martedì, Dicembre 1, 2020
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FONDO NUOVE COMPETENZE: Il nuovo fondo previsto dal DL Rilancio

barattolo pieno di soldi in cui cresce una pianta

Il Decreto- Legge del 19 maggio 2020 n. 34 riporta le misure adottate dal Governo per dare un nuovo impulso all’economia, consentendo la progressiva ripresa delle attività economiche. Salute, sostegno alle imprese, supporto alle famiglie sono solo alcuni dei temi affrontati dal decreto, che introduce numerose misure, tra cui, all’art. 88, il Fondo Nuove Competenze. Questo nuovo fondo dovrebbe andare a supportare la naturale rimodulazione delle ore di lavoro che sta avvenendo nelle aziende, destinando parte dell’orario lavorativo ad attività formative. Da questa disposizione traspare il tentativo del Governo di anticipare le politiche passive, investendo nella formazione e nelle politiche attive.

Il decreto-legge del 19 maggio 2020

Il decreto ha fatto molto parlare di sé, ma è normale se si pensa alla quantità di tematiche che affronta. Tra gli argomenti che hanno suscitato particolare interesse c’è il Fondo Nuove Competenze, previsto nell’ambito delle misure urgenti in materia di lavoro e politiche sociali.

La norma dell’art. 88 prevede l’investimento da parte dello Stato di 230 milioni di euro per il finanziamento della formazione di lavoratori le cui ore lavorative sono state rimodulate. Infatti, dopo l’arresto improvviso delle attività economiche, per molte imprese risulta impensabile l’immediata ripartenza a pieno regime. Infatti, a molti lavoratori sono stati ridotti gli orari lavorativi, ma tale riduzione è avvenuta anche in ragione dei divieti ai licenziamenti per ragioni economiche imposti dal Governo durante il periodo di emergenza.

Il Fondo Nuove Competenze: caratteristiche e finalità

È in questo contesto che entra in gioco il Fondo Nuove Competenze lanciato dal nostro Governo e che sarà gestito dall’Agenzia Nazionale delle Politiche Attive del Lavoro (ANPAL). Il Fondo dovrebbe coprire gli oneri relativi alle ore di formazione dei lavoratori, creando per loro un duplice valore: la continuità nel mantenere lo stesso reddito percepito prima del Covid-19 e la possibilità di accedere a percorsi formativi per acquisire nuove competenze o consolidare quelle già possedute, e restare competitivi sul mercato del lavoro. Per ADAPT questa previsione rappresenta un tentativo da parte del Governo di anticipare le politiche passive occupandosi in via preventiva di coloro che sono a maggior rischio di disoccupazione con la formulazione di politiche attive.

Come funziona il Fondo Nuove Competenze

L’accesso al Fondo Nuove Competenze prevede la possibilità di formare intese tra imprese e sindacati, tramite contrattazione collettiva (territoriale o aziendale), al fine di prevedere la rimodulazione dell’orario di lavoro “per mutate esigenze organizzative e produttive dell’impresa”. Queste intese disciplineranno la rimodulazione, destinando parte dell’orario a finalità formative. L’origine dei fondi (230 milioni) sono le risorse destinate agli interventi in favore della crescita e dell’occupazione, ovvero i Programmi Operativi Nazionali dedicati ai Sistemi di politiche attive per l’occupazione (PON Spao). Per quanto riguarda le modalità tecniche per fare richiesta di finanziamento, non sono ancora note.

L’art. 88 prevede che alla realizzazione degli interventi possano contribuire anche i Fondi Paritetici Interprofessionali ed il Fondo per la formazione e il sostegno del reddito dei lavoratori, destinando all’ANPAL una quota delle risorse disponibili nell’ambito dei rispettivi bilanci (previo accordo con la Conferenza permanente Stato-Regioni).

Da queste previsioni nascono una serie di considerazioni, ben riassunte dall’articolo di ADAPT, la cui consultazione è libera. Le principali considerazioni riguardano la controtendenza della norma che restituisce autonomia aziendale e territoriale, facendo da contrappeso alla centralizzazione normativa che ha caratterizzato questo periodo di emergenza. Altre riflessioni trattano l’esclusione dei lavoratori in cassa, o quelli che sono stati sospesi o licenziati. Poi, anche le modalità con cui collaboreranno ANPAL ed il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali per non rendere troppo lunghi i tempi di distribuzione delle risorse.

Cosa aspettarsi dal Fondo Nuove Competenze

Resta da vedere se questa norma-incentivo riuscirà a raggiungere i suoi obiettivi, o se piuttosto si manifesteranno comportamenti opportunistici a discapito delle finalità dell’incentivo. Non si conoscono ancora pattuizioni in materia, probabilmente perché come scrive ADAPT “le parti sociali vorranno attendere la conversione in legge prima di disporre del nuovo Fondo”. Conversione prevista entro 60 giorni dall’adozione del decreto. Tra qualche mese sarà possibile rilevare quale saranno i risultati di questa norma e se sarà stata efficace.

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