domenica, Agosto 18, 2019
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MA I GIOVANI SONO STATI “GARANTITI”?

Nel gennaio del 2013 il 23,6 % dei giovani europei erano disoccupati e non partecipavano ad alcun ciclo di istruzione e formazione. Dopo molti tentennamenti e a 5 anni dall’inizio della crisi, l’Unione Europea nell’aprile del 2013 lanciava la Youth Guarantee con il dichiarato obiettivo  di  garantire ai giovani con meno di 25 anni un’offerta qualitativamente valida di lavoro, di proseguimento degli studi, di apprendistato o di tirocinio o altra misura di formazione entro quattro mesi dall’inizio della disoccupazione o dall’uscita dal sistema di istruzione formale. Per raggiungere questo ambizioso obiettivo la UE ha stanziato 6 miliardi di euro.

Oggi dopo 2 anni e mezzo dall’inizio ufficiale italiano del maggio 2014 com’è la situazione? In Italia i Neet nel secondo trimestre 2008 erano il 17,7% dei giovani mentre nel secondo trimestre del 2013 erano saliti al 25%. Nel secondo trimestre 2016 i dati si attestano sul 22,3% pari a 2 milioni 35 mila (Fonte Istat). Si è registrata dunque una riduzione dei Neet di circa l’11% con una riduzione di 252 mila unità rispetto al 2013. Ancora lontani dai dati pre crisi già di per sè non molto incoraggianti.

grafico-1A novembre 2016, il Ministero del lavoro dichiara la presa in carico  nel programma Garanzia Giovani  di 806mila giovani, di cui 421mila hanno ricevuto una proposta per almeno una misura  (accoglienza, orientamento, formazione, tirocinio, assunzione ecc…). Di questi la quota più consistente sono gli oltre 200 mila tirocini mentre gli assunti secondo varie tipologie  (tempo determinato, indeterminato apprendistato) risultano circa 186mila.

 Evoluzione % Neet in Italia  2008-2016 (Fonte Istat)

 

In Italia lo stanziamento UE per la Youth Guarantee ammonta 1,5 miliardi di euro (500 mln della UE + cofinanziamenti statali e regionali) di cui fino ad ora impegnato l’85,4% pari a circa 1,28 miliardi. Se si tiene conto del numero totale dei presi in carico emerge una spesa pro capite pari a 1.588 euro a giovane, che sale a 3.040 euro a giovane se considerati  solo quelli che hanno ricevuto almeno una proposta formativa o di lavoro.

Le cifre pro capite confrontate anche ad altri strumenti (per esempio la Dote di Regione Lombardia) paiono proporzionate ed allineate. Resta il fatto che a tre anni e mezzo dalla Raccomandazione europea – secondo l’Istat – il numero dei Neet risulta ancora di dimensioni preoccupanti (22 giovani su 100  non studiano e non lavorano) e i giovani avviati al lavoro con il programma rappresentano circa il 23% dei presi in carico. Siamo ancora lontani dai dati del 2008 e soprattutto da un dato considerabile fisiologico.

Forse una delle cause della non entusiasmante situazione descritta – che cova sotto il grande dispiego di energie di Governo e Regioni – è rappresentato dal fatto che il fenomeno non nasce con la crisi del 2008 ma come tale è precedente. Per questo motivo  la Garanzia Giovani in Italia deve essere utilizzata come strumento che intercetta e tenta di eliminare le cause profonde che la crisi ha solo acuito e non brandito come elemento contingente e straordinario. Il tentativo del dlgs 150/2015 con l’istituzione di un reale sistema di politiche attive è forse la strada giusta e come tale va perseguito facendo tesoro dell’esperienza della Youth Guarantee di questi anni.

17 novembre 2016

Alessandro Panzarasa

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