venerdì, Luglio 3, 2020
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FORMAZIONE PERMANENTE: LA PARTECIPAZIONE DEGLI ADULTI SECONDO L’OCSE

formazione adulti

L’OCSE – l’organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico – il passato 12 marzo ha pubblicato uno studio riguardante il proposito generale di aumentare la partecipazione degli adulti nel processo di apprendimento permanente. È ormai noto alla politica come la formazione degli adulti sia la chiave per cambiare il mondo del lavoro, ma solo due di cinque adulti nell’UE partecipa a corsi di formazione continua o permanente in un anno. Lo studio prende in considerazione sei diversi Paesi che grazie ad alcune riforme, sono riusciti a incrementare la partecipazione degli adulti nell’educazione (Italia, Austria, Estonia, Ungheria, Olanda e Singapore). La ricerca ha come obiettivo quello di identificare quelle che possono essere le riforme migliori per avvicinare gli adulti al mondo della formazione.

Le attività di formazione si classificano in tre tipologie: formali, non formali e informali. Per formazione formale si intende quella che si realizza nelle istituzioni destinate all’istruzione e alla formazione e che si conclude con l’acquisizione di un diploma o di una qualifica riconosciuta. Con formazione non formale si fa riferimento a tutte quelle attività educative organizzate al di fuori del sistema formale; solitamente non è prevista l’acquisizione di titoli di studio o qualifiche riconosciute, ma la sola attestazione di frequenza, o a volte, la certificazione delle competenze acquisite. Infine, con formazione informale intendiamo un processo non legato a tempi o luoghi specifici, attraverso il quale ogni individuo acquisisce attitudini, valori, abilità e conoscenze dall’esperienza quotidiana, dalle influenze e dalle risorse educative nel suo ambiente.

Le riforme prese in considerazione riguardano soprattutto la formazione formale e non formale, e nella maggior parte dei Paesi selezionati le politiche adottate non riguardano mai direttamente le attività informali. Ad esempio, in Italia i Centri per l’Istruzione degli adulti forniscono un sistema per il riconoscimento dell’apprendimento informale che poi però viene conteggiato per l’acquisizione di qualifiche formali.

Ci sono diversi motivi per cui gli adulti non partecipano alle attività di formazione, tra cui la mancanza di tempo, di risorse economiche e di prerequisiti. Le riforme devono quindi andare ad agire sulle diverse motivazioni così da abbattere le barriere che si frappongono tra gli adulti e l’educazione (istituendo corsi con orario flessibile, vouchers utilizzabili per pagare i corsi, etc.)

In tutti i Paesi considerati si è notato in incremento della partecipazione degli adulti alle attività di formazione. Non è sempre facile però capire quanto questo incremento sia dato dall’azione delle riforme messe in atto dal Governo, e quanto sia dovuto ad altri fattori, a meno che le riforme non abbiano un target specifico e ristretto. È il caso dell’Austria, dove l’Initiative for Adult Education si rivolge agli adulti scarsamente qualificati, e dove i dati mostrano un aumento della partecipazione di questo target all’educazione. In generale, si può quindi supporre che l’incremento sia dovuto in buona parte dalle riforme, ma non è sempre dimostrabile partendo dai dati.

Infine, la ricerca fa notare come un’alta partecipazione all’apprendimento degli adulti è una condizione necessaria, ma non sufficiente per un sistema di apprendimento degli adulti ben funzionante e orientato verso il futuro. Infatti, per consentire a un maggior numero di adulti di rinnovare e migliorare la propria competenza, i politici devono concentrare la loro attenzione anche sulla qualità e l’impatto sul mercato del lavoro delle riforme promosse. Il numero di persone coinvolte nella formazione non si tradurrà in un migliore mercato del lavoro o in risultati a livello sociale se le attività di apprendimento non sono di buona qualità. La qualità della formazione è quindi fondamentale affinché le riforme portino ai risultati desiderali. 

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