mercoledì, novembre 14, 2018
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Formazione professionale in Europa

formazione professionale

È stata pubblicata in data 19/10/2018 sul sito di CEDEFOP (European Centre for the Development of Vocational Training) un’inchiesta sul tema dell’influenza della formazione secondaria di secondo grado legata a un percorso professionale o meno e su come questa influisca sulla formazione futura e sull’occupazione.
I dati su cui ci si basa sono stati raccolti nel 2014 e sono stati utilizzati per analisi comparative tra i vari paesi europei al fine di comprendere se e come le qualifiche professionali influenzino e generino vantaggi o svantaggi all’inizio o verso la fine della propria carriera lavorativa e della vita in generale.

L’oggetto centrale che si tiene in considerazione è l’effetto professionale, definito come l’effetto dei programmi professionale nell’istruzione secondaria di secondo grado sul mercato del lavoro e sull’istruzione. Tale valore, rispetto all’istruzione secondaria inferiore sembra essere benefico e positivo nel trovare lavoro e allo stesso tempo stimola i giovani a proseguire gli studi riducendo il fenomeno dell’abbandono scolastico. Se comparato però all’istruzione secondaria in generale sembra avere effetti negativi  sia sulle assunzioni sia sulla partecipazione a un futuro percorso di istruzione.
Il legame della formazione professionale con il mondo lavorativo è quindi funzionale principalmente all’inizio della carriera e con l’avanzare degli anni tende a risultare non più aggiornato e aderente alle richieste del mercato.

Il sondaggio identifica 5 diversi gruppi di paesi europei suddivisi in base al legame lavoro-formazione:

  • 1 gruppo: Danimarca, Germania, Svizzera. Sono paesi apprendistato in cui la formazione professionale di secondo grado è la via primaria per il lavoro, riconoscendo ruolo primario al sistema duale (lavoro-scuola).
  • 2 gruppo: Paesi Bassi e Austria. Sono paesi simili a quelli apprendistato ma che hanno un minor legame tra la formazione professionale e l’accesso diretto al mondo del lavoro.
  • 3 gruppo: Italia, Belgio, Bulgaria, Croazia, Polonia, Romania, Finlandia, Slovacchia, Slovenia, Repubblica Ceca, Lussemburgo. Sono paesi con formazione professionale basata sulla scuola in cui c’è un maggior rischio di disoccupazione per coloro che hanno frequentato tale percorso scolastico.
  • 4 gruppo: Estonia, Grecia, Spagna, Francia, Lituania, Portogallo, Lettonia. Sono paesi in cui a una formazione secondaria di secondo grado dominante corrispondono percorsi di istruzione professionale poco negativi sui risultati educativi e del mercato lavorativo.
  • 5 gruppo: formato esclusivamente dall’ Ungheria. Presenta una formazione professionale senza una funzione di legame sicuro al mondo lavorativo con un forte effetto di deviazione, mentre l’effetto professionale è simile a quello del gruppo 3.
  • 6 gruppo: formato esclusivamente dall’ Inghilterra. Presenta una formazione secondaria di secondo grado poco legata all’ occupazione e si differenzia poco dalla formazione secondaria di secondo grado accademica, perciò c’è maggior tendenza a proseguire con ulteriori percorsi formativi.

In conclusione è rilevante comprendere come la formazione professionale sia legata allo specifico paese e come quest’ultimo determini di volta in volta i legami tra sistemi formativi e i sistemi del marcato lavorativo. Inoltre appare come i diplomati dell’ IeFP siano più orientati ad ottenere benefici a breve termine sacrificando la possibilità di un’ulteriore formazione (e ulteriori benefici e lungo termine). Proprio per quest’ultima osservazione sarà necessario che le configurazioni di formazione professionale siano in grado di fornire competenze tecniche e basilari funzionali a compensare i possibili svantaggi futuri.

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