domenica, Aprile 21, 2019
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Rapporto Ocse sul benessere sociale: Italia fanalino di coda

Rapporto Ocse benessere sociale - Job search

Da pochi giorni è stato pubblicato “Society at a glance”, il rapporto Ocse sul benessere sociale dei 36 paesi industrializzati membri della cooperazione.

Il ritratto italiano è quello di una popolazione in rapido invecchiamento, con un numero record di giovani inattivi, alle prese con un mercato del lavoro difficile, con evidenti disparità sociali, un senso d’insicurezza finanziaria, ma anche nelle strade e con una scarsa fiducia nelle istituzioni pubbliche e la percezione di una corruzione diffusa.

Nel dettaglio, l’Italia è ultima per quota di giovani tra i 15 e i 29 anni: 15%, contro la media Ocse del 19%. Il tasso di fertilità in Italia nel 2016 era pari all’1,34, il penultimo dell’Ocse (solo la Corea lo ha più basso). La percentuale di over 65 è in rapida crescita nonostante sia già la seconda al mondo (preceduta dal Giappone).

Il tasso di occupazione del Paese è notoriamente basso (58%), seguito soltanto da Grecia e Turchia e contro una media Ocse del 69,4%. Mentre i disoccupati raggiungono il 10,5% della popolazione, quasi il doppio della media Ocse.

Il rapporto Ocse sul benessere sociale mette l’Italia ai primi posti per numero di lavoratori autonomi (23% dei lavoratori totali) e lavoratori temporanei (15%). Entrambi molto sopra la media Ocse (15,9% e 13%). Quasi drammatica la situazione dei Neet, i giovani che non studiano e non lavorano sono il 25,2% (dati del 2017) contro il 13,4% della media Ocse.

 Si segnala anche un’alta percentuale di inattivi, disoccupati o in part-time sotto-utilizzati ossia che hanno qualifiche importanti ma vengono impiegati in mansioni minori.

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