domenica, gennaio 20, 2019
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Fondi interprofessionali: verso una gestione pubblicistica

fondi interprofessionali

L’Anpal ha pubblicato una circolare con le nuove linee guida sulla gestione delle risorse dei fondi interprofessionali. In Italia sono stati creati dei fondi paritetici interprofessionali nazionali finalizzati a finanziare interventi di formazione continua. Le risorse sono destinate alle imprese aderenti ai Fondi, che liberamente versano il contributo obbligatorio dello 0,30% della retribuzione di ciascun lavoratore.

Nella circolare del 10 aprile 2018 si ribadisce che i Fondi interprofessionali, anche se soggetti di diritto privato, vengono qualificati come organismi di diritto pubblico. Questo significa che le acquisizioni di beni e servizi per il funzionamento dei Fondi sono sottoposte al codice dei contratti pubblici e alla vigilanza dell’Anac.

Le risorse dei Fondi interprofessionali hanno due modalità di assegnazione per la realizzazione di attività formative:

  • Assegnazioni alle aziende (conto individuale): le risorse vengono assegnate alle aziende che hanno versato i contributi attraverso un conto individuale o un conto azienda. In questo caso è prevista una restituzione all’azienda di quanto ha versato. I fondi non sono sottoposti a una disciplina specifica e al regime degli aiuti di Stato.
  • Assegnazioni solidaristiche (conto collettivo): le risorse vengono assegnate in base a un iter selettivo, con valutazioni di merito delle proposte formative. Questa modalità è sottoposta all’applicazione del regime degli aiuti di Stato’a, perciò è soggetta a criteri di valutazione e a elementi regolatori dell’attività.

La circolare dell’Anpal stabilisce anche che i fondi interprofessionali devono presentare un regolamento generale di organizzazione, gestione, rendicontazione e controllo. Ogni regolamento generale deve essere trasmesso all’Anpal entro e non oltre l’8 agosto 2018 (120 giorni dalla pubblicazione delle linee guida). Il regolamento deve essere sottoposto a principi di trasparenza e responsabilità amministrativa, seguendo il Decreto legislativo n^ 231 del 2001. Devono essere anche distinti i ruoli (tra ruoli di valutazione, gestione e controllo delle attività formative) e le responsabilità.

 

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