martedì, febbraio 19, 2019
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Reddito di cittadinanza

In Gazzetta Ufficiale, Serie Generale del 28 gennaio 2019, è presente il Decreto Legge relativo a Reddito di cittadinanza e Quota 100. Il provvedimento spera di potersi rivelare misura di contrasto alla povertà, alla disuguaglianza e all’esclusione sociale. In aggiunta, il diritto al lavoro e all’informazione, all’istruzione e alla formazione deve essere sostenuto da una semplificazione del sistema di assistenza sociale. Circa 5 milioni di persone potranno usufruire di questa misura, il 47% dei beneficiari sarà al Centro-Nord e il 53% al Sud e Isole.

Reddito di cittadinanza

Il Reddito di cittadinanza (Rdc) sarà istituito a partire da aprile 2019 come misura di contrasto alla povertà, alla disuguaglianza e all’esclusione sociale. Il Rdc assume la denominazione di Pensione di cittadinanza per i componenti di nuclei familiari di età pari o superiore a 67 anni. I beneficiari devono essere in possesso dei seguenti requisiti:

  • Cittadinanza italiana o di paesi parte dell’Unione Europea;
  • Residenza in Italia da almeno 10 anni, di cui gli ultimi 2 in modo continuativo;
  • Valore ISEE inferiore a 9360 euro, patrimonio immobiliare inferiore a 30.000 euro, patrimonio mobiliare inferiore a 6000 euro.
  • Valore del reddito familiare inferiore a 6000 euro annui (7560 euro per la Pensione di cittadinanza).

Nessun componente dovrà:

  • Essere intestatario di autoveicoli immatricolati nei sei mesi precedenti la richiesta di cilindrata superiore a 1600 cc o motoveicoli di cilindrata superiore a 250 cc;
  • Essere intestatario di imbarcazioni.

Sarà tuttavia possibile accedere alla misura in presenza di indicatori di disagio socioeconomico e povertà, di esclusione sociale, di disabilità, di deprivazione socio-sanitaria, educativa o abitativa. È necessario chiarire che la definizione di nucleo familiare, intesa ai sensi dell’articolo 3 del decreto n. 159 del 2013, si dota anche delle seguenti disposizioni: i coniugi separati/divorziati ma residenti nella stessa abitazione sono considerati parte di un unico nucleo familiare, così come il figlio maggiorenne non convivente solo se di età inferiore a 26 anni, né coniugato né con figli.

Il beneficio economico del Rdc si costituisce di una componente ad integrazione del reddito familiare fino a 6000 euro annui e un’altra componente ad integrazione del reddito dei nuclei familiari residenti in abitazione fino a 3360 euro annui. In ogni caso, il beneficio non può essere superiore a 9360 euro annui (e non inferiore a 480 annui). Se il beneficio non sarà totalmente prelevato, esso sarà sottratto dalla mensilità successiva (fino ad un massimo del 20%).

Patto per il lavoro

Il Reddito di cittadinanza può essere fruito per un periodo continuativo non superiore a 18 mesi, potrà essere rinnovato solo dopo una sospensione di un mese prima del rinnovo. Nel caso il beneficiario decidesse di intraprendere un’attività di lavoro autonomo o imprenditoriale la variazione dovrà essere comunicata all’INPS entro trenta giorni.

L’erogazione del beneficio è condizionata dalla disponibilità imminente al lavoro, all’adesione di percorsi di accompagnamento all’inserimento lavorativo e a percorsi, ove necessario, di riqualificazione professionale o completamento degli studi. I richiedenti sono tenuti a rendere dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro e a stipulare un Patto per il lavoro. Esso prevede che i beneficiari si impegnino a collaborare nella ricerca attiva di lavoro, partecipino a corsi di formazione o riqualificazione professionale, accettare almeno una di tre offerte di lavoro congrue. Nel decreto viene definita congrua un’offerta che nei primi dodici mesi è:

  1. Entro 100 chilometri dalla residenza o è raggiungibile entro 100 minuti con i mezzi di trasporto pubblici;
  2. Entro 250 chilometri se si tratta di seconda offerta;
  3. Collocata in territorio italiano se si tratta di terza offerta.
Congruità dell'offerta di lavoro

Congruità dell’offerta di lavoro

Il richiedente sarà inoltre tenuto a offrire la propria disponibilità per lavori socialmente utili nel proprio comune di residenza, fino ad un massimo di 8 ore settimanali.Nel caso in cui nel nucleo familiare siano presenti componenti con disabilità l’offerta è congrua solo se parte dei primi due punti precedentemente elencati. Nel caso, invece, il beneficiario accettasse le condizioni al punto 3, il Rdc sarà erogato per i tre mesi successivi all’inizio del nuovo impiego a titolo di compensazione per le spese di trasferimento.

