosi’ e dal rappresentante dell’Associazione CNOS-FAP – Salesiani, sulle potenzialità della didattica e della ricerca fondate sul digitale, non solo per gli studenti, ma anche per i docenti e per le famiglie.

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ERASMUS+/ Online il sito italiano

7 febbraio 2014
by Chiara Scarpellini

EUUn nuovo sito per promuovere progetti a favore dell’istruzione, della formazione, dei giovani e dello sport. È disponibile online, all’indirizzo www.erasmusplus.it, il portale italiano di Erasmus+, il Programma europeo che a partire da quest’anno integra i sette programmi finora esistenti: Lifelong Learning Programme (Comenius, Erasmus, Leonardo da Vinci, Grundtvig), Gioventù in Azione, Erasmus Mundus, Tempus, Alfa, Edulink e la cooperazione bilaterale con i paesi industrializzati.

L’architettura del sito è strutturata in modo da rendere agevole la navigazione degli utenti e fornire tutte le informazioni necessarie per le organizzazioni che sono interessate a partecipare alle diverse iniziative. Il sito, curato dalle tre Agenzie Nazionali (Indire per l’istruzione, l’alta formazione e l’educazione degli adulti; Isfol per la formazione professionale e ANG per la goiventù) che gestiscono il Programma in Italia, nel corso del 2014 verrà implementato per garantire ulteriori servizi agli utenti.

Nella home page viene fornita una panoramica a livello generale del programma, dell’organizzazione delle varie attività declinata nelle tre azioni chiave, mobilità individuale, cooperazione per l’innovazione e riforme delle politiche, con un accenno anche i cambiamenti avvenuti tra la nuova e la precedente programmazione.

Nelle altre voci del menù si possono trovare informazioni su come presentare una candidatura, le scadenze, organizzate secondo ciascuna azione chiave, i link utili e la documentazione ufficiale, oltre a una sezione dedicata alle news riguardanti le tematiche del Programma. Con pochi clik sarà dunque possibile partecipare ai bandi, utilizzando gli strumenti opportunamente messi a disposizione dalle tre Agenzie. Le candidature online sono aperte già dalla fine del mese di gennaio. È utile ricordare che le persone fisiche non possono presentare direttamente una domanda di sovvenzione; sono le loro università, le scuole, gli enti di formazione professionale ed organismi di vario genere, che effettueranno la domanda per ottenere un finanziamento in Erasmus+.

Più in generale, il programma è aperto ad organizzazioni che operano nel settore dell’istruzione, della formazione, dei giovani o dello sport. Una grande occasione, dunque, alla luce del fatto che solo nel 2014 Erasmus+ disporrà di 1 miliardo e 800 milioni di euro per finanziare progetti di mobilità per studenti, tirocinanti, docenti, giovani e volontari, per creare e migliorare partenariati tra istituzioni e organizzazioni nei settori dell’istruzione, della formazione e dei giovani e il mondo del lavoro, oltre che per sostenere il dialogo e supportare concretamente la riforma dei sistemi di istruzione, formazione e assistenza ai giovani.

Il lancio del nuovo sito di Erasmus+ è anche l’occasione per l’Agenzia nazionale in capo all’Isfol per presentare due video tematici relativi al Festival d’Europa di Firenze 2013. I video si riferiscono alla conferenza di valorizzazione congiunta delle Agenzie Nazionali LLP Italia, dal titolo “Il contributo del Programma LLP alla costruzione della cittadinanza europea”, e al seminario di monitoraggio delle Agenzie LLP Italia “Le competenze strategiche per i cittadini di oggi e di domani”.

Esperienze che tracciano una linea di continuità nel lavoro svolto dalle Agenzie Nazionali, dalla precedente programmazione, impegnata con il LifelongLearning Programme, alla nuova, nel segno di Erasmus+, che punterà a sviluppare e migliorare le competenze nel quadro della strategia Europa 2020, per una crescita intelligente, sostenibile ed inclusiva.

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altaformazioneIl piano di master e di alta formazione 2014 è stato approvato, oggi, nella sede dell’assessorato del Lavoro, dal Comitato di Gestione per l’alta formazione. Al centro delle priorità i corsi considerati strategici per le loro finalità e coerenti con le linee di sviluppo dettate dalla Giunta regionale. In base alle risorse disponibili i percorsi di specializzazione saranno attivati secondo un determinato ordine: Sistemi turistici per lo sviluppo sostenibile (UNISS), Economia, energia e sostenibilità ambientale (UNISS), Benessere animale (UNISS), Progettazione e turismo ambientale (UNISS), Alta formazione per la crescita culturale e la promozione del territorio (UNISS, UNI Vicenza Los Milagros), Bioinformativa (UNICA), Emergency housing (Università di Vienna), Psicologia dell’anziano (UNICA), Politiche pubbliche integrate (UNICA), Five Stars Hotel Management (UNISS, Forte Village, Luiss), Studi euro-latinoamericani, (UNISS), In/tra Design between innovation and tradition, (UNISS), Disaster mitigation for urban cultural heritage, (UNISS), Chimica verde (UNISS), Materiali e processi innovativi per energia da fonti rinnovabili (UNISS), Piros, pianificazione e lotta gli incendi boschivi (UNISS), Tecniche emetodologiche per la progettazione dello sviluppo rurale (UNISS), Medicina rigenerativa (UNISS), Wine comunication & marketing (UNISS), Management of agro-factory landscape in the mediterranean islands (UNISS), Esperto in Consueling per la promozione del benessere comunitario e ambientale (UNISS), Metodi e strumenti per l’innovazione digitale (UNISS), Progettazione europea (UNISS), Biotecnologie applicate al settore biomedico e agroalimentare (UNISS).

