domenica, Maggio 19, 2019
Learning Italy

L’importanza di non lasciare gli studi – i giovani e il lavoro

non lasciare gli studi - immagine di libri con la scritta sul dorso "never stop learning".

Dalla sesta edizione del Rapporto Giovani  – 2019, che dal 2012 indaga annualmente la situazione giovanile italiana, emerge chiaramente l’importanza di non lasciare gli studi e la rilevanza educativa delle famiglie. I NEET sono sempre di più e la loro capacità di socializzare preoccupa e si impatta sulla loro autonomia.
Ecco i punti chiave dell’analisi:

  • la crescita dei NEET, i giovani non impiegati né negli studi né nella ricerca di un lavoro, è un fenomeno che si accompagna sicuramente alla poca autonomia personale. Senza un reddito è difficile poter lasciare la casa della propria famiglia.
  • dall’analisi del 2019 emerge che il capitale culturale della famiglia di origine influenza le vite e la carriera scolastica dei figli. Il ruolo della scuola dell’obbligo è importante ma da sola non può compensare la mancanza culturale della famiglia. In Italia 580mila persone fra i 18 e i 24 anni non hanno un diploma né una qualifica professionale e il loro livello si allinea con quello dei genitori in 7 casi su 10.
  • l’abbandono degli studi nella fascia della scuola dell’obbligo è ancora alto rispetto ai livelli europei e questo incide sicuramente sulle possibilità di trovare un lavoro. Basta notare i dati come cambiano tra il 2012 il 2016: la capacità di inserimento lavorativo dei giovani senza diploma superiore è diminuito. Nel 2016 risulta occupato solo il 42,5%, rispetto al 59,5% del 2012.
  • il livello si scolarizzazione e istruzione incide anche sulla fiducia verso le Istituzioni e la propensione alle attività sociali. Si nota un generale disinteresse verso le attività di volontariato da parte di chi non ha conseguito un diploma di scuola secondaria.
  • i NEET hanno più tempo libero ma non lo spendono socializzando con gli amici e la famiglia. Dai dati si riscontra un forte rischio di emarginazione sociale dei giovani: più di uno su tre dichiara di non incontrare mai amici, parenti e colleghi o di incontrarli al massimo una volta al mese.

Quello che emerge è insomma la necessità da parte dei giovani di non lasciare gli studi e da parte delle Istituzioni di investire nella formazione, nell’inclusione sociale e lavorativa dei giovani in povertà educativa.


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