domenica, gennaio 20, 2019
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EDITORIALE: CORRETTO LO STATO DI DISOCCUPAZIONE, ORA DISOCCUPATI CON IMPIEGO

cerca lavoro.jpgE’ durata poco più di dieci mesi la definizione di “disoccupato” introdotta dal Jobs act. Lo schema di decreto legislativo approvato dal Consiglio dei Ministri il 10  giugno reintroduce il mantenimento dello stato di disoccupazione anche nel caso in cui il lavoratore percepisca redditi da lavoro dipendente o da lavoro autonomo al di sotto dei relativi limiti d’imposizione.

Dunque sono considerati disoccupati i lavoratori che:

  1. dichiarano, in forma telematica, al portale nazionale delle politiche del lavoro la propria immediata disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa ed alla partecipazione alle misure di politica attiva del lavoro concordate con il centro per l’impiego
  2. sono privi di un impiego che produca un reddito da lavoro dipendente o autonomo superiore ai relativi limiti d’imposizione

In sostanza si ritorna alla normativa previgente che permetteva il mantenimento dello stato di disoccupazione anche per coloro che percepivano un reddito lordo su base annua pari a 8.000 euro per i dipendenti e 4.800 per gli autonomi. Ecco infatti la formulazione della modifica:

“i) all’articolo 19, dopo il comma 1 è inserito il seguente: «1-bis. Ai fini del comma 1 si considerano disoccupati i lavoratori il cui reddito da lavoro dipendente o autonomo corrisponde ad un’imposta lorda pari o inferiore alle detrazioni spettanti ai sensi dell’articolo 13 del testo unico delle imposte sui redditi di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917.»”

L’effetto sul mercato del  lavoro è significativo poiché potranno accedere alla NASPI anche coloro che fino ad oggi ne erano esclusi magari solo perché titolari di un reddito di poche centinaia di euro. Le norme attuali infatti garantivano la continuità della NASPI anche in caso di reddito inferiore ai limiti d’imposizione ma non l’accesso.  Inoltre gli effetti positivi si avranno anche sull’anzianità di disoccupazione e sul conseguente calcolo del profiling(profilo personale di occupabilità) in caso di fruizione di politiche attive e anche sulla fruizione di bonus da parte delle aziende che assumono.

I problemi potrebbero essere invece legati alle modalità di verifica dello stato di disoccupazione ad oggi non più certificato dai Centri per l’Impiego ma auto-certificato dal lavoratore: il lavoratore auto-certificherà anche il reddito? In realtà il decreto  prevede che al sistema informativo unitario delle politiche del lavoro affluiscano  i dati contenuti nella banca dati reddituale, con riferimento alle dichiarazioni dei redditi con modello 730 o modello unico presentate dalle persone fisiche e alle dichiarazioni con modello 770 semplificato e alle certificazioni uniche presentate dai sostituti d’imposta.

Cosa ne pensi?