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LICEI SPORTIVI/ 12 nuove classi in Lombardia

14 gennaio 2014
by Chiara Scarpellini

sportE’ con molta soddisfazione che annuncio la nascita in Lombardia di dodici classi di licei sportivi per l’anno scolastico 2014-2015. Lo ha detto Valentina Aprea, assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro di Regione Lombardia. Regione – ha affermato Aprea – ha appena emanato il decreto dell’offerta formativa per tutte le scuole regionali con questa importante novità, poiché rappresenta un’ulteriore opportunità per gli studenti che si dedicano con assiduità e spesso a livello agonistico allo sport.

Il Liceo sportivo – ha proseguito l’assessore – è un indirizzo del Liceo scientifico. Prevede lo stesso monte ore complessivo, ma con una riduzione delle ore di filosofia e la sostituzione di latino e di storia dell’arte con le discipline di scienze motorie, diritto ed economia dello sport, scienze naturali.

I 12 licei sportivi in Lombardia si collocano in diverse province lombarde:

- Bergamo, Istituto Amaldi di Alzano Lombardo;

- Brescia, Liceo Meneghini di Edolo;

- Como, Istituto Sant’Elia di Cantù;

- Cremona, Istituto Pacioli di Crema;

- Lecco, Liceo Bachelet di Oggiono;

- Monza e Brianza, Liceo Leonardo da Vinci di Carate Brianza;

- Mantova, Liceo Belfiore;

- Pavia, Liceo Galilei di Voghera;

- Sondrio, Liceo Donegani

- Varese, Liceo Stein.

La provincia di Milano avrà due licei sportivi, presso i Licei Cardano e Torricelli.

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APPRENDISTATO ALL’ESTERO/ Apprendisti lombardi oltralpe

3 gennaio 2014
by Chiara Scarpellini

francia-bandieraRegione Lombardia ha stanziato 146.351 euro per sostenere percorsi di mobilità transazionale di apprendisti lombardi da realizzarsi presso aziende francesi. Si tratta di un progetto che coinvolge due persone in formazione iniziale (Ivt), che trascorreranno un periodo di 2-3 settimane presso imprese o Enti formativi della Regione francese di Rhône-Alpes. Lo ha annunciato Valentina Aprea, assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro di Regione Lombardia, spiegando che la Regione aderisce al Progetto ‘E-Mapp European Mobility for Apprenticeship’, nell’ambito del Programma ‘Leonardo da Vinci Mobilità’, che prevede questi scambi.

I giovani apprendisti lombardi – ha spiegato l’assessore – avranno l’occasione di sperimentare sul campo le conoscenze acquisite nei percorsi formativi e sui banchi di scuola, di potenziare le competenze linguistiche in una lingua comunitaria, relazionarsi e operare in un nuovo contesto culturale e aziendale, acquisire abilità e conoscenze relative al proprio profilo professionale in un nuovo contesto.

Un’opportunità che servirà – ha continuato Aprea – a sviluppare, quindi, un’identità europea, che oggi risulta fondamentale per il futuro dei giovani, sia sul versante dell’inclusione sociale sia per affrontare il mercato del lavoro, sempre più competitivo, complesso e globale. Le attività progettuali avranno avvio a gennaio 2014 e dovranno concludersi entro aprile 2015.

Regione Lombardia, coerentemente con gli obiettivi della ‘Strategia Europa 2020′ – ha affermato ancora l’assessore – è molto attenta e impegnata sul fronte della cooperazione transazionale orientata alla promozione dell’apprendimento permanente e della mobilità, al miglioramento della qualità e dell’efficacia dell’istruzione e della formazione”. “Aprirsi a una dimensione europea e transnazionale – ha concluso Aprea – costituisce uno strumento essenziale di crescita e miglioramento per i giovani del nostro territorio.

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ERASMUS+/ prende il via il nuovo programma

24 dicembre 2013
by Chiara Scarpellini

europeUn nuovo Programma Europeo per l’educazione, la formazione, i giovani e lo sport. Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Regolamento avranno formalmente inizio, a partire dal  22 dicembre, le attività di Erasmus +, il nuovo Programma integrato che riunirà i sette strumenti comunitari attualmente esistenti (LLP Erasmus, Leonardo da Vinci, Comenius, Grundtvig, Gioventù in azione, Erasmus Mundus, Tempus, Alfa, Edulink e il programma di cooperazione bilaterale con i paesi industrializzati).

L’Agenzia Nazionale LLP Leonardo da Vinci, attiva presso Isfol dal 1995, agirà nell’ambito dell’istruzione e formazione professionale, in continuità con quanto fatto nelle ultime tre programmazioni europee.

“È un risultato che premia il lavoro svolto in questi anni dall’Agenzia – ha commentato Sveva Balduini, Direttore dell’Agenzia – e un primo passo da parte dell’Isfol verso la nuova programmazione 2014-2020”.

Due, al momento, le azioni su cui l’Agenzia nazionale è coinvolta. In primo luogo, la mobilità individuale, che favorirà l’apprendimento di studenti, tirocinanti, docenti, formatori, apprendisti e operatori nel campo del volontariato. Obiettivo dell’azione, oltre a migliorare le competenze attraverso la mobilità dei discenti, è quello di rafforzare la qualità dell’insegnamento, ampliare le conoscenze e la comprensione delle politiche nazionali e promuovere una maggiore internazionalizzare delle istituzioni educative e formative. La seconda azione riguarda invece i partenariati strategici e, più in particolare, quelle iniziative volte a favorire la cooperazione tra gli istituti, le pubbliche amministrazioni e le parti sociali che si occupano di  istruzione e formazione professionale. Ciò attraverso i finanziamenti a quei progetti che prevedono, ad esempio, la costituzione di reti tra organismi e, più in generale, che intendono sviluppare e trasferire pratiche innovative a livello locale, regionale, nazionale ed europeo.

