venerdì, Aprile 19, 2019
Learning Italy

Competenze digitali: l’Italia rischia di rimanere indietro.

competenze digitali

L’OCSE ha pubblicato un nuovo rapporto (Italia: come ottenere le giuste competenze): secondo l’OCSE, le riforme del sistema educativo (la Buona Scuola), del mercato del lavoro (Jobs Act) e le misure di politica industriale (Industria 4.0) possono ridurre gli squilibri nel mercato del lavoro Italiano. Attualmente l’offerta e la domanda di competenze digitali sono ancora troppo basse, causando effetti negativi sulla produttività, la crescita e l’utilizzo delle nuove tecnologie nel nostro paese.

I dati contenuti nel rapporto evidenziano un’alta domanda di competenze relative alle nuove tecnologie (computer, elettronica, software, tecnologie digitali). L’Italia deve ancora lavorare molto nello sviluppo delle nuove competenze individuate per poter affrontare al meglio il mercato del lavoro futuro. Già adesso professionisti con buone competenze digitali e informatiche presentano risultati migliori in termini di occupabilità e di stipendi. Tuttavia la domanda delle competenze tecnologiche è ancora troppo debole e rimane circoscritta alle grandi aziende italiane, che rappresentano una parte minoritaria. Il restante 85%, costituito da piccole e medie imprese, rimane ancorato a settori tradizionali in cui la richiesta di alte competenze è ridotta.

Il rapporto (Italia: come ottenere le giuste competenze) mostra come gli italiani, invece, si specializzino in aree con scarsi sbocchi occupazionali. Il 35% dei lavoratori italiani ha una occupazione non legata al percorso di studi, mentre il 25% è sovra-qualificato rispetto al posto di lavoro. Tutto ciò ha anche conseguenze sullo stipendio: in media è il 17% inferiore rispetto a quello di un lavoratore specializzato in un’area con chiari sbocchi occupazionali.

Il rapporto (Italia: come ottenere le giuste competenze) propone anche delle soluzioni a questi problemi:

  • Creare maggiori legami tra percorso formativo e mondo del lavoro: gli Istituti Tecnici Superiori (ITS) hanno ottimi risultati da questo punto di vista, così come le Lauree Professionalizzanti: consentono di sviluppare le giuste competenze richieste, grazie a uno stretto legame con il mondo del lavoro. L’OCSE propone che la stessa cosa venga fatta a tutti i livelli formativi, non solo negli ITS e nelle lauree professionalizzanti.
  • Sviluppare l’Alternanza scuola-lavoro: l’alternanza scuola-lavoro si è rivelata un ottimo strumento, ma è necessario migliorarla ulteriormente sia nella scelta del contenuto dell’apprendimento sul luogo di lavoro, sia nelle relazioni tra scuole e imprese. Ciò è importante soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno.
  • Migliorare la formazione continua: la formazione dei lavoratori deve essere incentrata sullo sviluppo delle attuali competenze richieste dal mondo del lavoro (informatica, lingue straniere, competenze tecniche). Troppo spesso capita che la formazione continua investa, invece, in competenze inutili per gli sviluppi tecnologici attuali.
  • Rafforzare la cooperazione tra Stato e Regione nei Servizi all’Impiego: in particolare è necessario individuare chiari obiettivi omogeni e di qualità nell’erogazione di servizi ai disoccupati.

 

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