giovedì, novembre 23, 2017
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Scuola-lavoro: resoconto dei primi due anni di introduzione.

scuola-lavoro

Il ministero dell’Istruzione ha elaborato un resoconto sul secondo anno di obbligo dell’alternanza scuola-lavoro. Il risultato mostra una situazione caratterizzata da punti di forza e di debolezza: la formazione scuola-lavoro fa fatica ad avviarsi, soprattutto nei licei, dove è previsto un obbligo di 200 ore negli ultimi tre anni, a fronte delle 400 ore negli istituti tecnici e professionali.

La diffusione dell’alternanza sul territorio non è omogenea: i casi di eccellenza si registrano soprattutto al nord (Lombardia, Veneto, Piemonte, Liguria, oltre a Toscana, Lazio e Umbria), mentre al sud emergono maggiori criticità, a eccezione della Puglia. Questo è dovuto principalmente a due motivi:

  1. Molte realtà scolastiche non comprendono l’importanza della formazione scuola-lavoro e confinano questa attività didattica a uno spazio dopo le lezioni o la riducono a un’esposizione teorica.
  2. I datori di lavoro hanno molti oneri, sia a livello burocratico, sia a livello economico (visita medica, sicurezza e costi organizzativi sono a carico dell’azienda). Questo ovviamente comporta un freno.

A queste criticità si contrappongono degli elementi positivi: in due anni di alternanza scuola-lavoro i ragazzi che hanno affrontato un periodo di formazione lavorativa sono stati circa 900mila. La maggioranza è costituita da studenti delle classi terze e quarte, a cui si aggiunge una quota minore di studenti di quinta. Inoltre sono aumentati i datori di lavoro disponibili: nell’ultimo anno sono diventati 206 mila.

Secondo Valeria Fedeli, ministra dell’Istruzione, l’alternanza scuola-lavoro rimane un’attività didattica importante e proprio per questo si vuole mettere a disposizione una piattaforma per migliorare il dialogo scuola-imprese. La formazione lavorativa deve essere percepita come un’attività didattica esattamente come le altre, perciò sono necessarie delle misure di accompagnamento e formazione per pianificare dei percorsi utili agli alunni. Già in molte realtà scolastiche i programmi sono stati adattati per integrare l’alternanza scuola-lavoro e in alcuni casi sono state interrotte le lezioni a favore della formazione lavorativa.

 

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