lunedì, Ottobre 21, 2019
Learning Italy

ITS, un percorso ancora sottovalutato

ITS. Immagine di un'aula con finestre e vetrate

Gli ITS, Istituti Tecnici Superiori, sono scuole d’eccellenza ancora poco conosciute nonostante l’alto tasso di occupati.

L’ultimo rapporto dell’OCSE “Education at a glance 2019” sottolinea l’efficacia degli Istituti tecnici superiori, che hanno un tasso di occupazione dell’82% nella fascia 25-64 anni. Nonostante ciò gli iscritti agli ITS sono solo l’1.7% del totale degli studenti dell’Istruzione terziaria, dove l’86% è costituito dagli iscritti alle lauree di primo livello e il 12% alle magistrali. Solo le lauree magistrali però garantiscono un tasso di occupazione paragonabile agli ITS.

Gli ITS, infatti, sono una via alternativa all’università nel percorso post-diploma. Un’alternativa ben poco sfruttata a oggi, visto che la soglia di iscritti è la più bassa dei paesi industrializzati. La poca conoscenza è dovuta anche al fatto che questo ramo dell’istruzione terziaria ha ricevuto solo 60 milioni di euro di finanziamento pubblico nel 2018. Tra questi la maggior parte (38) vengono dalle regioni.

I diplomati degli Istituti Tecnici Superiori sono solo 20 mila nell’ultimo decennio. Un dato molto carente rispetto al fabbisogno annuo delle imprese di reclutare 20 mila diplomati ITS, come espresso da Confindustria. Inoltre, anche l’ultima indagine Indire, l’Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa conferma questo percorso come attraente con l’80% degli occupati a un anno dal titolo e un tasso di coerenza del 90% tra percorso di studio e lavoro svolto.

In particolare il successo occupazionale degli ITS è legato ai seguenti fattori:

  • sono collegati al reale bisogno delle aziende;
  • studenti formati concretamente per un mestiere;
  • il 70% dei docenti proviene direttamente dalle aziende;
  • le ore di stage sono il 42% delle ore totali di lezione.

Inoltre gli ITS sono suddivisi in 6 aree tecnologiche:

  • efficienza energetica;
  • mobilità sostenibile;
  • nuove tecnologie della vita;
  • made in Italy;
  • beni culturali e turismo;
  • informazione e comunicazione.

In conclusione, gli ITS sono delle scuole d’eccellenza gestite da fondazioni. A oggi sono 104 su tutto il territorio nazionale e gli studenti iscritti sono circa 13 mila. Per una loro crescita servono due interventi: migliorare l’orientamento e valorizzare il collegamento con imprese e territorio. Per fare ciò è necessario incrementare gli investimenti, in modo da aumentare il numero dei diplomati e mantenere alto lo standard qualitativo.

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