sabato, ottobre 21, 2017
Learning Italy

Elaborato dall’Ocse il rapporto sulla strategia per le competenze in Italia.

In Italia pochi laureati e con un livello di competenze superiori alla mansione.

infografica sul rapporto sulla strategia per le competenze

Infografica di Ansa Centimetri

L’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) ha elaborato un rapporto sulla strategia per le competenze in Italia. Si rivela un quadro allarmante: in Italia solo il 20% dei giovani tra i 25 e i 34 anni è laureato, contro una media Ocse del 30%. In Europa il primato per numero di laureati va alla Lituania con una percentuale del 58% di laureati tra i 30 e i 34 anni, seguono il Lussemburgo e Cipro (fonte EUROSTAT). L’Italia è la penultima (26,2%), davanti alla Romania (25,6%).

Secondo il rapporto sulla strategia per le competenze, l’Italia registra un basso livello di competenze tra i laureati ed è l’unico paese del G7 ad avere una quota superiore di laureati addetti a mansioni di routine, rispetto a quelli che svolgono mansioni non di routine. Il fenomeno dello skills mismatch, ovvero il divario tra competenze del lavoratore e competenze richieste, è molto diffuso in Italia: l’11,7% dei laureati ha competenze in eccesso, mentre il 18% è sovra-qualificato. Inoltre il 35% dei lavoratori è occupato in un settore non legato ai propri studi.

Un’altra criticità evidenziata dal rapporto sulla strategia per le competenze riguarda la variazione della performance degli studenti all’interno del Paese. Gli studenti di Bolzano ottengono risultati molto soddisfacenti, al pari dei Paesi stranieri, mentre gli studenti della Campania raggiungono risultati molto più bassi e il divario registrato equivale a più di un anno scolastico. Dal rapporto sulla strategia per le competenze emerge anche che l’Italia è al quartultimo posto per percentuale di donne occupate. Molte donne non sono neanche alla ricerca di un posto di lavoro perché spesso sono le principali assistenti familiari. L’occupazione femminile è così bassa anche perché spesso le donne scelgono specializzazioni universitarie non molto richieste nel mercato del lavoro. Questo porta a una maggiore difficoltà nel trovare un impiego dopo la laurea.

Tutto ciò spiega perché negli ultimi 15 anni la performance economica dell’Italia sia inefficiente e la produttività sia rimasta stagnante. L’Italia è il Paese che ha più difficoltà nel confrontarsi con la globalizzazione, la digitalizzazione e l’invecchiamento della popolazione. Lo Stato Italiano sta cercando di risolvere questa situazione con una serie di riforme giudicate positive dall’Ocse (Jobs Act, La Buona Scuola e Piano Nazionale Scuola Digitale). L’Ocse suggerisce di rafforzare l’Alternanza scuola – lavoro, aumentare gli incentivi all’apprendistato e soprattutto fornire ai giovani servizi di orientamento che li aiutino a scegliere i percorsi di formazione più adatti per il mercato del lavoro.

Elisabetta Rolla

 

È possibile leggere una sintesi del rapporto qui 

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