domenica, Aprile 21, 2019
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La scuola di fronte al mondo che cambia: un’analisi del nostro sistema scolastico

La scuola di fronte al mondo che cambia

Il 6 marzo 2019, a Roma, è stato presentato “far crescere la persona: la scuola di fronte al mondo che cambia”, il nuovo saggio a cura di Giorgio Vittadini, professore ordinario di Statistica e metodologia presso l’Università di Milano Bicocca.

Il sistema scolastico dovrebbe basarsi su due principi cardine: trasmettere le capacità “tecniche” necessarie allo studente per prepararsi al mondo del lavoro e educare integralmente le persone, un concetto più ampio che fuoriesce dall’idea di preparazione unicamente finalizzata alle opportunità lavorative.

La trasmissione di sole competenze tecniche ai ragazzi per soddisfare le esigenze del mondo produttivo sembra sopprimere la crescita integrale della persona. Il valore educativo e culturale della formazione scolastica, l’importanza del sapere nelle sue dimensioni conoscitive, la libertà e la spregiudicatezza della ricerca scientifica e la personalità dello studente fanno parte di quell’educazione che oggi viene sottovalutata dal sistema scolastico.

È chiaro che le competenze richieste ai lavoratori di oggi siano completamente diverse rispetto ai tempi del Fordismo: standardizzazione, catene di montaggio, rigidità nei processi di lavoro sono stati gradualmente sostituiti con personalizzazione, nuove tecnologie e flessibilità. Oggi il “lavoratore ideale” deve essere elastico, disponibile al cambiamento continuo (di mansioni, di posti di lavoro ecc.), continuamente aggiornato e creativo. Hekman, nel saggio Formazione e valutazione del capitale umano”, parla di “character skills” per descrivere le abilità necessarie ad avere successo nell’attuale mondo del lavoro. Lo sviluppo di queste skills (riassunte in: apertura all’esperienza, coscienziosità, amicalità, estroversione e stabilità emotiva) sembrano essere direttamente collegate anche alle condizioni di salute e, in senso negativo, alla probabilità di coinvolgimento in attività illegali. Una cosa è certa: Le “character skills” di Hekman e “l’educazione integrale” di Vittadini vanno nella stessa direzione e sono d’accordo sul fatto che, nelle scuole, trasmettere dei contenuti in senso stretto non basti più.

“Far crescere la persona: la scuola di fronte al mondo che cambia” dimostra che in Italia esistono già delle piccole realtà che sposano le sue idee. Questi casi studio sono esposti nella seconda parte del saggio. L’esperienza dei servizi educativi del Comune di Reggio Emilia o della Fondazione Sacro Cuore sono solo alcune iniziative che l’autore si augura possano essere d’esempio per l’intero sistema scolastico.

Per completare l’analisi, il volume tenta di rispondere alla domanda: “Quali caratteristiche deve avere una scuola per condurre gli studenti verso la crescita integrale?”. Susanna Mantovani interviene sull’acceso dibattito tra scuola statale o privata sostenendo che non è il tipo di proprietà a fare la differenza, l’importante è che sia una scuola di qualità modellata sulla molteplicità dei bisogni formativi: l’approccio non può quindi essere rigido e uniformante.

“La scuola di fronte al mondo che cambia” si conclude con altri interventi sul tema, tra cui quello di Berlinguer che pone l’accento sul buon funzionamento del modello delle scuole statali con maggior autonomia. Secondo lo scrittore l’autonomia è già riuscita a dare spazio a varie misure che sollecitano la creatività curricolare ed educativa di molte scuole.

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