mercoledì, novembre 14, 2018
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Centri per l’impiego: criticità e riforme

Centri per l'impiego

A fine settembre 2018 il Consiglio dei Ministri ha aggiornato il documento di economia e finanza 2018 che prevede la sostituzione del REI (Reddito di inclusione) introducendo il reddito di cittadinanza e il potenziamento dei Centri per l’impiego nel 2019.
Tra i punti della riforma emergono

  • incentivo al mercato del lavoro con percorsi formativi vincolanti e l’obbligo di accettare almeno una delle prime tre proposte congrue
  • potenziamento dei centri per l’impiego
  • sviluppo competenze funzionali allo sviluppo delle diverse Regioni
  • sistema di tracciabilità dei fondi per la ristrutturazione dei centri per l’impiego da omogeneizzare tra le regioni
  •  piano di assunzioni di personale qualificato
  • Sistema Informativo Unitario e servizi avanzati per le imprese per facilitare l’attività di ricollocazione dei disoccupati
  • la piena interoperabilità delle banche dati a disposizione dello Stato e dei Centri per l’Impiego, consentendo l’incontro in tempo reale della domanda e dell’offerta di lavoro
  • sviluppo di un sistema generale di cittadinanza digitale che permetta al singolo individuo di partecipare alla società e al sistema del Paese online

Questa sarebbe l’ennesima proposta di come riorganizzare i Centri per l’impiego: secondo uno studio condotto sul 2017 da Cnos-Fap e centro di ricerca Noviter i Centri per l’impiego hanno visto troppe iniziative e molto eterogenee tra loro attivarsi senza un vero e proprio risultato. La loro missione principale di agevolare l’incontro domanda-offerta per assistere coloro in cerca di occupazione pare poco assolta, insieme a tutta una serie di altre criticità mostrate dai dati raccolti da Anpal del 2017.

Nonostante tutti questi ostacoli ancora presenti, gli investimenti fatti sono stati consistenti e , secondo quanto rilasciato dal governo attuale, le risorse previste per il Reddito di Cittadinanza, i Centri per l’impiego e i pensionamenti anticipati saranno di altrettanti 10 miliardi di euro: una cifra non indifferente e che si faticherà a sostenere. L’obiettivo principale però non deve essere tanto l’aumento dei finanziamenti, ma la vera attenzione ai bisogni dei Centri per l’impiego per renderli davvero funzionali ed efficienti.

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