domenica, Giugno 16, 2019
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ISTRUZIONE PROFESSIONALE: SI CAMBIA. Novità in vista anche per i percorsi regionali

Il Consiglio dei Ministri del 14 gennaio scorso ha approvato lo schema di decreto legislativo che riforma il sistema della formazione professionale.  Ora la discussione passa al Parlamento che esaminerà il testo apportando eventualmente modifiche e integrazioni. Stretta tra l’istruzione tecnica da una parte e la formazione e istruzione professionale (Iefp) dall’altra, l’istruzione professionale  cerca di uscire dall’impasse per via normativa. Le azioni messe in campo sono funzionali al superamento della sovrapposizione con l’istruzione tecnica attraverso il rafforzamento della sua identità. Contestualmente si rende necessario superare la sovrapposizione con i percorsi di formazione professionale (IeFP) di competenza delle Regioni, prevedendo il raccordo tra l’istruzione professionale e le istituzioni formative in modo stabile e strutturato attraverso una l’istituzione di una Rete nazionale. La legge 107 all’art. 181 lettera d) prevede la revisione dei percorsi di istruzione professionale e il raccordo con i percorsi dell’Iefp regionale. Due sono le linee tracciate dalla Legge per ottenere tali risultati: la ridefinizione degli indirizzi e il potenziamento delle attività didattiche laboratoriali.

L’ISTRUZIONE PROFESSIONALE

E’ il segmento tradizionalmente erogato dalla scuole statali e dalla scuole paritarie che si conclude con l’acquisizione del diploma  di istruzione secondaria di secondo grado. Sono definite come “scuole territoriali dell’innovazione, aperte e concepite come laboratori di ricerca, sperimentazione e innovazione didattica”. In realtà già previste dalle norme sull’autonomia del 1999 (art.6 DPR 275). L’impostazione del percorso è illustrata nel Pecup specifico (Profilo educativo culturale e professionale) dell’Istruzione professionale che integra il Pecup del 2° ciclo del 2005. Le caratterizzazioni principali sono costituite dal raccordo con il mondo del lavoro e delle professioni e dalla personalizzazione attraverso il Piano formativo individuale (PFI).

Modello didattico

In relazione al  modello didattico si sottolineano

  • principio della “personalizzazione educativa” intesa come rafforzamento ed innalzamento delle competenze di ogni studente in vista dell’apprendimento permanente (quindi riferito anche al progetto di vita e di lavoro dello studente).
  • discipline sono aggregate negli assi culturali (linguaggi, matematico, storico-sociale)
  • metodologia didattica predilige un apprendimento di tipo induttivo
  • programmazione didattica è organizzata per unità di apprendimento

L’aggregazione in assi culturali in realtà era già prevista anche nell’ordinamento precedente e dunque viene solo ribadito, anche se in realtà i quadri orari erano ancora divisi per discipline e non per assi come invece viene proposto ora.

Gli Indirizzi

Gli indirizzi di studio passano da 6 a 11. Sono confermati:

  1. Servizi per l’agricoltura e lo sviluppo rurale (e la silvicoltura) ma con due opzioni prima non presenti in “Gestione risorse forestali e montane” e “Valorizzazione e commercializzazione dei prodotti agricoli del territorio”
  2. Manutenzione ed assistenza tecnica
  3. Servizi commerciali
  4. Enogastronomia ed ospitalità alberghiera
  5. Servizi socio-sanitari

Sono stati invece aggiunti o scorporati dagli indirizzi precedenti i seguenti:

  1. Pesca commerciale e produzioni ittiche
  2. Artigianato per il made in Italy (da Articolazione di Produzioni industriali e artigianali con l’aggiunta di “made in Italy”)
  3. Gestione delle acque e risanamento ambientale
  4. Servizi culturali e dello spettacolo
  5. Odontotecnico (da Articolazione di Servizi socio-sanitari)
  6. Ottico (da Articolazione di Servizi socio-sanitari)

