domenica, Agosto 18, 2019
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GARANZIA GIOVANI/ Approvato il piano regionale in Puglia

youth_guaranteeApprovato il Piano Regionale per l’attuazione della Garanzia Giovani. È la via pugliese al Programma Europeo “Youth Guarantee”, un Piano che integra le misure previste dal Governo con le esperienze regionali di successo a sostegno dell’occupazione giovanile.

Rivolto a tutti i giovani tra i 15 e 29 anni, “Garanzia Giovani” è lo strumento attraverso cui l’Unione Europea vuole garantire ai soggetti in possesso dei requisiti, e cioè privi di occupazione o fuori dal sistema di istruzione formale e della formazione professionale, un percorso di reinserimento nel sistema di istruzione e formazione o di inserimento nel mondo del lavoro attraverso le misure previste dal Programma (orientamento, tirocini, servizio civile, sostegno all’autoimpiego e mobilità professionale transnazionale e territoriale).

A fianco degli strumenti classici previsti dal Piano nazionale e dal PON predisposto dal Ministero, che privilegiano una impostazione fondata su incentivi e bonus economici, la Regione Puglia intende concentrare le proprie risorse sulle politiche di attivazione destinate proprio alle fasce più marginali dei giovani Neet, quella platea di giovani pugliesi disoccupati e scoraggiati. La Regione Puglia, con il suo Piano di attuazione, vuole quindi mettere a valore le consolidate esperienze in tema di politiche giovanili e per l’istruzione, di sostegno all’autoimpiego e all’occupazione giovanile, integrando gli strumenti regionali e le buone pratiche fino ad oggi sviluppate con le azioni previste dal Piano Nazionale.

La scelta della Regione Puglia di inserire il programma ‘Garanzia giovani’ nella propria più complessiva strategia di intervento è sottolineata anche dalla decisione di prevedere, nel piano regionale, ben sei misure complementari rispetto a quelle previste a livello nazionale, che saranno attivate con risorse finanziarie della Regione: Principi attivi, Neet, Scuola Bollenti Spiriti, Nidi, Staffetta generazionale, Finmeccanica. Le buone prassi del Piano Straordinario per il Lavoro, del Programma Bollenti Spiriti e dell’Avviso “Diritti a Scuola” trovano quindi una rinnovata applicazione.

Tra le novità più rilevanti di Garanzia Giovani in Puglia vi è sicuramente la Rete dei Punti di Accesso che garantiranno un’adeguata attività di informazione, promozione e accesso ai servizi di Youth Guarantee su tutto il territorio pugliese.

Lo sforzo della regione di dare corpo alle opportunità che il Programma europeo intende offrire ai giovani Neet non cancella, tuttavia, le criticità ed i punti critici non ancora chiariti a livello ministeriale e governativo, su cui le Regioni da settimane chiedono al Governo di dare risposte che consentano di partire effettivamente con l’attuazione delle misure. E’ il caso della definizione dei destinatari del programma (non è ancora chiaro se alcune categorie di studenti o lavoratori rientrino o meno nel piano), del ruolo dei Centri per l’Impiego a cui è chiesto uno sforzo straordinario in assenza di qualsivoglia investimento,  delle tempistiche con cui garantire il servizio a chi aderisce a Garanzia Giovani. Restano ancora da definire, da parte del ministero le modalità attuative di alcune parti assai rilevanti del Piano a cominciare dal Bonus occupazionale che dovrebbe essere riconosciuto alle imprese che assumeranno i giovani iscritti al programma.

Per l’Italia sono previsti finanziamenti per circa un miliardo e mezzo, al cui concorso parteciperanno la Youth Employment Initiative, il Fondo Sociale Europeo e risorse nazionali. La ripartizione delle risorse ha visto assegnare alla Puglia un fondo di oltre 120 milioni di euro, che la Regione Puglia ha, a sua volta, suddiviso a sostegno delle singole azioni che concorrono alla realizzazione del Piano.

