venerdì, Agosto 19, 2022
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PIAAC: CONFERENZA E ANALISI DEI DATI

conferenza

Il 28 e il 29 gennaio 2020 si è tenuta la Conferenza internazionale PIAAC con l’obbiettivo di promuovere la conoscenza e l’utilizzo dei dati PIAAC. PIAAC è un programma internazionale finalizzato alla valutazione delle competenze della popolazione adulta, ideato dall’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico), che vede la partecipazione di molti Paesi del mondo, tra cui l’Italia

La Conferenza, organizzata dall’OCSE in collaborazione con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, l’ANPAL e l’INAPP, ha rappresentato un momento utile per discutere i risultati di attività di ricerca fondate su dati PIAAC, sia a livello nazionale che internazionale.

Nel 2017 l’ANPAL (Agenzia Nazionale Politiche Attive del Lavoro) ha avviato sul territorio nazionale la sperimentazione del PIAAC – Formazione & Competenze Online, un questionario di auto valutazione delle competenze “chiave” della popolazione adulta. Il target a cui era rivolta la sperimentazione era quello dei disoccupati di lunga durata (almeno sei mesi) in carico ai Centri per l’impiego (Cpi).

PIAAC

Lo strumento PIAAC è stato progettato per fornire un quadro delle competenze individuali in materia di:

  • literacy: viene definita come la competenza di capire, valutare, utilizzare ed esaminare testi scritti per partecipare alla vita sociale, per raggiungere obiettivi, sviluppare conoscenza e potenziare il capitale umano.
  • numeracy: l’abilità di accedere a, utilizzare, interpretare e comunicare informazioni e idee matematiche, per affrontare e gestire problemi di natura matematica in un certo numero di situazioni della vita adulta.
  • problem solving in ambienti tecnologicamente avanzati: riguarda la capacità di usare la tecnologia per risolvere problemi e compiere operazioni complesse. Si tratta della capacità di agire in relazione a un ambiente tecnologicamente complesso, per risolvere una serie di problemi che ogni individuo adulto si trova di fronte ogni giorno in quanto utilizzatore di tecnologie digitali.

Inoltre include moduli sulle competenze agite, gli interessi e gli obbiettivi di carriera e sul benessere soggettivo e la salute.

IL PUNTEGGIO

Il punteggio ottenuto nella prova di literacy è fondamentale per proseguire il test: gli utenti con punteggio inferiore a 250 devono sostenere una prova di reading components. Questa sezione si compone di tre livelli di valutazione: “Vacabolario”, “Elaborazione di frasi” e “Comprensione di brani”. In particolare la prova di vocabolario valuta l’abilità nel riconoscere le parole usate in ambito familiare e lavorativo; l’elaborazione di frasi valuta la capacità nel comprendere il senso di frasi di diversa difficoltà, mentre la comprensione di brani analizza la capacità di analizzare brani tra quelli che si incontrano nella vita di tutti i giorni.

La sperimentazione PIAAC è stata realizzata nel corso di un anno, dal 2017 al 2018 su 3.704 utenti disoccupati. La distribuzione degli utenti sul territorio è:

LITERACY E NUMERACY

I punteggi delle prove di literacy e numeracy sono calcolati su una scala che va da 0 a 500 e vengono divisi in cinque livelli.

Il valore medio ottenuto dagli utenti nella prova di literacy è di 279 punti che corrispondono al terzo livello della scala PIAAC. Si può subito notare una differenza significativa tra le regioni del Nord, che hanno un punteggio medio di 289 punti, e quelle del Sud e delle Isole, che hanno un punteggio medio di 259 punti.

Per quando riguarda i risultati in numeracy la media dei punteggi è di 270, più bassa quindi di quella di literacy.

Per entrambe le prove si può notare come le donne si collocano in minor percentuale nei livelli più bassi e in numero maggiore al Livello 3. Sia in numeracy che in literacy la fascia d’età che ha ottenuto i migliori risultati è quella dei più giovani (fino a 24 anni). Per quanto riguarda il titolo di studio si nota che i partecipanti con laurea o con un titolo post-laurea rappresentano il 50% dei rispondenti che si trovano al Livello 3.

READING COMPONENTS

I risultati ottenuti nella prova di reading components vengono valutati in termini di esattezza e velocità. I punteggi vengono classificati in quattro livelli diversi: alto, medio-alto, medio-basso, basso.

Il gruppo che ha risposto alla reading components è formato dal 24,3% del totale dei partecipanti. Si tratta di soggetti in prevalenza maschile, in maggioranza appartenenti alla fascia di età dei 45-54 anni, dotati per la maggior parte di un titolo d’istruzione secondaria di primo grado o di secondaria di secondo grado.

Solo nella sezione relativa al vocabolario la maggior parte dei partecipanti ha raggiunto i livelli “medio-alto” e “alto”. Nella sezione elaborazione di frasi vediamo una certa difficoltà nell’esecuzione così come nella comprensione dei brani.

PROBLEM SOLVING

I punteggi del problem solving si calcolano da 0 a 500 e si dividono in quattro livelli. Il punteggio medio è di 277 punti e corrisponde quindi al Livello 1. In questa prova la differenza tra Nord e Sud è meno marcata. Infatti in tutte e quattro le zone d’Italia il livello medio raggiunto è il Livello 1. Le differenze si notano quando si analizza la fascia d’età e il titolo di studio dei partecipanti. Le performance migliori le troviamo tra gli appartenenti alla fascia d’età dai 25 ai 34 anni e tra coloro che possiedono una laurea o un titolo post-laurea.

Durante lo studio si è cercato di mettere in relazione le caratteristiche personali degli utenti dei Cpi (titolo di studio, età, esperienze professionali ecc.) con gli esiti delle prove, restituendo a ciascuna regione, con riferimento al target prescelto, informazioni utili anche per la progettazione di percorsi formativi mirati in presenza di specifiche carenze di competenze di base o trasversali evidenziate attraverso la sperimentazione.

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