giovedì, Ottobre 22, 2020
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Il Decreto Rilancio rilancia la scuola e le università

Una vera manovra finanziaria. Ecco com’è stato definito il Decreto Legge 19 Maggio 2020, noto come Decreto Rilancio. Un pacchetto da 55 miliardi di euro per supportare la ripresa dell’Italia a seguito della crisi economica causata dall’inattività per Covid-19.

Convertito in legge il 16 Luglio 2020, il Decreto Rilancio presenta un raggio di azione davvero ampio, infatti, il suo contenuto si articola in 14 tipologie di provvedimenti, tra cui interventi per scuola ed università che prevedono numerose misure applicative.

Ritorno alla normalità: la didattica in presenza

Come dichiarato dalla ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, il 14 Settembre 2020 è previsto il ritorno tra i banchi scolastici di numerosi studenti, principalmente appartenenti al ciclo di istruzione primaria e secondaria di primo grado.

Un primo intervento per la scuola mira a realizzare l’obiettivo del nuovo anno scolastico: un ritorno alla tradizionale didattica in presenza, dopo che gli studenti di ogni ordine e grado hanno sperimentato la didattica a distanza per tutto il periodo del lockdown.

In merito alla realizzazione di ciò, è assolutamente necessario che gli ambienti scolastici siano in grado di garantire tutte le misure in materia di sicurezza ed igiene. Dunque, gli istituti, con l’ausilio di appositi Fondi stanziati con il Decreto Rilancio, dovranno sia adattare gli spazi interni ed esterni disponibili sia procedere all’acquisto e distribuzione dei dispositivi previsti con le nuove norme per sicurezza ed igiene, come mascherine, guanti e di gel igienizzanti.

In linea con la ripresa della didattica in presenza, nel Decreto Rilancio è stato definito il Fondo per il Funzionamento delle Istituzioni Scolastiche che concede agli istituti, a seguito di apposita domanda e successiva autorizzazione, di poter:

  • acquistare strumenti di formazione, in modo da implementare una didattica più digital e supportare gli studenti BES e DSA le cui famiglie sono state penalizzate dalla crisi economica e lavorativa;
  • garantire servizi di assistenza medico – sanitaria e psicologica a studenti e personale;
  • definire un piano di gestione dei rifiuti per i dpi forniti.

Ulteriori interventi, questa volta introdotti dal MIUR, prevedono che ai dirigenti degli uffici regionali sia riconosciuta la facoltà di definire il numero minimo e massimo di alunni per classe, conciliando le misure sanitarie e i locali di cui dispongono gli istituti. Inoltre, il MIUR ha disposto che la conclusione degli scrutini 2020/2021 dovrà avvenire entro il termine delle lezioni.

Nuovo personale ATA e docenti nelle scuole

Evidenziata la carenza di personale sia docente che ATA all’interno degli istituti scolastici, un apposito intervento per la scuola previsto dal Decreto Rilancio ha disciplinato proprio questa criticità.

Per il personale docente è stato incrementato di 8 mila unità ciascuno il numero dei posti disponibili nel concorso sia straordinario sia ordinario, volto all’inserimento dei partecipanti all’interno degli istituti stessi. Questo inserimento potrà avvenire anche negli anni successivi a quello in corso, nel rispetto della graduatoria generata dal concorso.

Per il personale ATA è stata deliberata l’assunzione di nuovi assistenti tecnici, fino ad un limite di 1000 unità rispetto quelle previste. Questi nuovi soggetti saranno assegnati agli istituti in modo proporzionale al numero di studenti per istituto, in modo da garantire un maggior supporto tecnico alle piattaforme multimediali di cui si avvalgono gli istituti.

Istruzione paritaria e sistema integrato 0-6 anni

Un supporto economico erogato con il Decreto Rilancio è rivolto anche all’istruzione paritaria e di infanzia. Le risolse loro destinate potranno essere utilizzate, nell’ambito della ripresa dell’attività, per il funzionamento degli istituti paritari e la gestione dei servizi educativi non statali dell’infanzia (0-6 anni).

Fondi alle università dopo tanto tempo

Il Decreto Rilancio ha introdotto un ingente finanziamento alle università ed AFAM, voce di spesa assente nel bilancio delle PA da molti anni. Le risorse erogate hanno un valore pari a 62 milioni di euro per il 2020, i quali potranno essere impiegati per:

  • ampliare la no tax area che ora coinvolgerà tutti gli studenti con ISEE inferiore a 20 mila euro, in modo da alleviare il carico economico legato all’esercizio del loro diritto allo studio;
  • incremento del valore delle borse di studio concesse dal FIS a studenti capaci e meritevoli;
  • sostenere le attività e le strutture sportive universitarie;
  • incremento del Fondo per il funzionamento delle AFAM per un valore di 8 milioni di euro per il 2020.

Si finanziano anche dottorati e ricerca

Riscoperta l’importanza della ricerca, con il Decreto Rilancio sono state introdotte delle misure a sostegno della stessa, come la proroga delle borse di studio fino a due mesi ai dottorandi titolari delle stesse che hanno concluso il loro percorso nell’anno accademico 2019/2020. È stata anche prorogato il termine di conclusione della selezione per l’ammissione ai corsi di dottorato fino al 30 Novembre 2020 ed incrementato il Fondo per il Finanziamento Ordinario delle Università.

Infine, l’esecutivo ha concesso la possibilità ai soggetti concedenti assegni di ricerca, come università o enti pubblici di ricerca e sperimentazione, la facoltà di prorogare la durata degli assegni validi dal 9 Marzo 2020 per una durata pari al periodo in cui si è verificata la sospensione dell’attività per l’emergenza Covid-19.

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