I quadri orari

Anche i quadri orari sono modificati secondo il principio di una maggiore preponderanza verso le discipline d’indirizzo a scapito di quelle di base: 231 ore diventano d’indirizzo. Specificatamente il biennio perde totalmente la disciplina Scienze integrate (132 ore) che viene sostituita con un potenziamento di “Laboratorio professionale d’indirizzo” (che passa da 198 a 330 ore). Il triennio perde 99 ore di Linguaggi che vengono sostituite con ore d’Indirizzo (che passano da 1.683 a 1.782). In realtà sul percorso complessivo il cambiamento è abbastanza esiguo: 1,4 ore alla settimana in più di ore d’indirizzo di cui un’ora scarsa di laboratorio in più. Le modifiche dal punto di vista della metodologia didattica soprattutto in relazione all’alternanza rappresentano un impatto significativo. Il decreto di riordino del 2010 prevedeva solo 132 ore di alternanza pari al 2,5% delle ore totali del percorso (art.8 DPR 87/2010). Come è noto,  la riforma di tutti gli ordinamenti del secondo ciclo del 2015 prevede per gli Istituti professionali 400 ore di alternanza nel triennio: un aumento delle ore dedicate all’alternanza che raggiunge il  7,5% delle ore totali.

Quindi in sostanza le novità significative sono le seguenti:

– introduzione di nuovi indirizzi nei settori della pesca, dell’ambiente e dei servizi culturali/spettacolo

– un aumento di 231 ore d’indirizzo a scapito di quelle di base di cui 132 per laboratori del biennio.

che rappresentano in modo speculare le richieste inserite nella legge 107 di ridefinizione degli indirizzi e potenziamento delle attività didattiche laboratoriali.

L’ISTRUZIONE E FORMAZIONE PROFESSIONALE (IeFP)

Su questo tema si gioca la vera novità della riforma. La L. 107 chiede di creare “un raccordo con i percorsi dell’istruzione e formazione professionale” gestiti dalle Regioni. In Italia ad oggi gli iscritti all’Istruzione professionale ammontano a poco meno di 541.000 studenti (fonte Istat), mentre gli allievi della IeFP sono circa 316.600 (fonte Isfol ora Inapp) per un totale di circa 857.000 iscritti (dati 2014).

L’Istruzione come anticipato propone 11 indirizzi diversi di tipo quinquennale, mentre la IeFP prevede 21 indirizzi finalizzati alla Qualifica triennale e 21 indirizzi finalizzati al Diploma professionale di 4° anno. La richiesta dello schema di decreto è quella di sviluppare un’offerta unitaria e integrata stabile per ogni territorio i cui criteri di formazione sono rinviati ad ulteriore decretazione. Lo strumento per realizzare tale armonizzazione è rappresentato dalla “Rete nazionale delle scuole professionali” istituita dallo stesso schema di decreto.

L’organicità dei due sistemi prevede anche l’ufficializzazione di passaggi tra IP e IeFP e viceversa. Il sistema dei crediti regolamenta le transizioni da un sistema all’altro. Inoltre, una volta acquisita la Qualifica nel sistema di IeFP lo studente può iscriversi al 4° anno di Iefp oppure continuare al 4° anno di IP. Inoltre lo schema di decreto prevede la possibilità per gli studenti che frequentano l’IP di passare alla fine del 2° anno ad un 3° anno di IeFP istituito ad hoc dagli Istituti scolastici nel rispetto della programmazione delle singole regioni.

In ultimo è prevista anche la possibilità per l’IP di strutturare il 5° anno di IP in modo da ottenere oltre al Diploma di Istruzione anche il Certificato di Specializzazione Tecnica Superiore (IFTS) ove previsto dalla programmazione delle Regioni.

 

Schema di decreto legislativo su Istruzione professionale dopo preconsig

 

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