Dal 2014, dunque, gli attuali Programmi esistenti saranno riuniti in un unico Programma Integrato che, come ha ricordato anche il Commissario europeo all’Istruzione, Androulla Vassiliou, avrà tra gli obiettivi principali proprio quello di “migliorare le competenze, lo sviluppo personale e l’occupabilità delle persone. Un legame sempre più forte, dunque, tra il nuovo programma e le politiche comunitarie”. In tal senso Erasmus +, con un budget previsto di 14 miliardi di euro per i prossimi sette anni, fornirà il proprio contributo alla strategia di Europa 2020, offrendo ai cittadini la possibilità di acquisire migliori qualifiche con esperienze di studio e di formazione all’estero. A ciò si aggiungono i finanziamenti a quei progetti finalizzati a sviluppare competenze altamente specializzate per incentivare innovazione e spirito imprenditoriale. Già dal 17 marzo 2014 sarà possibile presentare le prime domande per progetti di mobilità individuale di apprendimento, mentre il 30 aprile segna la scadenza per la presentazione di domande per attività di cooperazione per favorire l’innovazione e le buone pratiche.

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ITS/ Approvati i percorsi per il biennio 2013/2015

19 dicembre 2013
by Chiara Scarpellini

ricercaSono state approvate ( Decreto 7442 del 02/08/2013) le progettazioni esecutive presentate a valere sull’Avviso approvato con Decr. 5970 del 2 luglio 2013 da parte della 7 Fondazioni ITS già riconosciute in Regione Lombardia

I percorsi complessivamente approvati, per il triennio 2013/2015 sono 26 di cui le prime 13 edizioni prenderanno avvio entro il 31/10/2013.

Grazie all’offerta ITS i giovani lombardi possono accedere a una specializzazione tecnica di alto livello, progettata e realizzata in collaborazione con imprese, università, sistema scolastico e formativo.

Il diploma di Tecnico Superiore che si ottiene ha valore sull’intero territorio nazionale.

Per approfondire:

Decreto 7442 approvazione ITS

Allegato A – Prosecuzione progetti 2013.2015

Allegato B Progetti nuovi 2013_2015 (1)

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FORMAZIONE IN LOMBARDIA/ Qualità sopra la media OCSE

6 dicembre 2013
by Chiara Scarpellini

formazione1Sono stati resi pubblici i risultati di PISA 2012, la rilevazione internazionale a cadenza triennale, promossa dall’Ocse per accertare le competenze chiave degli studenti quindicenni nelle aree di lettura, scienze e matematica, ambito di indagine privilegiato per questa edizione. Sessantacinque i Paesi partecipanti, tra cui anche l’Italia, che ha sottoposto ai test oltre al campione nazionale, studenti di 11 regioni e due province autonome, per un totale di 31.073 studenti di 1.194 scuole, di cui rispettivamente 1.523 studenti e 56 scuole in Lombardia.

La Lombardia, collocata nella macroarea del Nord-Ovest, ottiene insieme al Nord-Est e alle Province di Trento e Bolzano risultati complessivamente superiori alla media OCSE e migliori di molti altri territori nazionali (macroraree e regioni), a conferma di un trend ormai stabile nel tempo. I dati attestano dunque che la Lombardia è al di sopra della media Ocse in tutte le aree di indagine e, se paragonati con quelli della precedente rilevazione del 2009, gli esiti segnalano una sostanziale conferma delle competenze degli studenti, con un lieve incremento in matematica e scienze (rispettivamente 517 e 529 nel 2012 contro 526 e 515 del 2009) e una conferma dei dati precedenti in lettura (521 rispetto a 522). Rispetto al focus di indagine, per quanto concerne la matematica la Lombardia si discosta di poco dalle medie degli altri paesi europei in prima fascia quali ad esempio la Svizzera (531), l’Estonia (521), la Finlandia (519), i Paesi Bassi (523), il Belgio (515).

Il successo lombardo è ancor più significativo, rispetto ai dati regionali italiani, se si tiene conto che la scuola lombarda gode di finanziamenti più o meno in linea con le altre regioni, all’interno del sistema nazionale di governo della scuola italiana. Analogamente a quelli nazionali, anche i dati lombardi di PISA 2012 necessitano di analisi statistiche più approfondite e di accurate riflessioni.

A tale scopo è stato costituito un Gruppo di lavoro formato da esperti dell’Ufficio Scolastico Regionale, di Regione Lombardia, di Éupolis e dell’Università degli studi Milano-Bicocca con il compito di approfondire l’analisi dei dati e di fornire un commento ragionato che permetta di orientare con accresciuta consapevolezza le future politiche scolastiche e di progettare interventi migliorativi, anche in prospettiva della rilevazione del 2015. La Direzione Generale e Regione Lombardia ringraziano quindi tutti coloro – personale dirigente, docente e non docente, studenti e famiglie – che hanno lavorato in questi anni per un costante miglioramento del nostro sistema scolastico ed educativo.

E’ una grande soddisfazione vedere come i risultati di Ocse Pisa sulle competenze degli studenti quindicenni confermino la bontà degli interventi della Regione Lombardia sul sistema scolastico”. Lo ha detto l’assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro di Regione Lombardia, Valentina Aprea.

Gli ottimi risultati della Lombardia, insieme a quelli della provincia di Trento, del Friuli Venezia Giulia e del Veneto – ha aggiunto l’assessore – dimostrano anche quanto diciamo da tempo, che i risultati giungono da una maggiore attenzione alla qualità e dagli investimenti oculati nell’innovazione, non dalla spesa pura e semplice. in questi territori – ha spiegato Aprea – il sistema scolastico raggiunge risultati migliori a fronte di un costo inferiore rispetto alla media nazionale. Una maggiore efficienza data da un minore rapporto dirigenti scolastici e docenti per studenti, grazie ad interventi di razionalizzazione delle scuole, ma soprattutto da una costante attenzione al miglioramento continuo.

Risultati che si raggiungono – ha continuato l’assessore Aprea – dando alle scuole opportunità e valutando puntualmente i risultati raggiunti, premiando le migliori esperienze e favorendone la diffusione. All’interno di una continua e proficua collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale abbiamo lavorato molto per consentire ad ogni studente di raggiungere il suo proprio successo formativo.

