domenica, Settembre 15, 2019
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Rapporto sul mercato del lavoro 2018: regnano i contratti a tempo determinato

Rapporto sul mercato del lavoro - omini bianchi

Lunedì 25 febbraio ’19, come ogni anno, è stato presentato presso l’Aula Magna dell’Istat (Roma) il rapporto sul mercato del lavoro in Italia.

Il lavoro è frutto di una collaborazione tra Anpal, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Istat, Inps e Inail. L’analisi è stata condotta sostanzialmente mettendo a confronto i dati emersi nel 2018 con quelli del 2008, anno dell’esplosione della crisi economica.

I risultati evidenziano un ritorno dell’occupazione simile ai livelli pre crisi: 125 mila unità lavorative in più rispetto al 2008. Ciò nonostante, mancano all’appello 1,8 milioni di ore lavorate. Una ripresa, quindi, a «bassa intensità lavorativa»: più occupati ma per meno ore.

È stata confermata la tendenza già in corso da qualche anno dell’aumento dei contratti brevi. Nel 2018 si è toccato il valore massimo di 3,1 milioni di occupati a tempo determinato, 735 mila in più rispetto al 2008. Tra questi, i più diffusi sono i contratti dalla durata di massimo 6 mesi (+ 613 mila).

Un interessante dato emerso dall’analisi è l’alto numero di lavoratori sovra istruiti rispetto alle mansioni che svolgono: 5.7 milioni (quasi un occupato su 4). Il fenomeno è spiegato da un’incongruenza tra le competenze specialistiche possedute e quelle richieste dalle imprese e da un generale innalzamento del livello d’istruzione non coerente ai posti di lavoro disponibili. La mancanza di opportunità lavorative in Italia porta alla decisione di migrare all’estero. 115 mila fughe nel 2018, quasi il triplo rispetto a dieci anni fa.

L’occupazione in Italia (58%) è sotto la media dell’Ue15 (67.9%), gli stati appartenenti all’Unione europea prima del recente allargamento. Il numero di occupati è ancora più deludente se si considerano solo le donne (48,1% contro il 59,0% dell’Ue15) o solo le regioni italiane del mezzogiorno.

Il rapporto del mercato del lavoro ha tracciato un identikit del primo impiego. I cittadini raggiungono il primo lavoro mediamente all’età di 22 anni, metà di questi è assunto con un contratto a tempo determinato. Su 100 ingressi nel mondo del lavoro, 80 sono italiani e 20 stranieri. Questi ultimi hanno subito un significativo aumento dell’occupazione, oggi rappresentano il 10,6% del totale degli occupati in Italia. Il fenomeno è spiegato dall’alta disponibilità degli immigrati ad accettare lavori più disagiati e dall’incremento della quota di occupazione meno qualificata.

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