I commenti

Abbiamo voluto, per le specificità del nostro territorio, integrare le azioni del Piano Nazionale con degli interventi regionali – ha detto l’assessore al Lavoro Leo Caroli – Abbiamo voluto, ed ottenuto, l’ampliamento della platea dei beneficiari ai giovani fino a 29 anni, abbiamo deciso di concedere i bonus esclusivamente alle aziende che assumono a tempo indeterminato e abbiamo scritto un piano che cerca di strappare i giovani dalla condizione di assenza di prospettive in cui sovente versano. Con questo Piano di attuazione, abbiamo fatto uno sforzo straordinario per integrare le scelte del Governo con le politiche regionali di questi anni. Il Governo e il Ministero – conclude Caroli- dovranno certamente definire in tempi brevi alcuni aspetti importanti di un programma che, tuttavia, rischia di non avere effetti se non accompagnato a politiche di sviluppo industriale.

 

Per Alba Sasso, assessore al Diritto allo Studio e alla Formazione «le politiche formative hanno un ruolo di primo livello nel Piano Garanzia Giovani: con i 18 milioni di euro destinati alla relativa misura, continueremo a qualificare e riqualificare i nostri ragazzi, offrendo risposte alle esigenze del mercato del lavoro, operando un match-making tra le necessità delle imprese e le aspirazioni lavorative dei giovani. Per i giovanissimi – conclude Sasso – attiveremo percorsi di istruzione e reinserimento formativo».

 

«Il Piano Regionale Garanzia Giovani – ha dichiarato Guglielmo Minervini, assessore alle politiche giovanili – fa tesoro degli straordinari risultati ottenuti con il Programma Bollenti Spiriti. In Puglia “tutti i giovani sono una risorsa”, e noi vogliamo offrire ai nostri ragazzi una opportuntà che li aiuti a far emergere i propri talenti. Nel Piano Youth Guarantee – ha concluso Minervini – è prevista l’azione relativa al Servizio Civile: anche questa volta provederemo ad innovare, costruendo un processo che coinvolga il maggior numero possibile di giovani in attività al servizio del bene comune.

 

Per l’assessore allo Sviluppo economico Loredana Capone, lo strumento della garanzia giovani è complementare rispetto alla politica industriale della Regione. Abbiamo previsto misure di accompagnamento rivolte, soprattutto, ai giovani imprenditori con l’obiettivo di migliorare la loro capacità di fare impresa, di preparare un business plain. L’attività di formazione e di accompagnamento – ha continuato Capone – è importante, anzi, fondamentale per migliorare la cultura di impresa e promuovere imprese che resistano nel mercato, che sappiano innovare e promuovere il proprio prodotto.

Sono 15 le azioni che compongono il Piano regionale “Garanzia Giovani”, che integra le nove azioni decise dal Governo con le sei azioni regionali. Le Regioni hanno potuto, all’interno del quadro delle risorse loro assegnate e destinate alle azioni previste dal Piano nazionale, decidere quanto budget destinare ad una misura piuttosto che ad un’altra.

La prima azione, definita di “Accoglienza, presa in carico e orientamento” ha una dotazione di 11 milioni di euro, fondamentale per accogliere il giovane e stilare il “Patto di servizio”, propedeutico ad ogni altro intervento, nonché il cosiddetto profiling calcolato dal Ministero sulla base di indicatori che dovrebbero consentire di definire il grado di difficoltà del giovane nell’accedere al mercato del lavoro.

Segue l’azione di “Formazione”, 18 milioni di euro destinati al reinserimento dei percorsi di istruzione di chi è ancora in età scolastica e all’attivazione di corsi di formazione professionale.

La misura di “Accompagnamento al lavoro”, 14 milioni di euro, finanzia quelle attività utili ad incrociare domanda ed offerta del mercato del lavoro, lo scouting delle opportunità e il matching con queste.

La quarta misura “Apprendistato”, con i suoi 5 milioni, intende sostenere e incentivare quelle aziende che ricorrono a questa particolare forma contrattuale per assumere nuovi giovani lavoratori.

“Tirocinio  extra-curriculare, anche in mobilità geografica” è la quinta azione che, con una dotazione di 25 milioni di euro, vuole sostenere gli stage formativi di sei mesi presso le aziende, nel rispetto della legge regionale che prevede una remunerazione di almeno 450 euro per i tirocinanti.

La sesta azione del Piano “Garanzia Giovani” è denominata “Servizio Civile” ed è finanziata con 12 milioni di euro: un’opportunità di impegno e di educazione alla responsabilità sociale, una attività utile a se stessi ma anche agli altri.