L’evoluzione dell’insegnamento attraverso la digitalizzazione delle scuole – ha ricordato Aprea – insieme all’avvicinamento tra il sistema educativo e il sistema impresa con il potenziamento dell’alternanza scuola lavoro, all’attivazione dei Poli tecnico professionali, alle reti stabili tra scuole e imprese, ha portato gli studenti e le scuole ad una didattica per competenze più coerente con la realtà viva.

Ciò che conta non è la quantità della spesa – ha poi aggiunto Aprea – ma la sua qualità e la valutazione degli esiti degli investimenti. Grazie al potenziamento dell’Invalsi che fece Mariastella Gelmini da Ministro dell’Istruzione oggi abbiamo anche in Italia un sistema di valutazione degli apprendimenti e l’avvio di un sistema di valutazione di tutte le scuole. Dobbiamo continuare su questa strada e raggiungere anche in Italia una cultura che chieda a tutti gli attori di rendere conto del proprio operato e dei propri risultati. I risultati della valutazione sono importanti anche per orientare le scelte di evoluzione del sistema scolastico. Il Rapporto Ocse Pisa – ha concluso l’assessore Aprea – ci mostra come i migliori Paesi abbiano sviluppato un forte sistema di formazione professionale accanto all’istruzione e abbiano dato maggiore autonomia alle scuole, anche nella scelta degli insegnanti e nella possibilità di spesa.

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ITS/ Crescono queste realtà in Lombardia

26 novembre 2013
by Chiara Scarpellini

ricercaIl sistema scolastico italiano non è più autoreferenziale, esistono reti orizzontali come i Poli tecnico-professionali, l’alternanza scuola-lavoro, i tirocini, l’apprendistato e le azioni di placement, che accompagnano gli studenti nella delicata fase di transizione tra il termine di un ciclo di studi e il successivo, indispensabili per un corretto orientamento post diploma. A questo sistema si aggiungono le filiere verticali rappresentate dagli Istituti Tecnici Superiori e dagli Ifts.

Lo ha detto l’assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro di Regione Lombardia Valentina Aprea, intervenendo oggi all’assemblea plenaria dedicata agli Its, organizzata nell’ambito delle iniziative che si svolgono a ‘Job&Orienta’, mostra-convegno nazionale su orientamento, scuola, formazione e lavoro.

Ai lavori era presente anche Gabriele Toccafondi, sottosegretario di Stato del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, che ha sottolineato la straordinaria capacità degli Its di interpretare al meglio le esigenze delle aziende, che spesso sono coinvolte nelle Fondazioni che gestiscono questi percorsi formativi, in quanto costruiscono profili professionali specifici e di immediato assorbimento da parte del mercato del lavoro.

Molti giovani, dopo il diploma presso gli Its, trovano con facilità contratti a tempo indeterminato presso quelle stesse imprese che li hanno ospitati come studenti e stagisti. Ci vogliono passione e coraggio – ha detto Toccafondi – per uscire da questa situazione di crisi che, per i giovani, ha assunto dimensioni preoccupanti: disoccupazione oltre il 40 per cento, a fronte del fatto che, secondo i dati Unioncamere, ci sono in Italia 135.000 aziende che non riescono a trovare personale con qualifiche e requisiti adeguati.

A nome delle Regioni, l’assessore Aprea ha rivolto un invito al sottosegretario, chiedendo Una semplificazione della governance: ci vogliono strutture leggere, più agili, pronte a rispondere alle esigenze delle aziende. So che il Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca sta riflettendo su questa esigenza.

Miur, Regioni e aziende sono presenti nelle Fondazioni che gestiscono gli Its che hanno il pregio di “Avvicinare il mondo della scuola al mercato del lavoro ma anche – ha spiegato l’assessore Aprea – la straordinaria capacità di creare una nuova classe dirigente composta da giovani formati ‘on the job’.

Tra gli Istituti lombardi citati come best practice nel corso del convegno, l’Its Lombardo Mobilità Sostenibile di Somma Lombardo (Varese), che offre diploma di Tecnico superiore per la manutenzione degli aeromobili e di Tecnico superiore per la progettazione ed il montaggio nelle costruzioni aeronautiche.

Presso lo stand di Regione Lombardia il sottosegretario Toccafondi ha potuto constatare la qualità delle proposte formative presenti a Verona. Tra le eccellenze, anche la sfilata di moda classica realizzata dagli studenti dell’Accademia del Teatro alla Scala, oggi strutturato in 4 dipartimenti,  Musica, Danza, Palcoscenico-Laboratori, Management, che coprono tutti i profili professionali legati al teatro musicale, con un’ampia offerta didattica, articolata in corsi di formazione, specializzazione e workshop.

In scena una rivisitazione di due personaggi pucciniani; la Manon Lescaut, nobildonna di fine ’700 con abiti dai tessuti ricchi abbondanti di decorazioni e una giovane Tosca, personaggio che fu interpretato anche da Maria Callas, affiancata da Giuseppe Di Stefano e Tito Gobbi, che consegnò alla storia un’interpretazione mai più eguagliata e con la quale diede l’addio alle scene a soli 42 anni, dopo 25 anni di carriera.

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ifpIn Regione Lombardia abbiamo avuto una forte evoluzione della IeFP e oggi possiamo dire che abbiamo un sistema compiuto, innovativo, efficace ed efficiente. Siamo partiti con 600 iscritti nell’anno formativo 2002/03 e arrivati agli attuali 61.500 allievi. Lo ha ricordato  l’assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro Valentina Aprea intervenendo all’incontro organizzato per promuovere l’iniziativa nazionale perché nessuno si perda proposta da Acli, Compagnia delle Opere e dai Salesiani a sostegno della formazione professionale.

L’appello per sostenere il futuro dei giovani nel nostro Paese, sottoscritto dall’assessore Aprea, insieme ai dieci punti del programma è disponibile sul sito www.formazioneprofessionalelombardia.it. Il documento considera l’istruzione e formazione professionale (IeFP) risorsa strategica per combattere gli abbandoni scolastici e aiutare i giovani a entrare nel mondo del lavoro.

