giovedì, novembre 23, 2017
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DEDUCIBILI AL 100% LE SPESE DI FORMAZIONE PER GLI AUTONOMI

immagine su formazione per gli autonomi

La recente riforma del job acts per la formazione per gli autonomi contiene un’interessante norma (art. 9 legge 81 in vigore dal 14 giugno 2017) che riconosce il valore della formazione e delle politiche attive del lavoro come strumento di aggiornamento per tutti i lavoratori in possesso di una partita iva.

Infatti, le spese sostenute per l’iscrizione  a master e a corsi  di  formazione o  di aggiornamento  professionale nonché le spese di  iscrizione  a convegni  e  congressi,  comprese quelle di viaggio e soggiorno passano da una deducibilità dalle imposte del 50% ad una deducibilità del 100% con un limite massimo di 10.000 euro annui. È solo da 13 anni (dlgs 344 del dicembre 2003) che l’Italia riconosce il valore professionalizzante della formazione per gli autonomi ed introduce una deducibilità dei costi dalle imposte. Ma il passaggio dalla metà della deducibilità alla deducibilità totale rappresenta un notevole passo avanti nella direzione del riconoscimento del valore della formazione. L’altro aspetto positivo di tale riconoscimento è che non si limita ai percorsi formativi riconosciuti  o erogati da un ente accreditato, ma estende il vantaggio a qualunque percorso di formazione per gli autonomi riconosciuto o non riconosciuto, in ambito formale o non formale purché professionalizzante. In un Paese dove il numero dei laureati e il numero di lavoratori che partecipano a percorsi formativi sono tra i più bassi d’Europa, sicuramente l’attuale disposizione rappresenta una boccata d’ossigeno. Resta il fatto che ci vuol ben altro per ottenere risultati migliori. L’Italia come “società della conoscenza” è e resta per ora una chimera. Non si vedono all’orizzonte provvedimenti organici e sostanziali di rilancio della filiera dell’apprendimento permanente.

La nuova norma in realtà tratta anche altri temi in materia di deducibilità. Risultano infatti deducibili anche i costi sostenuti per le seguenti attività:

  • servizi personalizzati di certificazione delle competenze
  • orientamento
  • ricerca e sostegno all’auto imprenditorialità 

erogati, in questi casi solo dagli organismi accreditati.

Queste ultime tre deducibilità sono anch’esse al 100% tuttavia con un massimale di 5.000 euro su base annua, portando cosi la somma totale di deducibilità relativa a queste materie  a 15.000 euro annue.

Nel caso della certificazione la norma non specifica quale tipo di certificazione sia effettivamente deducibile ma il termine “personalizzati” fa pensare che siano deducibili esclusivamente le certificazioni in contesto non formale ed informale. Cioè  quei servizi che certificano le competenze acquisite attraverso l’esperienza professionale e in cui la formazione non è contemplata.

In effetti tale servizio, previsto a livello nazionale dal dlgs 13/2013, è erogato con risorse pubbliche solo in alcune regioni ( per esempio in Lombardia con la Dote unica lavoro) mentre nella stragrande maggioranza delle altre regioni il servizio è a pagamento.

Per quanto concerne l’orientamento, si ravvisa una situazione molto eterogenea di offerta finanziata da fondi sia statali che europei, ma anche di servizi a pagamento. In quest’ultimo caso, che la deducibilità sia condizionata alla fruizione presso un ente accreditato pare molto limitativo.

Anche la deducibilità dei servizi di auto imprenditorialità  presenta profili di inapplicazione poiché spesso, se non in qualsiasi caso, tali servizi sono abbinati a politiche finanziate da risorse pubbliche per cui il servizio non rappresenta  mai un costo da sostenere da parte del lavoratore autonomo.

 

Alessandro Panzarasa

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