Richiedere il Rdc

Il Reddito di cittadinanza può essere richiesto presso i centri di assistenza fiscale o in via telematica. La domanda sarà revisionata dall’INPS entro 30 giorni dalla richiesta. Il riconoscimento del Rdc sarà validato sulla base delle informazioni disponibili negli archivi e nelle amministrazioni collegate. Il beneficio sarà erogato attraverso la Carta Rdc. La Carta Rdc permetterà di effettuare prelievi non superiori a 100 euro entro un limite mensile. Non sarà possibile utilizzare il contributo per il gioco d’azzardo.

Le piattaforme dedicate al Rdc, in collaborazione con ANPAL e con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, saranno due: SIUPL e SIUSS. Esse saranno i principali strumenti di condivisione delle informazioni tra le amministrazioni, i centri per l’impiego e i servizi sociali. I centri per l’impiego e i comuni potranno anche segnalare delle eventuali anomalie presenti  nell’elenco dei beneficiari.

Sanzioni

Chiunque si dichiari erroneamente in possesso dei requisiti citati è punito con reclusione da due a sei anni. Ne consegue la revoca del reddito e la restituzione del beneficio percepito indebitamente. La decadenza del Rdc è prevista anche in caso di: mancata disponibilità al lavoro, mancata partecipazione ai corsi di riqualificazione o alle proposte comunali, mancata accettazione delle tre offerte congrue. Sarà possibile decurtare il beneficio in caso di mancata presentazione di un componente alle convocazioni previste dal Patto del lavoro.

Incentivi per le imprese

Il datore di lavoro intento ad assumere a tempo pieno e indeterminato un beneficiario del Rdc può comunicarlo nella piattaforma dedicata SIUPL. Nel caso di assunzione sarà riconosciuto l’esonero del versamento di contributi, con esclusione dei premi e contributi INAIL, nel limite dell’importo mensile percepito dal lavoratore al momento dell’assunzione, non superiore a 780 euro mensili. L’esonero è riconosciuto per un periodo pari alla differenza tra 18 mensilità e quello già goduto dal beneficiario, comunque non inferiore a cinque mensilità. Nel caso di licenziamento, il datore di lavoro è tenuto alla restituzione dell’incentivo (salvo licenziamento per giusta causa).

Gli enti di formazione accreditati al lavoro possono stipulare presso i centri per l’impiego un Patto di formazione che garantisca un percorso formativo o di riqualificazione professionale. Se in seguito a questo percorso il beneficiario ottiene un lavoro a tempo pieno e indeterminato, al datore di lavoro è riconosciuto l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali non superiore a 390 euro e non inferiore a sei mensilità. La restante parte dell’importo mensile è riconosciuta all’ente di formazione accreditato che ha garantito al lavoratore assunto un percorso formativo e di riqualificazione.

È presente anche un beneficio pari a sei mensilità e di massimo 780 euro mensili per il beneficiario che avvia un’attività lavorativa autonoma o di impresa individuale.

Assegno di ricollocazione

Dopo aver ottenuto il reddito il beneficiario riceve da ANPAL l’Assegno di Ricollocazione (AdR), da spendere presso i centri per l’impiego o presso i soggetti accreditati al lavoro. Il servizio di assistenza alla ricollocazione prevede la presenza di un tutor e un programma di ricerca intensiva di nuova occupazione, oltre all’obbligo del soggetto erogatore di comunicare al centro per l’impiego e all’ANPAL il rifiuto di accettare un’offerta di lavoro o la sospensione del servizio in caso di assunzione in prova.

Monitoraggio del Rdc e risorse finanziarie

Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali si impegna a monitorare Rdc stilando un Rapporto annuale sull’attuazione del Rdc. Il Rapporto sarà pubblicato sul sito istituzionale.

Per quanto riguarda le disposizioni finanziarie, il governo autorizza limiti di spesa di 5.894 milioni di euro nel 2019, 7131 milioni di euro nel 2020, con un ulteriore aumento nel 2021. Le risorse saranno trasferite annualmente all’INPS. È inoltre autorizzata la spesa di 200 milioni per il 2019 a favore di ANPAL per adeguare i propri regolamenti all’avvio del Rdc.

 

Si ritiene opportuno specificare che quanto disposto dal Decreto Legge del 28 gennaio 2019 in Gazzetta Ufficiale è un atto normativo provvisorio avente forza di legge. Tuttavia la sua efficacia deve essere confermata dal Parlamento entro 60 giorni dalla pubblicazione.

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