lunedì, Ottobre 21, 2019
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La dispersione scolastica diminuisce – MIUR

La dispersione scolastica diminuisce - MIUR. Foto di un ragazzo con uno zaino di scuola che si avvia verso la scuola.

La dispersione scolastica diminuisce per il MIUR nell’anno scolastico 2016/2017 e nel passaggio all’anno scolastico 2017/2018. (Fonte: MIUR – Ufficio Gestione Patrimonio Informativo e Statistica).

L’analisi del fenomeno dell’abbandono del sistema scolastico e formativo è studiato sui dati riguardanti la scuola secondaria di I grado, nel passaggio tra cicli scolastici e nella scuola secondaria di II grado.

I dati percentuali di abbandono:

  • nella secondaria di primo grado è pari all’1,17%(tra il 2015/2016 e il 2016/2017 era stata dell’1,35%);
  • nella secondaria di secondo grado corrisponde al 3,81% (tra il 2015/2016 e il 2016/2017 era del 4,31%).

I dati complessivi comprendo gli alunni che hanno abbandonato gli studi durante l’anno scolastico, quelli che non hanno iniziato un nuovo ciclo a settembre, e l’abbandono degli studi tra un anno scolastico e il successivo.
Entrando nello specifico, sono riportati i dati sull’abbandono, per anno di corso, per regione, per gestione della scuola, per situazione anagrafica dello studente (genere, età, cittadinanza), e per indirizzo di studio.

L’abbandono scolastico è dovuto a molteplici aspetti che a volte si sommano e si condizionano tra loro. Sicuramente la natura economica e sociale del territorio e dell’ambiente di origine incide sul fenomeno e porta gli alunni a considerare altre opzioni.

La propensione all’abbandono del sistema scolastico e formativo si rivela dunque più elevata nelle aree più disagiate del Paese.

Si nota però che sul passaggio tra cicli scolastici tale correlazione risulta meno significativa perché sale probabilmente la consapevolezza di poter intraprendere percorsi IeFP triennali o quadriennali.
Dallo studio dei dati raccolti dall’Anagrafe nazionale degli Studenti oggigiorno si può infatti anche controllare dove si spostano gli studenti e quanti di questi passano, per esempio, ai percorsi regionali IeFP.
Le analisi stanno diventando sempre più accurate nel tempo, segno che negli anni il MIUR ha raccolto la sfida di allinearsi alle maggiori necessità di rinnovamento del sistema formativo e scolastico richiesto dall’UE.

Le altre variabili dell’analisi dell’abbandono:

  • le differenze tra i generi sono marcate per chi abbandona la scuola secondaria di II grado. I maschi stanno al 4,6%, le femmine al 3%;
  • l’abbandono complessivo durante il primo anno di corso è piuttosto alto, pari al 6,2%, e diminuisce per gli anni di corso successivi;
  • durante il V anno di corso solo lo 0,9% ha abbandonato gli studi nel corso dell’a.s. 2016/2017;
  • una percentuale di alunni che escono dal sistema scolastico, soprattutto dopo o durante il primo anno, passano alla formazione professionale e non rientrano nel computo dell’analisi;
  • per regioni, l’abbandono più alto si registra in Sicilia (con l’1,2%), seguono Calabria, Campania e Lazio con lo 0,8%; le percentuali più basse si hanno in Emilia Romagna (0,4%), e in Veneto e in Basilicata con lo 0,5%;
  • anche la regolarità nel percorso di studi incide sull’abbandono, infatti un 4,85% di dispersione corrispondente a coloro che sono in ritardo (per via delle bocciature). Il ripetere l’anno è sicuramente un dato che porta a un successivo abbandono.
Dati sull’abbandono in base all’area geografica e al genere

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