martedì, Novembre 19, 2019
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Classifica delle Università 2020. Le italiane aumentano

Classifica delle Università 2020. Foto della scritta "University" sulla facciata di un edificio con delle finestre.

Ecco la classifica delle università 2020 della sedicesima edizione del Qs World university rankings.

Si tratta di una classifica dei primi mille atenei più prestigiosi al mondo. La classifica è stata stilata in base al punteggio ottenuto in questi sei indicatori:
– reputazione accademica;
– risultati ottenuti dai neo-laureati nel mercato lavorativo;
– l’opinione degli studenti sui loro professori/corsi;
– numero di facoltà che offrono studi in lingue straniere;
– presenza di studenti internazionali;
– maggior numero di citazioni scientifiche.

Sono 34 le università italiane presenti nelle prime 1000 della classifica delle Università 2020; cinque in più rispetto allo scorso anno con 14 atenei che migliorano la propria posizione.

Classifica delle Università 2020

Il nostro Paese risulta il settimo più rappresentato al mondo e il terzo a livello europeo (arriviamo dopo Regno Unito e Germania e prima di Francia e Spagna). Le nostre università, seppur a fatica, si stanno adeguando a quello che il mercato del lavoro richiede:

  • si rileva un aumento delle lauree interclasse, cioè di quei corsi che fondono due diverse classi di laurea in modo da preparare lo studente a quello che effettivamente gli sarà richiesto nei contesti lavorativi: applicare le conoscenze universitarie a più ambiti, con una capacità di adattamento più elevata. Ovviamente le lauree interclasse non assicurano il doppio titolo. Il titolo di laurea con cui ci si vuol laureare dipenderà dallo studente, il quale avrà la possibilità di cambiare idea fino all’ultimo anno (per prendere anche la laurea della seconda classe si dovranno aggiungere i crediti formativi mancanti);
  • aumentano le collaborazioni tra diversi atenei, un fatto impensabile solo pochi anni fa. I corsi interateneo sono quei corsi in cui due o più università si mettono insieme per contaminarsi, diventare più accattivanti e per garantire più possibilità lavorative ai suoi iscritti. È sicuramente un modo geniale per adeguarsi al contesto del mercato del lavoro attuale.

Nonostante il triste dato che posiziona ancora l’Italia come penultima nell’UE per quanto riguarda il numero effettivo di laureati (nella fascia d’età 30-34 anni), possiamo comunque essere orgogliosi per quello che le università italiane possono offrire.

Quello che serve ora è una rivoluzione economica e culturale che porti nel futuro a più iscrizioni nei nostri atenei.

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