lunedì, Luglio 22, 2019
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XVIII Rapporto sull’apprendistato di Inapp

XVIII Rapporto sull'apprendistato di Inapp. Immagine stilizzata di giovani apprendisti che si affacciano sul mondo del lavoro

XVIII rapporto di monitoraggio sull’apprendistato di Inapp per conto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, in collaborazione con Inps.
Diviso in tre sezioni, il rapporto tratta:

  1. i dati quantitativi legati alle dinamiche dell’occupazione in apprendistato (le percentuali di attivazioni, le Regioni più interessate, l’età degli apprendisti, i settori lavorativi);
  2. la partecipazione ai percorsi formativi degli apprendisti alle tre tipologie contrattuali;
  3. un riepilogo dello stato di regolamentazione dell’apprendistato nelle Regionali e nelle Province.

L’apprendistato è un contratto ​a tempo indeterminato caratterizzato dalla presenza di contenuti fortemente formativi. La sua essenza consiste nella garanzia da parte delle aziende di trasmettere competenze pratiche e tecnico-professionali che vanno ad aggiungersi conoscenze acquisite in ambito scolastico-universitario o di ricerca.

Analizzando l’annualità 2016 e 2017, Inapp rileva dati positivi: nel 2017 le assunzioni di apprendistato sono aumentate, (dati in controtendenza rispetto al periodo tra il 2010 e il 2015). L’inversione di tendenza si è verificata nel 2016 con un aumento del 30% e si è confermata nel 2017 con un ulteriore aumento del 22,8%.

Fondamentale è stata l’influenza degli interventi normativi con le Leggi di Stabilità 2015 e 2016. Ha sicuramente aiutato la crescita del numero degli apprendistati, l’introduzione di un esonero (totale per tre anni e parziale per due) dal versamento dei contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro.

Per quanto riguarda il dato percentuale delle trasformazioni del contratto (cioè le trasformazioni a tempo indeterminato), tra il 2015 e il 2017, l’andamento è negativo, ma considerando che la maggior parte delle trasformazioni (più dell’80%) avviene a distanza di oltre due anni dall’assunzione, è un dato da leggere con un peso minore.
Le cessazioni aumentano invece del 21,4%.

La situazione della penisola italiana nel 2017:

  • il Sud Italia ha registrato una crescita maggiore: il numero medio di rapporti di lavoro è aumentato del 18,7%;
  • nel Nord Italia l’incremento è stato solo del 10,9%;
  • al Centro l’aumento minore: 10,4%.

In realtà il dato si legge diversamente a livello delle singole regioni: la Lombardia continua a essere la regione con il maggior numero di apprendisti (il 17,6% sul totale), seguita dal Veneto (13,0%), dall’Emilia-Romagna (10,8%) e dal Lazio (10,0%). Piemonte e Toscana sono entrambe all’8,5%. In queste regioni si concentra quasi il 70% del totale dei contratti di apprendistato.

I settori degli apprendistati e gli aumenti percentuali

Le aree che sono cresciute tra il 2016 e il 2017:

  • i servizi di alloggio e ristorazione sono cresciuti con un +23,8%;
  • altre tipologie di attività di servizi sono aumentati del 15%;
  • il settore Metalmeccanico ha avuto un +13%;
  • gli apprendisti in attività professionali e servizi di supporto alle imprese crescono anche loro con un +12,7%.

Il settore dell’artigianato è diventato meno rilevante rispetto alle annualità passate, infatti soltanto 1/4 del totale degli apprendisti è in questo campo. Nell’area commerciale troviamo il 20,8% degli apprendisti, nelle attività manifatturiere il 18,2% e nei Servizi di alloggio e ristorazione il 16,8%.

Percentuali più basse di apprendisti le troviamo nei servizi sociali e alla persona (10,5%), nelle attività professionali e servizi di supporto alle imprese (7,8%), nelle Costruzioni (7,6%) e nella Metalmeccanica (6,7%).

Età degli apprendisti

  • il 49,3% sono apprendisti di età compresa tra i 18 e i 24 anni;
  • il 40% si collocano tra i 25 e i 29 anni;
  • un 9,3% corrisponde agli over 29;
  • 1% i minorenni. Nel loro piccolo, i dati a riguardo dei minorenni sono più vari, con un +12,9% nel 2016 e un +17,4% nel 2017.

Le percentuali per le tre tipologie contrattuali di apprendistato

Le variazioni percentuali tra le tipologie di apprendistato riflettono lo spostamento dei finanziamenti (dal professionalizzante alle altre due tipologie).

I numeri del 2016: complessivamente sono stati inseriti nei percorsi di formazione pubblica programmati dalle Regioni e Province autonome 154.954 apprendisti:

  • 149.413 nell’apprendistato professionalizzante (secondo livello);
  • 4.841 nell’apprendistato di primo livello (l’apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica);
  • e solo 700 in quello di terzo livello (apprendistato per l’alta formazione e la ricerca).

Per il 2017 il numero di apprendisti in formazione scende a 131.445 unità ( meno 15,2%,vdi cui 124.984 nell’apprendistato professionalizzante, 5.915 nell’apprendistato di primo livello e 546 in quello di terzo livello) con una contrazione del 15,2%.

Risulta chiaro che per queste annualità l’ apprendistato professionalizzante è risultato il più scelto e attivato. È però da notare la crescita, da un anno all’altro, degli apprendisti di primo livello quale effetto della sperimentazione del sistema duale.

Leggi anche: LE RISORSE PER L’ANNUALITÀ 2018 PER L’APPRENDISTATO

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