L’assessore regionale ha assicurato il massimo impegno personale e della Giunta guidata dal presidente Maroni per sostenere i percorsi formativi professionalizzanti post terza media e post diploma superiore.

Nel bilancio di Regione Lombardia di quest’anno – ha dichiarato Aprea – sono garantiti i finanziamenti, per il 2015-2016 arriveranno i fondi dell’Unione Europea. Devo però lamentare che nel riparto nazionale stabilito dal Ministero del Lavoro per la formazione professionale delle Regioni la Lombardia, insieme a Veneto e a Friuli Venezia, è rimasta penalizzata in quanto le risorse assegnate non premiano gli sforzi che stiamo sostenendo per questi percorsi.

Dal 2009 – ha sottolineato Aprea – abbiamo attivato anche il quarto anno per il diploma professionale, a cui ormai si iscrive più del 50% dei qualificati. Dal 2010 è attivo il corso annuale per l’accesso all’esame di Stato, ma anche la possibilità di raggiungere la qualifica di IeFP attraverso l’apprendistato, secondo quel modello duale tedesco che tutti guardano come alla base del successo della Germania”. Ogni anno in Lombardia si iscrive alla IeFP ben il 18% dei ragazzi che escono dalla scuola media inferiore e, insieme alle competenze chiave di cittadinanza, apprendono quei mestieri portanti per la nostra economia: la ristorazione, l’elettronica, la meccanica, i servizi per la persona, la grafica, la moda e l’abbigliamento, la trasformazione agroalimentare, la chimica.

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FONDI UE/ Regione Toscana pensa alla programmazione 2014-2020

13 novembre 2013
by Chiara Scarpellini

EuropL’attività di formazione è cruciale per lo sviluppo della Toscana e per questo la Regione vi dedica particolare attenzione. Lo ha detto l’assessore alle attività produttive, lavoro e formazione Gianfranco Simoncini nel suo intervento al convegno promosso da Anci Toscana “Il futuro in gioco”. In particolare, l’assessore è intervenuto sul tema delle politiche formative nella nuova programmazione dei fondi 2014-2010. Il Fondo sociale europeo – ha detto l’assessore – è stato e continuerà ad essere lo strumento principale per quanto riguarda l’investimento sul capitale umano e quindi per le politiche formative, che costituiscono una parte importante delle attività finaziate dal programma operativo regionale del fondo. Non solo. In questi anni di crisi l’Fse è stato lo strumento principale che ha permesso la tenuta sociale, con gli interventi sulla cassa integrazione in deroga e per l’orientamento dei lavoratori e delle lavoratrici espulse dal mercato del lavoro. E’ uno strumento di cui non potremo fare a meno, nemmeno in futuro e per questo stiamo lavorando, sia nei confronti del governo nazionale che della commissione europea, per riuscire a determinare quanto prima i contenuti del nuovo programma regionale. L’assessore ha sottolineato il fatto che, nonostante le performance della formazione professionale in Toscana siano migliori rispetto a quelli di altre regioni, la Regione ha deciso comunque di mettere mano ad una profonda riforma del sistema, con l’obiettivo di renderla più adeguata alle esigenze di competitività ed innovazione del sistema produttivo e più legata al fabbisogno dei territori.

I dati sulla formazione in Toscana – ha spiegato Simoncini – mettono in luce che la partecipazione e i risultati occupazionali sono migliori rispetto alla media nazionale. Ma la necessità di rendere la nostra economia più competitiva e reattiva rispetto alla crisi in atto ci ha spinto ad una riflessione che ha coinvolto tutti i soggetti del settore, con l’obiettivo di far fare al sistema della formazione professionale un salto di qualità ulteriore, legandolo sempre di più alle esigenze del sistema produttivo toscano. Dopo che il Consiglio Regionale avrà discusso il documento approvato qualche settimana fa dalla giunta, si aprirà il confronto con le parti sociali e con gli enti locali per arrivare alla definizione puntuale della proposta di legge. Saranno i poli formativi territoriali il fulcro attorno al quale ruoterà il nuovo sistema toscano della formazione professionale. Questi centri di formazione regionale tematici, dovranno essere al centro di una rete che veda la sinergia fra istruzione tecnica e professionale, organismi di formazione, università e centri di ricerca ed innovazione, imprese e sindacati. I centri formativi, su base territoriale – ha proseguito – saranno il punto di riferimento per un’offerta formativa stabile, in un’ottica di medio lungo periodo e su ambiti di intervento definiti in forte integrazione con le necessità del sistema economico toscano nelle sue diverse specializzazioni. A questo, che sarà il canale principale, si affianca un secondo canale, più legato alle esigenze del breve periodo, costituito dalla messa a bando delle attività di volta in volta necessarie a completare l’attività formativa dei poli. Un terzo canale, sarà, infine, quello dell’offerta da catalogo, riservata alla domanda individuale di crescita professionale dei singoli cittadini. I tre canali saranno parte integrante di un’unica offerta formativa pubblica, riconoscibile e trasparente, basata su una valutazione seria di fabbisogni e risultati. Saranno quindi rivisti sia il sistema di governance della formazione pubblica, con l’obiettivo di affidare alla Regione la determinazione delle scelte programmatiche fondamentali attraverso una lettura dei fabbisogni espressi dai territori, sia le modalità di accreditamento degli organismi formativi, snellendo il carico burocratico ma accrescendo le garanzie per gli utenti e semplificando i controlli. A questi due temi, si aggiunge quello della certificazione delle competenze, che sarà sviluppato anche in sintonia con il sistema nazionale.

