domenica, Dicembre 8, 2019
Learning Italy

Indagine sulla soddisfazione dei Centri per L’impiego

Indagine soddisfazione Cpi - lente

Durante l’undicesima Conferenza ESPAnet Italia tenutasi a Firenze è stata presentata l’indagine sulla soddisfazione dei Cpi (Centri per l’impiego). La ricerca è stata condotta dalla Struttura di ricerca di Anpal ed ha raccolto le opinioni di 40 mila individui over 30 che hanno sottoscritto o aggiornato presso un Cpi la Dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro.

Lo studio rileva che il 39% degli intervistati ha trovato lavoro di propria iniziativa, quindi contattando direttamente un’azienda (solitamente rispondendo ad un annuncio di lavoro) o partecipando ad un concorso pubblico. Il 38% ha trovato occupazione grazie al proprio network di contatti: amici, parenti e conoscenti. La quota di persone alle quali è stato fornito un lavoro dai Centri per l’impiego o dall’Agenzia interinale è ferma al 9%.

L’indagine sulla soddisfazione dei Cpi ha poi analizzato le richieste rivolte ai Centri. Un utente su tre si rivolge ad essi per l’esecuzione di pratiche amministrative. Due intervistati su tre si affidano ai Cpi per ricevere supporto alla ricerca del lavoro. Circa il 3% contatta i Centri per avviare un’attività autonoma.

Sono state poi analizzate le motivazioni alla base del rifiuto di un lavoro. Il 48% dei disoccupati accetterebbe qualsiasi lavoro. La percentuale sale nelle regioni del sud e nelle isole. Il 22% degli intervistati rifiuterebbe un’offerta di lavoro lontana da casa poiché non sarebbe in grado di sostenere i costi logistici o per la necessità di curare un proprio familiare. Il 21,4% considera l’inadeguatezza della retribuzione come una causa di possibile rifiuto. Il 6,2% rifiuterebbe un lavoro fisicamente impegnativo e il 4,9% considera la stabilità contrattuale come un elemento determinante.

Gli esiti dell’indagine sulla soddisfazione dei Cpi suggeriscono in primo luogo un approccio individualizzato che sappia integrare diverse politiche e possa prendere in carico la persona nell’interezza. Le basi per un approccio individualizzato sono state attuate da tempo. Durante il primo colloquio in un Cpi avviene la profilazione dell’utente sulla base di diversi fattori riconducibili al soggetto o al territorio in cui risiede e cerca lavoro. In questo modo è possibile valutare la distanza dell’individuo dal mondo del lavoro e capire successivamente gli interventi necessari. I problemi sorgono nel momento in cui bisogna attuare questi interventi: è stata rilevata una difficoltà nel trovare personale con competenze specifiche che consentano di trasformare i Cpi in strutture che integrino diverse politiche. Secondo questa visione, i Centri per l’impiego, continuando a fornire supporto alla ricerca del lavoro, dovrebbero rafforzare le attività di consulenza per l’avvio di un lavoro autonomo, di risoluzione di problemi connessi alla creazione di reddito, alla cura familiare e all’integrazione sociale attraverso il lavoro e la formazione.

Cosa ne pensi?