giovedì, aprile 19, 2018
Learning Italy

Dispersione scolastica: fenomeno in calo, ma rimane il divario tra Nord e Sud.

dispersione scolastica

L’Ufficio Statistica e Studi del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha curato una pubblicazione sulla dispersione scolastica nelle scuole secondarie di I e di II grado. La pubblicazione evidenzia come i ragazzi siano maggiormente coinvolti nella dispersione rispetto alle ragazze; inoltre si registrano percentuali di abbandono più alte tra gli studenti di cittadinanza non italiana non nati in Italia. Nel nostro Paese il fenomeno è in calo perché c’è stato un miglioramento negli ultimi anni; tuttavia rimangono forti divari sociali e territoriali. Per questo è stato creato un apposito gruppo di lavoro che ha lavorato sulla base dei dati emessi dal Miur ed entro dicembre consegnerà delle linee guida per il contrasto e la prevenzione della dispersione scolastica.

In Europa l’indicatore utilizzato per la quantificazione del fenomeno è quello degli early leaving from education and training (ELET). Per l’Italia questo indicatore mostra un miglioramento: nel 2016 si attesta al 13,8%, contro il 20,8% del 2006. L’Italia si avvicina al raggiungimento del 10%, obiettivo Europeo per il 2020. A livello regionale si evidenzia il divario fra Nord e Sud con Sicilia, Campania, Sardegna, Puglia, Calabria sopra la media nazionale della dispersione. Oltre all’indicatore europeo, molti Paesi hanno elaborato specifici indicatori a livello nazionale per quantificare la dispersione scolastica. In Italia si quantifica il fenomeno della dispersione scolastica a livello nazionale a partire dai dati dell’Anagrafe Nazionale degli Studenti.

Scuola secondaria di I grado:

Secondo la pubblicazione nell’anno scolastico 2015/2016 lo 0,8% di coloro che frequentava la scuola secondaria di I grado ha abbandonato gli studi in corso d’anno o nel passaggio fra un anno e l’altro. I ragazzi presentano una percentuale di abbandono maggiore rispetto alle ragazze. Inoltre al Sud la percentuale è maggiore (1%), in particolare in Sicilia, Calabria, Campania e Lazio; mentre nel Nord Est la percentuale è più contenuta (0,6%), in particolare in Emilia Romagna e nelle Marche. La dispersione scolastica colpisce maggiormente i cittadini stranieri rispetto a quelli italiani (3,3%, contro lo 0,6% degli alunni con cittadinanza italiana): gli stranieri nati all’estero (4,2%) hanno maggiore difficoltà rispetto agli stranieri di seconda generazione nati in Italia (2,2%). L’abbandono è più frequente tra gli alunni in ritardo con gli studi (5,1% contro lo 0,4% per gli alunni in regola), in particolare quelli con età superiore all’obbligo scolastico. Rispetto all’anno scolastico 2013/2014 si è registrato un calo complessivo (dall’1,08% all’0,83%).

Scuola secondaria di II grado:
L’abbandono in questo caso è del 4,3% ed è molto elevato nel primo anno di corso (7%). Anche qui i ragazzi abbandonano più delle ragazze e il sud ha una percentuale più elevata della media nazionale (4,8%). Sardegna, Campania e Sicilia presentano percentuali maggiori di abbandono (tra il 5,5% e il 5%); mentre Umbria, Veneto e Molise mostrano le percentuali più basse (tra 2,9% e 3,1%). Le scuole paritarie registrano un maggiore abbandono con una percentuale del 7,6% contro il 4,1% delle scuole statali. Anche per le scuole secondarie di II grado il fenomeno della dispersione scolastica colpisce maggiormente i cittadini stranieri rispetto a quelli italiani e gli alunni con ritardo scolastico. L’abbandono più contenuto si è registrato nei licei (2,1%), mentre sale per gli istituti tecnici (4,8%), per gli istituti professionali (8,7%) e per i percorsi IeFP che presentano la percentuale maggiore di abbandono (9,5%). Rispetto all’anno scolastico 2013/2014 si è registrato anche in questo caso un calo complessivo (4,4% contro il 4,3%).

 

Leggi anche: INTESA TRA ANPAL E MIUR: NUOVI TUTOR PER L’ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO.

Cosa ne pensi?