mercoledì, Giugno 26, 2019
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Miglioramento del livello delle Competenze

Miglioramento del livello delle competenze. Immagine di quattro solidi. Da sinistra a destra si vede una evoluzione: dal primo solido più grezzo si arriva all'ultimo che si è evoluto in una sfera perfetta.

Cosa dice l’Unione Europea sul miglioramento del livello delle competenze, insieme alle analisi PIAAC

il 5 giugno sono state pubblicate le Conclusioni del Consiglio sull’attuazione della Raccomandazione del Consiglio sui percorsi di miglioramento del livello delle competenze: nuove opportunità per gli adulti.

Il Consiglio dell’UE in questo documento afferma e ribadisce che ogni persona ha diritto a un’istruzione, a una formazione e a un apprendimento permanente di qualità.
Sembra sciocco ricordarlo, ma investire nel miglioramento del livello delle competenze può portare a un forte impatto economico, a un aumento della produttività e una maggior crescita economica. Per questo l’Europa punta alla creazione di uno spazio europeo dell’istruzione che includa tutti i livelli e tipi di istruzione e formazione: focus particolare deve essere dato all’istruzione degli adulti e alla formazione professionale.

I punti chiave delle Conclusioni del Consiglio – cosa è stato fatto e cosa si deve ancora fare

  • In un contesto europeo in cui la popolazione è sempre più vecchia, le prospettive di vita si allungano e il mercato del lavoro è in continuo e accelerato cambiamento, la domanda di nuove competenze e di livelli più alti di abilità e conoscenze, cresce sempre più.
  • Il miglioramento del livello delle competenze richiede strategie urgenti ed efficaci, soprattutto perché le stime dichiarano che nel 2022 il 54% degli occupati ne necessiterà.
  • A livello europeo (la situazione cambia molto da paese a paese) si sta già raggiungendo l’obiettivo di avere per il 2020 solo il 10% di abbandono dei banchi scolastici. Un dato incoraggiante.
  • Il 43% della popolazione europea ha conoscenze digitali insufficienti e, dato più allarmante, il 20% della popolazione adulta europea, secondo gli studi statistici PIAAC, presenta difficoltà con le competenze di base (alfabetiche e matematiche). Il miglioramento di queste competenze basilari incrementerebbero sicuramente il livello di occupazione.
  • Gli interessati a un percorso di miglioramento sono purtroppo molto spesso poco propensi a partecipare ad attività di miglioramento, forse anche perché peccano di consapevolezza delle loro difficoltà. Su questo l’UE e gli Stati membri devono combattere, sviluppando campagne di sensibilizzazione.
  • Non esiste una soluzione universale. Servono strategie diverse per esigenze specifiche. Abbiamo disoccupati, occupati, inattivi, migranti e rifugiati: tante realtà diverse.

Il 19 dicembre 2016 il Consiglio ha adottato la Raccomandazione sui percorsi di miglioramento del livello delle competenze: nuove opportunità per gli adulti, e da allora gli Stati membri sono stati invitati a offrire percorsi adeguati per il miglioramento delle competenze per 61 milioni di persone, articolati in tre fasi:

  1. valutazione delle competenze possedute;
  2. garantire un’ offerta su misura per il miglioramento delle competenze;
  3. dare la possibilità di convalidare e riconoscere le abilità.

Alla luce di tutto questo, il Consiglio fa il punto e rilancia l’impegno preso

Gli Stati membri devono ancora lavorare su alcuni punti:

  • le strategie devono includere misure sostenibili a lungo termine, per accompagnare gli individui lungo tutto l’arco della vita;
  • nasce la necessità di fissare dei parametri condivisi per quanto riguarda l’erogazione delle competenze di base agli adulti;
  • occorre sensibilizzare l’utenza, soprattutto i datori di lavoro, sull’importanza del miglioramento del livello delle competenze e della riqualificazione;
  • bisogna spronare gli individui interessati dai percorsi a migliorare almeno una delle tre competenze di base (alfabetiche, matematiche e digitali);
  • ridurre l’abbandono scolastico;
  • valutare l’impatto di queste azioni;
  • agevolare la cooperazione intersettoriale;
  • cooperare con organismi dell’Unione come Cedefop e ETF e con organizzazioni internazionali come OCSE, ONU e UNESCO.

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