La settima azione prevede il “Sostegno all’autoimpiego e all’autoimprenditorialità”: 3 milioni di euro, anche a fronte degli altri interventi regionali analoghi, come il bando “Microcredito” e, soprattutto, NIDI.

Con l’ottava azione, 4 milioni di euro per la “Mobilità professionale transnazionale e territoriale”, si intende favorire i giovani che si spostano da un Paese ad un altro per lavorare, anche mediante la rete Eures dei servizi per il lavoro europei.

La dotazione più cospicua è stata assegnata alla misura che sostiene il “Bonus occupazionale”, oltre 28 milioni di euro utili a promuovere l’inserimento occupazionale dei giovani, attraverso un bonus concesso ai datori di lavoro che, sulla base dell’intermediazione dei servizi competenti, assumano un giovane con contratto a tempo indeterminato. Fondamentale sarà la definizione da parte del Governo nazionale delle modalità attuative di questo bonus, che verrà gestito dall’Inps, e di cui ancora non si conoscono le caratteristiche.

Tra le misure complementari, la prima è “Principi Attivi”, l’iniziativa di Bollenti Spiriti per favorire la partecipazione dei giovani pugliesi alla vita attiva e allo sviluppo del territorio attraverso il finanziamento di progetti ideati e realizzati da giovani.

Segue l’azione “Progetti di educazione non formale per Neet”, percorsi di apprendimento informale e non-formale orientati alla creazione di impresa, allo sviluppo locale e all’inserimento lavorativo.

L’azione tre delle misure complementari è la “Scuola di Bollenti Spiriti”, che forma nuove figure professionali dedicate all’attivazione di progetti di sviluppo locale e di animazione di comunità attraverso il coinvolgimento dei giovani pugliesi.

NIDI, bando tuttora attivo, è l’azione numero quattro: l’Avviso prevede la realizzazione di interventi di Sostegno all’avvio di microimprese di nuova costituzione realizzate da soggetti svantaggiati.

L’intervento “Staffetta Generazionale” è finalizzato ad erogare un Sostegno al Reddito ai Giovani Disoccupati per evitare la dispersione di competenze ed esperienze acquisite e che, se supportati con un adeguato percorso di Politiche Attive, potrebbero più agevolmente riposizionarsi nel mercato del lavoro.

L’ultima misura, tra quelle complementari, è finalizzata al reclutamento di Giovani Under 25 per le aziende del gruppo Finmeccanica.

La Rete dei Punti di Accesso

Sulla buona prassi della Rete dei Nodi per l’animazione del Piano Straordinario per il Lavoro, la Regione Puglia sta sviluppando la “Rete dei Punti di Accesso al Piano Regionale Garanzia Giovani”, che garantiranno un’adeguata attività di informazione, promozione e accesso ai servizi di Youth Guarantee su tutto il territorio pugliese. Possono aderire alla Rete dei Punti di Accesso i soggetti già inseriti nella Rete dei Nodi del Piano per il Lavoro. Per essere accreditati in Garanzia Giovani, tuttavia, dovranno obbligatoriamente partecipare alle sessioni informative e formative, organizzate dalla Regione Puglia, al fine di garantire informazioni uniformi e corrette. I soggetti non inseriti nella Rete dei Nodi che volessero partecipare, potranno presentare istanza di adesione, nel rispetto dei requisiti strutturali e funzionali/operativi previsti dal relativo Avviso.

Come aderire a Garanzia Giovani

Per aderire a Garanzia Giovani occorre registrarsi al portale www.sistema.puglia.it.

Dopo aver effettuato la registrazione, si potrà aderire al progetto cliccando sul banner “GARANZIA GIOVANI” oppure accedendo direttamente alla pagina www.sistema.puglia.it/garanziagiovani, e poi sul link “Procedura di Adesione” nella Sezione “Iscriviti al Progetto”. In alternativa è possibile iscriversi direttamente sul portale governativo all’indirizzo www.garanziagiovani.gov.it/.

I due sistemi sono integrati ed equivalenti.

Dopo l’iscrizione, il giovane sarà contattato per un colloquio da uno dei Centri per l’Impiego. In sede di colloquio sarà redatto il Patto di servizio, e successivamente verrà formalizzata una proposta personalizzata e calibrata tra le 9+6 azioni che compongono il Piano.

 

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