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eticaeconFinanziamenti per potenziare l’orientamento in uscita dalla scuola secondaria e per la lotta alla dispersione, innovazioni nell’ambito dell’alternanza scuola-lavoro, novità sul fronte dell’edilizia scolastica, fondi per il wireless in aula e il comodato d’uso di libri e strumenti digitali per la didattica. Sono questi alcuni dei principali contenuti del decreto legge “L’istruzione riparte”, approvato lo scorso 7 novembre in Parlamento.

Sul fronte della dispersione scolastica in tutte le scuole di ogni ordine e grado, il decreto prevede risorse pari a 15 milioni di euro (3,6 per il 2013, 11,4 per il 2014). Sarà avviato un Programma di didattica integrativa che contempla il rafforzamento delle competenze di base e metodi didattici individuali e il prolungamento dell’orario per gruppi di alunni nelle realtà in cui è maggiormente presente il fenomeno dell’abbandono e dell’evasione dell’obbligo, con attenzione particolare alla scuola primaria e all’integrazione degli alunni stranieri. L’amministrazione scolastica potrà promuovere, in collaborazione con le Regioni, progetti che prevedano attività di carattere straordinario anche contro la dispersione scolastica da realizzare con il personale delle graduatorie provinciali.

Saranno inoltre previste misure per far conoscere agli studenti il valore educativo e formativo del lavoro, anche attraverso giornate di formazione in azienda. Verrà avviato un programma sperimentale per gli anni 2014/2016 per permettere agli studenti degli ultimi due anni della scuola secondaria di secondo grado periodi di formazione presso le aziende. Gli Istituti tecnici superiori potranno stipulare convenzioni con imprese per la realizzazione di progetti formativi congiunti per un periodo di formazione regolato da un contratto di apprendistato, possibilità che riguarderà anche le Università.

Per far fronte alle carenze strutturali delle scuole, per la costruzione di nuovi edifici scolastici, per l’adeguamento o la costruzione di nuove palestre nelle scuole ed edifici e residenze universitarie di proprietà degli enti locali, le Regioni potranno contrarre mutui trentennali, a tassi agevolati, con la Banca Europea per gli Investimenti, la Banca di Sviluppo del Consiglio d’Europa, la Cassa depositi e prestiti o con istituti bancari. Gli oneri di ammortamento saranno a carico dello Stato.

Il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Maria Chiara Carrozza, ha dichiarato che i decreti attuativi del dl Istruzione sono pronti. “Ora – ha aggiunto il ministro – occorre portare a termine il lavoro avviato con questo primo importante passo avanti, per arrivare ad una vera riforma del nostro sistema, che porti definitivamente l’Istruzione, l’Università e la Ricerca al centro della risposta alla crisi che il nostro Paese sta attraversando”.
In allegato l’infografica che illustra i contenuti del decreto, realizzata dal Miur.

MIUR-istruzione-infografica-07-11-13

 

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formaz tecnUna nuova fotografia dell’attuale sistema di istruzione e formazione nell’intera Ue è stata fornita dall’ultimo monitoraggio annuale pubblicato dalla Commissione europea lo scorso 30 ottobre.
Lo studio per il 2013 fornisce un quadro dei progressi di ciascun paese in relazione a parametri di riferimento e indicatori specifici ed evidenzia le più recenti tendenze ed analisi politiche. Accompagnato da 28 relazioni individuali per paese e da uno strumento di visualizzazione online, il documento fornisce un grande numero di dati destinati a facilitare l’applicazione di una politica dell’istruzione fondata su elementi concreti a livello europeo.

Sedici Stati membri hanno tagliato le spese per l’istruzione tra il 2008 e il 2011 e in sei Stati ci sono stati ulteriori significative diminuzioni di spesa nel 2012. Il monitoraggio di quest’anno conferma il calo nel tasso di occupazione dei giovani che hanno concluso da poco il loro ciclo di studi con almeno una qualifica secondaria superiore: solo il 76% trova infatti un lavoro, rispetto all’82% del 2008. Mentre per tutti gli Stati membri risulta ancora evidente il vantaggio assicurato in termini di occupazione da una laurea universitaria, ben un quinto della popolazione Ue in età lavorativa con un titolo di studio universitario occupa posti di lavoro che di norma richiedono qualifiche inferiori. Malgrado gli elevati livelli di disoccupazione, quindi, siamo di fronte a un preoccupante divario tra le competenze fornite dai sistemi dell’istruzione e della formazione e quelle richieste dal mercato del lavoro.

Ai dati forniti dal Monitoraggio 2013 si aggiungono nuove relazioni tecniche, come uno studio sull’abbandono dell’istruzione superiore e uno studio sulla mobilità nel campo dell’apprendimento.
Il tasso di abbandoni prematuri dell’istruzione e della formazione continua a calare, attestandosi sul 12,7%. L’obiettivo Ue per il 2020 è il 10% o meno. Con un tasso di disoccupazione tra i giovani che lasciano prematuramente la scuola lievemente superiore al 40%, la sfida più impegnativa sarà la transizione dalla scuola al mondo del lavoro. Tale transizione viene agevolata da tirocini di alto livello, apprendistati e modelli di apprendimento basati sul “sistema duale”, che combinano l’istruzione con l’esperienza pratica. Negli Stati membri che dispongono di sistemi ben sviluppati di istruzione basata sul lavoro, gli studenti provenienti da cicli di istruzione e formazione professionale incontrano minori difficoltà nel passare dalla scuola al mondo del lavoro. Ma anche il movimento opposto, dal lavoro alla formazione, richiede maggiore attenzione: solo l’1% dei giovani tra 18 e 24 anni segue attività di apprendimento non formali dopo avere abbandonato il percorso di apprendimento formale.
Mentre il tasso di completamento dell’istruzione terziaria nell’UE sta lievemente aumentando, e ha raggiunto il 35,7% avvicinandosi così all’obiettivo Europa 2020 (40%), gli sforzi politici si spostano verso la riduzione dei tassi di abbandono, il rafforzamento della qualità e della pertinenza nonché la promozione della mobilità internazionale degli studenti.

