mercoledì, novembre 14, 2018
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Quali sono le competenze del futuro?

Competenze

L’avvento dell’industria 4.0 sconvolgerà da qui a pochi anni il mondo del lavoro e, conseguentemente, la preparazione richiesta per farne parte. Il World Economic Forum sostiene che entro il 2022 tale processo eliminerà 75 milioni di posti di lavoro ma ne creerà altrettanti 133 milioni. Per farne parte saranno necessarie, secondo una ricerca presentata in occasione del EY Digital Summit 2018, competenze diversificate: dall’aspetto tecnico alle competenze sociali e cognitive (ad esempio lavoro in team ma anche problem solving, cloud computing, data mining, pensiero creativo  ed empatia).

Infatti, sempre in occasione di un’intervista all’EY Digital Summit 2018 fatta a Donato Ferri, Mediterranean people advisory services Leader di EY, le competenze del futuro si presentano per un 30% del tutto nuove, un 30% che si andrà a perdere e un 40% che subirà modifiche importanti; con un totale del 60% dei profili richiedenti tanto competenze tecniche quanto quelle relazionali e sociali  (le cosiddette soft skills trasversali). Si parla di capacità di gestione dei linguaggi dell’informazione che oggi si stanno moltiplicando.

Le aziende italiane oggi sono sempre più esposte a un rischio di mancanza di corrispondenza tra domanda e offerta proprio come conseguenza di tale mancanza di competenze. Sempre secondo Ferri, serve stabilire strategie sistematiche di modelli lavorativi su misura per i bisogni delle aziende e che siano coordinati tra i singoli dipendenti.

Proprio per questo motivo si fa sempre più urgente un lavoro di formazione importante, che oggi tende a mancare (solo il 20% delle aziende hanno sviluppato modi di fare formazione nuovi e aggiornati). I nuovi programmi du formazione sono più completi e rispettosi delle richieste diversificate e più flessibili del nuovo mercato. Inoltre è importante tener conto del fatto che la formazione è continua, nel senso che sarà necessario un aggiornamento costante, life-long.

Insomma, le figure del lavoro 4.0 saranno figure ibride, con capacità tradizionali e digitali. Dovranno essere professionali e creativi, avere capacità tecniche ma anche essere in grado di interagire con le nuove ‘macchine intelligenti’.

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