mercoledì, novembre 14, 2018
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Lauree professionalizzanti: un’alternativa alla laurea triennale

lauree professionalizzanti

Le lauree professionalizzanti sono una valida alternativa ai tradizionali percorsi universitari triennali. Funzionali ad accostare al piano di studi teorico una componente pratica di formazione lavorativa, vogliono contribuire al quel programma in cui l’Italia sta pian piano investendo per migliorare la formazione per un più facile inserimento futuro nel mondo del lavoro e una risposta più idonea all’offerta (stessi obiettivi posti per esempio anche da un altro strumento quale l’ IeFP).

Più precisamente le lauree professionalizzanti si costituiscono di 15 ulteriori corsi scientifico-disciplinari che si caratterizzano per un numero di crediti formativi universitari compresi tra i 50 e i 60 in attività di tirocinio curriculare.
Il massimo di studenti accettati è di 50 per corso e, per dare un seguito alla sperimentazioni, almeno l’80% di loro dovrà trovare occupazione entro un anno dal termine degli studi. Infatti, ancora siamo in una fase sperimentale: dopo il primo anno 2017/2018, quest’anno (2018/2019) inizia il secondo e ultimo periodo di prova.
Si mantengono i 180 CFU totali comuni alle classiche lauree triennali, ma i metodi formativi saranno più legati ad applicazioni pratiche con un project work finale.
Ancora agli atenei non è permesso attivare più di un corso rispetto all’offerta totale, infatti alle Università è permesso aprire un nuovo corso ogni anno accademico in modalità tradizionale (non telematica) con un massimo di 500-600 posti in tutta Italia.

Quando si prende in considerazione uno di questi corsi bisogna tener presente che, una volta concluso, non da diretto accesso alle magistrali, ma si necessiterebbe di corsi integrativa. Infatti l’obiettivo finale del le lauree professionalizzanti è proprio quello di rivolgersi direttamente al mondo lavorativo. Proprio per questo motivo è assicurata la presenza di un adeguato numero di tutor delle aziende coinvolte nel processo formativo per migliorare la qualità della componente formativo-lavorativa.
Altro particolare importante è che il titolo rilasciato alla conclusione del percorso non è abilitante per accedere agli ordini professionali.

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