In allegato la scheda relativa all’Italia contenuta nel Monitoraggio 2013.

monitor2013–Scheda-Italia

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TIROCINI/ Le Regioni regolamentano: indennità per tutti

2 novembre 2013
by Alessandro Panzarasa

tirocinio-300x200I tirocini formativi e di inserimento lavorativo in Italia rappresentano, nel rigido sistema del mercato del lavoro italiano, uno dei pochi spazi reali in cui la formazione e l’esperienza lavorativa s’incontrano.  E’ risaputo che le competenze  istituzionali in merito a questa materia appartengono alle Regioni le quali per anni sono andate ognuna per la propria strada con regolamentazioni territoriali spesso divergenti e comunque  senza punti di riferimento comuni. Lo scorso anno il Governo Monti con la legge 92/12 (art.1 comma 34) ha indicato una strada per coordinare per quanto possibile  le varie discipline regionali garantendo nello stesso tempo l’autonomia concessa alle Regioni dal Titolo V della Costituzione. Il tentativo è da iscriversi in una tendenza comune ad altre materie e anche ad altre forme di incrocio lavoro/formazione (per esempio l’apprendistato di cui sono state recentemente approvate in Conferenza Stato-Regioni le Linee Guida Nazionali a cui tutte le Regioni dovranno attenersi).

Le Linee Guida in materia di Tirocini sono state approvate il 24 gennaio 2013 in Conferenza Stato-Regioni  ed avrebbero dovuto essere recepite nelle normative regionali entro il 24 luglio di quest’anno. La situazione ad oggi è la seguente: 12 Regioni hanno recepito compiutamente le Linee Guida, 5 più 2 Province autonome in modo parziale e 2 risultano ancora oggi inadempienti. Ultima in ordine di tempo – ad oggi – Regione Lombardia la cui delibera sarà pubblicata a giorni.

Va subito detto che l’intento del Governo Monti  deve essere valutato molto positivamente poiché cerca di mettere la parola fine a un proliferare di regolamentazioni che complicano l’utilizzo dell’istituto.  Quindi la direzione dell’intervento non può che essere condivisa e valorizzata. D’altra parte risulta innegabile il fatto che le regolamentazioni risentono ancora delle autonomie regionali poiché le Linee guida sono state concepite come standard minimi per cui ogni Regione può modulare la propria normativa alzando l’”asticella” secondo i propri intendimenti. Per esempio su uno dei temi più “caldi” quale è quello dell’indennità di partecipazione si notano differenze che variano tra i 300 e i 600 euro mensili. Tuttavia è da segnalare il fatto che le Linee Guida rendono obbligatoria la corresponsione dell’indennità, ma non l’ammontare che ogni Regione definisce autonomamente.  E a ben guardare l’effetto è significativo poiché per esempio in Lombardia (DGR 3153 del 20/3/2012) come in altre Regioni, l’indennità era assolutamente facoltativa, mentre in altre  risultava già obbligatoria. Se mai sarebbe utile domandarsi se sia stata una scelta felice o se invece l’obbligatorietà dell’indennità non rappresenti in realtà un acceleratore dell’abuso più frequente e cioè dell’intendere il tirocinio come un “contratto sostitutivo” al contratto di lavoro.

Complessivamente, pur nelle diversità che permangono tra le normative regionali, sui punti più rilevanti (durata, soggetti promotori, indennità, n° max tirocinanti in azienda) i range di differenza sono piuttosto contenuti con alcuni casi isolati di forte diversità. Per esempio sulla durata, tranne una Regione che misura in ore (500) la durata massima, le altre si attestano praticamente tutte sulle indicazioni delle Linee Guida; la scelta dei soggetti promotori è allineata con un blocco comune a tutte le Regioni (soggetti accreditati per la formazione e/o i servizi al lavoro e scuole) più soggetti espressione di specificità e sensibilità regionali (per esempio soggetti attivi nel volontariato); così come per il n° massimo di tirocinanti in azienda le Regioni si sono allineate alle indicazioni delle Linee Guida con alcune varianti ma sempre in range di differenza contenuti.

In sostanza si può osservare che è in atto un cambiamento di metodo di lavoro tra le Regioni e tra le Regioni e lo Stato, e che naturalmente occorre compiere altri passi decisi in questa direzione, ma risulta molto positivo che si sia imboccato un percorso virtuoso che mira ad unificare per quanto possibile le regolamentazioni regionali. D’altra parte finche esisteranno competenze esclusive delle Regioni in materia risulta difficile istituire una legislazione uniforme. Ma evidentemente ciò che osta non è la materia “tirocinio”.

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fpSaranno i poli formativi territoriali il fulcro attorno al quale ruoterà il nuovo sistema toscano della formazione professionale, così come sarà delineato dalla riforma il cui percorso è stato avviato dalla giunta con l’approvazione del preliminare della proposta di modifica della legge 32 (testo unico in materia di istruzione, formazione e lavoro). A presentare la proposta è stato l’assessore alle attività produttive lavoro e formazione Gianfranco Simoncini.

I dati statistici sulla formazione – spiega l’assessore – mettono in luce che, in Toscana, sia la partecipazione che i risultati occupazionali sono migliori rispetto alla media nazionale. Ma la necessità di rendere la nostra economica più competitiva e reattiva rispetto alla crisi in atto ci ha spinto ad una riflessione che ha coinvolto tutti i soggetti del settore con l’obiettivo di far fare al sistema della formazione professionale un salto di qualità ulteriore, legandolo sempre di più alle esigenze del sistema produttivo toscano, strutturandolo e radicandolo maggiormente nel territorio.

