martedì, Novembre 19, 2019
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Sardegna, Molise e Abruzzo: 193 Mln dal Ministero dell’Istruzione

miurCirca 193 milioni da condividere con Abruzzo e Molise per la Sardegna sugli oltre 3 miliardi di euro che in sette anni avranno il compito di rivoluzionare il sistema scolastico, per la prima volta, su tutto il territorio nazionale. È il Programma operativo nazionale (Pon) 2014-2020, presentato
questa mattina dal ministro dell’Istruzione, Universita’ e Ricerca, Stefania Giannini. Il Pon 2014-2020 si rivolgera’ quindi a 20 regioni, 8.730 scuole, 3 milioni di studenti, 250mila tra docenti e personale della scuola, e 200mila adulti con obiettivi che riguarderanno il miglioramento di tre macroaree: L’istruzione, le infrastrutture, e la capacita’ istituzionale e amministrativa. Per quel che riguarda il primo punto, gli obiettivi ricalcano quelli della ‘Buona Scuola’ e quindi in primis, il contrasto alla dispersione scolastica, l’alternanza scuola-lavoro, la qualificazione del personale scolastico e l’istruzione per gli adulti anche per un invecchiamento attivo che vada a contrasto dell’isolamento sociale degli individui. Gli interventi potranno essere finanziatisu tutto il territorio nazionale, con un diverso grado diintensita’ sulla base delle risorse disponibili e in funzione dei fabbisogni locali legati al contesto scolastico e socio-economicodi riferimento. “Oltre a puntare molto sull’efficienza amministrativa ossia spendere tutto e rendicontare tutto, come gia’ fatto in passato,puntiamo molto sull’efficacia- ha detto il ministro Giannini- conobiettivi chiari e una coerenza molto stretta con le politiche della Legge 107: competenze per i nostri studenti specialistiche nei singoli settori e competenze trasversali. I ragazzi devonocominciare sin dall’inizio del loro percorso la capacita’relazionale”.  Quindi le opportunita’ che i fondi del Pon daranno allescuole: “a cui andranno ad aggiungersi i 16 miliardi previsti dalla ‘Buona Scuola’. Tante risorse – 19 miliardi in tutto per sette anni – che possono consentire di tenere le scuole aperte li’ dove queste ultime possono diventare un presidio in contesti di disagio elevato, e per tutto il pacchetto infrastrutturale che va dall’edilizia a gli ambienti di apprendimento”.

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