martedì, Luglio 5, 2022
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SCUOLA SUPERIORIE IN 4 ANNI: IL PARERE DEL CSPI

Il 17 novembre 2021 il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (CSPI) ha espresso il suo parere sulla durata di 4 anni del percorso di scuola superiore.

Il “Piano nazionale di innovazione ordinamentale per l’ampliamento e l’adeguamento della sperimentazione di percorsi quadriennali di istruzione secondaria di secondo grado agli Obiettivi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza #NextGenerationItalia” è attivo dal 2018-2019, anno in cui erano state coinvolte 100 classi, raddoppiate poi nell’anno successivo.

La novità riguarda l’ampliamento della “sperimentazione” a 1000 istituti, proposta che arriva dal Ministero dell’Istruzione per l’anno scolastico 2022/2023.

In cosa consiste la proposta?

L’obiettivo della proposta è allineare la durata del percorso scolastico italiano a quella del resto d’Europa in cui l’età di conseguimento del diploma è mediamente 18 anni.

Il piano non consiste, però, in una semplice riduzione degli anni di scuola superiore da 5 a 4. Infatti, la bozza del Dm propone un ampliamento della sperimentazione che oltre a prevedere un percorso più breve sarà anche innovativo.

  1. Il programma sarà rimodulato in modo da raggiungere entro i quattro anni gli obiettivi che attualmente sono distribuiti in cinque anni;
  2. L’insegnamento sarà caratterizzato da materie di riferimento del corso, affiancate da educazione civica, transizione ecologica e discipline STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics);
  3. L’insegnamento delle discipline sarà affiancato da contatti con il mondo del lavoro e delle università.

Il parere del CSPI

Il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione, che si era già espresso riguardo a questa proposta negli anni 2017 e 2018, ha rinnovato il suo parere negativo riguardo a quella per l’anno 2022/2023.

Il CSPI ritiene che l’ampiamento della sperimentazione debba essere basato su elementi di riscontro certi e chiari per poter fornire dati utili e affidabili. alle conseguenti decisioni politiche.

Inoltre, viene sottolineata l’importanza di avere una proposta metodologica-didattica organica a livello nazionale. Se la sperimentazione non sarà supportata da un solido impianto teorico e da un riferimento nazionale, il rischio sarà quello di avere una situazione diversificata sul territorio.

Per questi motivi, è di fondamentale importanza evitare la frammentazione dei percorsi intervenendo sulla struttura e sulla durata con un’attenta rimodulazione.

Il parere del CSPI è però solo tecnico e non vincolante.

In questo periodo stanno arrivando i primi feedback sugli apprendimenti dei ragazzi che hanno deciso di diplomarsi in 4 anni e si attende il 2022, anno in cui si concluderanno i percorsi quadriennali avviati nel 2018, così da avere un riscontro effettivo dei risultati.

Inoltre, ogni anno, per valutare l’andamento della sperimentazione, diversi comitati scientifici regionali effettuano delle valutazioni sugli esiti che si va ad aggiungere al resoconto del comitato scientifico nazionale del settore scolastico per la valutazione della situazione della scuola italiana.

Cosa ne pensi?