L’assessore ha spiegato che, nel quadro di un’organizzazione più strutturata e stabile, i poli formativi territoriali dovranno essere al centro di una rete che veda la sinergia fra istruzione tecnica e professionale, organismi di formazione, università e centri di ricerca ed innovazione, imprese e sindacati. I poli formativi su base territoriale – afferma Simoncini – saranno il punto di riferimento per garantire un’offerta formativa stabile, in un’ottica di medio lungo periodo e su ambiti di intervento definiti in forte integrazione con le necessità del sistema economico toscano nelle sue diverse specializzazioni. A questo che sarà il canale principale, si affiancano un secondo canale, più legato alle esigenze del breve periodo, costituito dalla messa a bando delle attività di volta in volta necessarie a completare l’attività formativa dei poli. Un terzo canale sarà infine quello dell’offerta da catalogo, riservata alla domanda individuale di crescita prof essiona le da parte dei singoli cittadini.

I tre canali saranno parte integrante di un’unica offerta formativa pubblica. Un’offerta riconoscibile e trasparente – prosegue Simoncini – sia nei contenuti che nei tempi, basata su una valutazione seria dei fabbisogni e dei risultati”. Quanto alla governance del sistema, sarà necessario fare i conti con la riforma in atto delle Province, cui è attualmente demandata l’attività di formazione. L’obiettivo è quello di affidare alla Regione la determinazione delle scelte programmatiche fondamentali attraverso una lettura dei fabbisogni espressi dai territori. Un altro degli obiettivi della riforma sarà quello di rivedere le modalità di accreditamento degli organismi formativi, snellendo il carico burocratico ma accrescendo le garanzie per gli utenti, semplificando i controlli. A questi si aggiunge il tema della certificazione delle competenze, che sarà sviluppato anche in sintonia con il sistema nazionale, in modo da garantire ai cittadini toscani il diritto al riconoscimento e alla valorizzazione delle competenze acquisite, sia in contesti formali che informali.

Dopo che il Consiglio Regionale avrà discusso il documento preliminare, si aprirà il confronto con le parti sociali e con gli enti locali per arrivare alla definizione puntuale della proposta di legge.

La formazione è uno degli strumenti principali per lo sviluppo. In qualunque età della vita. La Toscana sul fronte della formazione della popolazione adulta, fra i 25 e i 64 anni, registra performance positive, sia rispetto alla media nazionale che a quella delle regioni del centro-nord. Dal 2008 al 2011 la partecipazione delle persone senza lavoro all’attività di formazione è aumentata progressivamente: nel 2011 si trattava del 6,4%, a fronte di una media nazionale del 5,7%. La Toscana si pone così al secondo posto, con l’Emilia Romagna e dopo il Trentino Alto Adige, per l’apprendimento permanente. Restano criticità, in particolare, per quanto riguarda i giovani (nel 2011 nella fascia di età 15-29 il 17% dei giovani non studia, nè frequenta corsi di formazione, né lavora), per questo la riforma della formazione, ha assicurato Simoncini, dedicherà a questi soggetti, così come ai disoccupati, ai lavoratori espulsi da imprese in crisi, alle donne, ai precari, una particolare attenzione.

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APPROFONDIMENTI…

25 ottobre 2013
by Chiara Scarpellini

libroPubblichiamo di seguito un elenco di link ad approfondimenti tematici:

- “Il ruolo della scuola e della formazione”

L’inclusione sociale va intesa come la situazione in cui le persone hanno l’opportunità di vivere secondo le proprie scelte e valori e di poter migliorare le proprie condizioni di vita. Educare all’inclusione significa includere le soggettività delle persone all’interno di una comunità condivisa e solidale. In questo contesto, il Miur dal 2009 è impegnato ad applicare nelle scuole il modello Icf, il nuovo paradigma sul concetto di salute globalmente intesa come benessere psico-fisico socio/ambientale.

Pavoncello_ Ruolo della scuola e della formazione

 

- “La valutazione di efficacia delle politiche di sostegno e accompagnamento al più rapido e migliore reinserimento lavorativo. Proposta per innestare una buona pratica valutativa europea cogliendo le opportunità offerte dalle trasformazioni in atto nel sistema di workfare italiano”

Il documento affronta il tema generale della valutazione delle politiche del lavoro. I suoi connotati applicativi vengono sviluppati nell’ambito della valutazione delle politiche di accompagnamento al reinserimento lavorativo delle persone che hanno perso il lavoro. L’obiettivo è quello di: avanzare una proposta, sul piano metodologico generale e di sistema, per la valutazione di efficacia delle politiche di sostegno e accompagnamento al reinserimento lavorativo dei lavoratori licenziati, capace di innestarsi proficuamente sui processi di trasformazione/evoluzione che, nell’ultimo quadriennio (2009-2012), hanno ridisegnando il sistema di workfare italiano.

De Vincenzi_Valutazione_efficacia_politiche di sostegno

 

- “Le politiche attive del lavoro collegate ai trattamenti in deroga: l’attuazione del programma di contrasto alla crisi occupazionale nella Regione Marche”

Il paper espone i risultati scaturiti dall’analisi effettuata, nel periodo 2009-2012, su uno specifico contesto territoriale – la Regione Marche – come esito della prima fase conoscitiva (ricognitiva) di un processo sperimentale in corso di realizzazione, finalizzato alla condivisione di percorsi di analisi valutativa ad hoc sugli interventi di politica attiva collegati ai trattamenti di sussidi al reddito in deroga, nell’ottica di istituzionalizzare pratiche di policy evaluation.

DeVincenzi_Giuliani_Poli_Politiche attive del lavoro

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peersIl Registro nazionale dei pari è l’elenco degli esperti italiani sulla metodologia Peer review (revisione fra pari) applicata all’istruzione e alla formazione professionale.
La Peer review è una metodologia che prevede la combinazione fra valutazione interna ed esterna ed interessa tutti gli organismi accreditati con l’obiettivo di accrescerne le performance, così come previsto nel Piano nazionale per l’assicurazione di qualità che recepisce le indicazioni della Raccomandazione europea sulla garanzia di qualità.
Il Modulo di candidatura e i requisiti necessari per richiede l’iscrizione nel registro, sono disponibili nella sezione del sito Isfol dedicata al Reference Point nazionale per la garanzia di qualità nell’istruzione e formazione professionale.

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