giovedì, Ottobre 22, 2020
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Diritto allo Studio: l’intervento del MIUR

236 milioni di euro. Ecco la somma stanziata dal Ministero dell’Istruzione per garantire il diritto allo studio a tutti gli studenti e le studentesse delle scuole secondarie di I e II grado in condizioni di svantaggio.

Questi stanziamenti aggiuntivi, rispetto a quelli già definiti per il nuovo anno scolastico, sono parte dei fondi PON non ancora utilizzati e che accrescono l’ammontare di risorse da sfruttare per garantire il diritto allo studio a studenti e studentesse.

Risorse per libri e materiale didattico

L’obiettivo che si è posto il MIUR con lo stanziamento di questo ulteriore pacchetto è garantire il diritto allo studio, sancito dagli articoli 33 e 34 della Costituzione Italiana. I soggetti che andranno a beneficiarne sono studenti e studentesse con BES – Bisogni Educativi Speciali – o DSA – Disturbi Specifici dell’Apprendimento che vivono in una condizione di svantaggio socio-economico e culturale.

Questo pacchetto potrà essere utilizzato da parte degli Istituti Scolastici per acquistare supporti (anche devices), libri e kit scolastici da distribuire agli studenti maggiormente bisognosi.

Quindi, con quest’azione si vogliono sia migliorare le competenze degli allievi sia ridurre il tasso di abbandono agli studi, particolarmente influenzato dalla scarsità di risorse che la famiglia può destinare al supporto dello studio.

Istituti scolastici in prima linea per il diritto allo studio

I soggetti che possono richiedere queste risorse al fine di garantire il diritto allo studio di studenti e studentesse sono tutte le istituzioni scolastiche di I e II grado poste sul territorio nazionale, eccezion fatta per quelle ubicate in Trentino Alto-Adige e Valle d’Aosta, oltre che le scuole paritarie secondarie di I e II grado non commerciali.

In tal modo, questi soggetti saranno in grado di acquistare i supporti didattici disciplinari riconosciuti, grazie ai fondi ricevuti da parte del MIUR e distribuire le stesse a tutti gli studenti e studentesse individuati, garantendo loro una maggiore integrazione nel percorso di studi.

Come si compone la spesa che i soggetti beneficiari sostengono?

L’importo complessivo della spesa riconosciuta agli Istituti Scolastici e Paritari non commerciali per garantire il diritto allo studio di molti loro studenti, si costituisce di tre voci principali: acquisizione di supporti didattici disciplinari, spese organizzative generali e pubblicità.

La spesa massima per l’acquisto di supporti disciplinari si differenzia rispetto l’ordine di appartenenza dell’istituto, in quanto dipende dal numero degli studenti coinvolti:

  • Istituzioni scolastiche secondarie di I grado: è ammessa una spesa fino a 100 mila euro:
  • Istituzioni scolastiche secondarie di II grado: è ammessa una spesa fino a 120 mila euro.

Pertanto, queste spese verranno calcolate considerando il ESCS, cioè l’indicatore di status socio-economico e culturale delle famiglie e il numero di studenti individuati per ciascun livello dell’indicatore, entro una percentuale corrispondetene e stabilita dal MIUR.

Valutazione delle candidature

Il 23 luglio 2020 è terminato il tempo disponibile per Istituiti scolastici interessati per poter presentare la domanda di ottenimento dei fondi stanziati dal MIUR. Ricevute le domande, il Ministero provvederà all’accertamento dei dati dichiarati per poi attribuire un punteggio alle candidature verificate.

Il punteggio è conferito dal Sistema Informativo rispetto i criteri identificati, quali: livello di disagio negli apprendimenti, tasso di abbandono (solo per la scuola secondaria di II grado), tasso di deprivazione territoriale e status socio-economico e culturale della famiglia di origine.

Infine, sulla base dei punteggi attribuiti, sarà stilata una graduatoria nazionale distinta rispetto il ciclo di studi che permetterà l’allocazione delle risorse al fine di garantire il diritto allo studio di studenti e studentesse svantaggiati.

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